Il Comitato No Riarmo Imperia parteciperà alla fiaccolata che si terrà a Imperia il 24 maggio alle ore 20.30 in Piazza De Amicis riaffermando pubblicamente il proprio impegno contro la guerra e contro le scelte politiche ed economiche che alimentano la corsa agli armamenti.
“Di fronte al protrarsi del conflitto, all’aggravarsi della crisi umanitaria e alle continue violazioni del diritto internazionale – dicono i rappresentanti del comitato -, chiediamo alle istituzioni italiane, europee e internazionali un intervento immediato. Occorre interrompere ogni sostegno politico, economico e militare che contribuisca ad alimentare la guerra, a partire dalla produzione e dalla circolazione di armi. Contrastare il riarmo globale significa rifiutare una scelta che sottrae risorse alla sanità, alla scuola, al lavoro e alla cooperazione tra i popoli, riportando invece al centro la diplomazia, il disarmo e la prevenzione dei conflitti. In questo passaggio non basta registrare la gravità dei fatti: bisogna assumere una posizione netta. Stiamo dalla parte di chi chiede l’immediato cessate il fuoco e respinge l’idea che la forza militare possa essere presentata come soluzione. La prosecuzione delle ostilità produce solo distruzione, colpisce in primo luogo le popolazioni civili e consolida un sistema fondato sulla violenza e sull’impunità. Per questo chiediamo il blocco degli accordi con Israele, a partire da quelli economici e militari, e l’interruzione della produzione, dell’esportazione, del transito e della fornitura di armi e materiali destinati ai conflitti. Chiediamo inoltre l’apertura effettiva di corridoi umanitari e la distribuzione immediata degli aiuti alla popolazione civile di Gaza, il rifiuto di ogni allargamento della guerra in Libano e Siria, il ritiro dai territori occupati nel rispetto delle risoluzioni internazionali, il riconoscimento dello Stato di Palestina e la tutela della funzione di pace del contingente ONU in Libano. Contrastare il riarmo significa scegliere un’altra idea di sicurezza, fondata sui diritti, sulla giustizia sociale e sulla pace. Per questo servono decisioni immediate, coerenti e trasparenti, capaci di fermare l’escalation e di sottrarre spazio e risorse all’economia di guerra”.






