30 Luglio 2026 10:30

Imperia, Scajola denuncia Bracco. Modaffari (PD): “Reazione tipica di chi teme il declino”

In breve: La capogruppo PD in consiglio comunale interviene sulla denuncia del sindaco al consigliere Bracco

Mai avremmo immaginato che Claudio Scajola potesse perdere sino a questo punto il controllo”. Così la capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Comunale Loredana Modaffari, dopo l’annuncio da parte del primo cittadino di aver denunciato il consigliere Ivan Bracco per diffamazione aggravata. Un intervento di pieno sostegno al suo collega, come già manifestato anche dalla segreteria provinciale del partito.

La capogruppo PD in consiglio comunale interviene sulla denuncia del sindaco al consigliere Bracco

Chi ha un po’ di dimestichezza con le dinamiche psicologiche e comportamentali sa che gli uomini di grande potere, quando percepiscono il declino, attivano risposte di difesa estreme – prosegue Modaffari -. Il consueto accentramento di ogni decisione, l’intolleranza a qualsiasi critica, l’atteggiamento maniacale di controllo, la pronta sanzione per chi non si allinea, il continuo tentativo di svalutazione ed il rifiuto di qualsiasi dialogo con gli oppositori vengono corroborati da narrazioni auto-assolutorie o cospirazioniste e reazioni aggressive.

Il conflitto viene estremizzato: da un lato il sovrano cerca gli attacchi frontali e sfide aperte nei confronti degli oppositori, e dall’altro rivela sfiducia verso i suoi collaboratori storici, considerati potenziali traditori “rei” di pensare alla sua successione protestando ciascuno a suo modo un diritto al trono.

Il Sindaco di Imperia ci fa venire in mente l’imperatore Tiberio vissuto a cavallo della nascita di Cristo che aveva il terrore degli oppositori, ma ancor più della sua corte che rivelava di voler anticipare le mosse sulla guida dell’impero, giungendo ad eliminare entrambi con processi di lesa maestà. Qualsiasi commento ironico, critica o testo satirico privato che lo prendesse di mira veniva catalogato come insulto e minaccia e portato a processo.

Fortunatamente quei tempi sono lontani, e il confronto tra consiglieri comunali sfocia spesso in contenziosi per diffamazione; la Giurisprudenza riconosce ai Consiglieri un’ampia esimente quando le accuse o le critiche rientrano nell’esercizio del mandato, ammettendo che i toni possano essere aspri o polemici, e precisando che l’immunità o l’impunità della critica vengano meno se si ricorre ad attacchi personali gratuiti anziché a censure di natura amministrativa.

Ora, tutto possiamo dire al nostro Consigliere Bracco tranne che la sua non sia un’azione sui temi, e che abbia mai trasceso nella lesione della reputazione senza utilità pubblica, a differenza di chi in tre anni non ha fatto che alludere alla sua professione ed al riflesso dell’inchiesta sull’affaire Porto, le cui reali responsabilità sono ormai note a tutti.

La Magistratura effettuerà certamente le opportune indagini auspicabilmente acquisendo le registrazioni delle sedute di Consiglio, dove il piatto della bilancia dell’uso dell’espressione “marchetta elettorale” pende decisamente dal lato maggioranza, come l’atteggiamento ingiurioso, denigratorio e violento nel rifiuto del dialogo democratico su temi di coesione sociale.

Al Sindaco formuliamo l’augurio di riuscire a prendere atto del tempo che passa e degli errori compiuti nella sua Città che sono sotto gli occhi degli Imperiesi, e che non si possono seppellire con l’odio e le contrapposizioni esasperate“.

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