7 Maggio 2026 20:13

Confindustria Imperia presenta le cifre dell’export globale delle imprese del lusso della provincia. “Un mercato importante da oltre 200 milioni di fatturato” / Foto e video

In breve: Focus anche sul Gruppo Lusso e sulle esportazioni verso il Regno Unito

L’Hotel Royal di Sanremo è stato teatro questo pomeriggio di un evento organizzato da Confindustria Imperia, in collaborazione con Cribis, con l’obiettivo di fare il punto sull’export delle imprese imperiesi nel mercato globale, con particolare riferimento al settore del lusso e ai rapporti col mercato del Regno Unito.

Focus anche sul Gruppo Lusso e sulle esportazioni verso il Regno Unito

I dati presentati dalle indagini di Confindustria e Cribis hanno evidenziato che, con 263 aziende che esportano (di cui 77 con un valore superiore al 50% del loro fatturato) la provincia di Imperia mostra una forte vocazione all’export, caratteristica ancora più marcata tra le imprese del settore lusso, che hanno nel Regno Unito uno dei principali mercati di sbocco e di crescita.

L’indagine sul settore lusso evidenzia un comparto solido e radicato nel territorio, con aziende attive da oltre dieci anni, fortemente orientate all’export e rivolte soprattutto a una clientela internazionale business tra i 40 e i 60 anni. Le imprese guardano principalmente ai mercati maturi come Usa, Francia, Germania e Regno Unito, senza trascurare nuove opportunità in Asia e Medio Oriente. I dati sull’export confermano inoltre la crescita della Liguria e della provincia di Imperia, dove aumentano sia il valore delle esportazioni sia l’affidabilità dei pagamenti internazionali, in particolare verso il Regno Unito.

A discuterne il Presidente di Confindustria Imperia, Luciano Tesorini, il Presidente della Camera di Commercio Italiana nel Regno Unito, Roberto Costa, Elena Sparago di Confindustria Imperia, Alessandra Chesi e Luana Veronica Lattanzio di Cribis e l’esporto di strutture e strategie per operare nel Regno Unito, Patrick Novembre.

Confindustria Imperia ha voluto dare una risposta – spiega Luciano Tesorini –, andare incontro alle esigenze delle imprese associate che hanno manifestato l’idea di tentare di internazionalizzare ulteriormente le proprie competenze, i propri ambiti di lavoro. Quest’oggi abbiamo avuto l’onore e il piacere di avere con noi il Presidente della Camera di Commercio Italiana a Londra, quindi chiaramente il tema sarà principalmente i rapporti con la Gran Bretagna. Costantemente lavoriamo con il Principato di Monaco e con la Francia per continuare a consolidare i rapporti già in essere. Abbiamo avuto in passato degli accordi e abbiamo delle partnership, degli ottimi rapporti con la Camera di Commercio Italiana a Miami e quindi, per andare incontro alle aziende associate, organizziamo questi eventi come quello di oggi per creare sinergie sempre più importanti tra le aziende e questi Paesi esteri. Si parla in particolare di import-export, perché si tratta chiaramente di esportazione, ad esempio il campo florovivaistico, la nautica, però dobbiamo anche non dimenticarci l’aspetto opposto di importare, ad esempio importare dei turisti in questa regione e in questa provincia in particolar modo, dei turisti che arrivino da Paesi stranieri, dove magari ad oggi la provincia di Imperia è un pochettino meno conosciuta”.

Noi abbiamo la fortuna, mi piace dire «il lusso» di avere l’aeroporto internazionale di Nizza a due passi – prosegue il Presidente di Confindustria Imperia -. Bisogna sfruttarlo maggiormente perché, da alcuni dati, da una ricerca che abbiamo fatto, ad esempio, quando dei turisti che arrivano principalmente dall’Asia atterrano a Nizza, conoscono la Liguria per le Cinque Terre, quindi passano direttamente, vanno alle Cinque Terre, tralasciando tutti questi posti che sono magnifici, sono stupendi e sono i nostri territori“.

Spazio da parte di Tesorini anche a un commento sul neonato Gruppo Lusso di Confindustria Imperia: “Abbiamo fondato il Gruppo Lusso per far dialogare a livello trasversale le aziende che si occupano appunto dei vari settori merceologici appartenenti a Confindustria e che siano ad alto livello, intendendo il lusso come il saper far bene, la qualità ai massimi livelli, quindi non l’ostentazione. Abbiamo fatto compilare un questionario e hanno risposto le aziende dei vari settori che si posizionano sull’ambito del lusso. Raggruppano e impiegano personale per circa 1000 dipendenti e queste 19 aziende hanno risposto con un fatturato che va abbondantemente oltre i 200 milioni, quindi ci fa anche pensare che sia un mercato importante, un livello molto interessante, perché sono numeri che per la provincia di Imperia sono chiaramente non trascurabili”.

Lo scambio tra Inghilterra e Italia ad oggi cuba mediamente tra i 35 e i 40 miliardispiega Roberto Costa -. L’Italia è il quinto Paese per esportazione verso UK e il lusso oggi, in un momento di cambiamento del tessuto sociale che sta cambiando in UK, in tutta la Gran Bretagna, prevalentemente a Londra, fa sì che l’importazione del Made in Italy sia sempre più apprezzata. Piace il lusso, piace il bello, l’Italia è sicuramente vista come una patria del bello e per questo secondo me questa regione, questa provincia, ha le carte in regola per fare benissimo”.

Sul tema della Brexit il presidente della Camera di Commercio Italiana nel Regno Unito non si dice molto fiducioso all’idea che possa verificarsi un rientro del Paese nell’Unione Europea, pur auspicando qualche apertura nel prossimo futuro: “La Brexit sicuramente sarà modificata e lo sta dimostrando il fatto che a breve sarà di nuovo concesso l’Erasmus, cosa che non si poteva fare prima, e quindi hanno capito sicuramente di aver fatto un errore, questo è un mio parere, ma si vede dai numeri. Con la Brexit sono cambiate molte cose: è cambiato il fatto che la gente non può più venire a lavorare liberamente, ma ha bisogno di alcuni visti, che anch’essi sono cambiati dall’inizio ad oggi. Dal 21 luglio 2025, ad esempio, è quasi impossibile fare un visto e quindi sponsorizzare una persona perché lavori in UK, se non in alcuni settori. Da un punto di vista di importazione è cambiato burocraticamente. Non è cambiato molto nei costi, nei dazi aggiuntivi, nella dogana, ma è sicuramente burocraticamente più complesso. Ma si può tranquillamente importare ed esportare”.

Sui punti di forza delle esportazioni imperiesi oltremanica il Presidente Costa non ha dubbi: “In Inghilterra quando si parla d’Italia si parla delle «tre F»: cioè «Fashion, Food and Furniture». Diciamo che questa provincia, per l’agri-food, è sicuramente un fiore all’occhiello di tutta l’Italia. Abbiamo 50 chilometri di olive taggiasche che non ci sono in nessun’altra parte del mondo“.

A cura di Matteo Cantagallo

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