Si è svolta oggi una nuova udienza relativa all’affidamento delle due sorelline della piccola Beatrice, la bambina di due anni morta lo scorso 9 febbraio nell’abitazione di Montenero, a Bordighera.
Per la prima volta dopo la tragedia, i due genitori si sono ritrovati nella stessa aula. Un momento particolarmente delicato e carico di tensione emotiva. La madre è apparsa profondamente provata, in lacrime, affranta e visibilmente segnata dal dolore con evidenti conseguenze fisiche dello stress accumulato negli ultimi mesi.
Il padre è assistito dall’avvocato Fabio Scaffidi, mentre la madre è difesa dall’avvocato Laura Corbetta. I due legali, al termine dell’udienza hanno dichiarato: “In questa sede abbiamo affrontato il problema che i servizi sociali non avevano risposto al Tribunale per dire se ritenevano o meno opportuno autorizzare le videochiamate e i motivi per cui, ad oggi, non sono state consentite ai genitori”, hanno spiegato i legali al termine dell’udienza. Secondo quanto riferito, i servizi sociali avrebbero relazionato principalmente sulle condizioni attuali delle minori, spiegando che “le bambine stanno bene, frequentano una nuova scuola, hanno nuovi amici e stanno concludendo l’anno con buoni voti”.
Nel corso dell’udienza sarebbe stata affrontata anche la possibilità di una collocazione all’interno delle famiglie dei parenti. “Le parti hanno richiesto una eventuale collocazione presso le famiglie allargate, ma al momento non ci sono risposte”, hanno aggiunto i difensori.
Il giudice avrebbe quindi chiesto ai servizi sociali relazioni più dettagliate e aggiornamenti periodici sull’andamento della situazione familiare. “Siamo rimasti alle relazioni di febbraio e di pochi giorni fa. I nostri assistiti non sanno nulla delle bambine: come stanno, se chiedono dei genitori. Noi stiamo cercando di lavorare per il bene delle minori”.
Nelle scorse settimane anche lo zio materno avrebbe anche presentato istanza per la collocazione delle due bambine presso la propria famiglia. Resta però ancora tutto sospeso. Da una parte il futuro delle due minori; dall’altra l’inchiesta penale sulla morte della piccola Beatrice, che prosegue parallelamente tra accertamenti scientifici, analisi tecniche e verifiche medico-legali.
Sugli esiti ufficiali dell’autopsia, infatti, non risultano ancora depositi conclusivi. Un’attesa che conferma la complessità del caso e la volontà degli inquirenti di approfondire ogni elemento prima di arrivare a una ricostruzione definitiva di quanto accaduto.






