Il Carnevale di Diano Marina e il grande lavoro della Famïa Dianese sono stati al centro di un mini documentario realizzato all’interno del progetto WeDiano per la regia di Alessandro Bonaldo.
Presentato questa mattina nella sala consiliare il video dedicato alla storica associazione e al carnevale di Diano Marina
Il video, presentato questa mattina nella sala consiliare del palazzo comunale, racconta l’anima del Carnevale di Diano Marina attraverso tre momenti fondamentali: le sue origini e la sua storia, il dietro le quinte della costruzione dei carri allegorici, che mette in luce la passione e la creatività di artisti e volontari, e infine la giornata della festa, seguendo l’energia e l’entusiasmo che, dai preparativi del mattino fino ai festeggiamenti (quest’anno anche di sera), trasformano la città in un grande spettacolo collettivo.
“È una giornata importante e soprattutto emozionante perché questa mattina vedremo delle immagini storiche – commenta il consigliere delegato alle Manifestazioni Gianluca Gramondo -, delle immagini che faranno emozionare tantissima gente, facendola tornare indietro nel tempo, perché stamattina ripercorriamo la storia della Famïa Dianese, una storia lunghissima che da statuto parte negli anni ’60, ma la Famïa Dianese nasce nella Belle Epoque, quindi con i piccoli carretti trainati e con delle manifestazioni anche a volte povere che poi piano piano è diventata sempre più importante e sempre più ricca”.
“Questa mattina devo dire che si respira una grande emozione – prosegue Gramondo – perché quello che vedremo saranno sicuramente delle testimonianze persone che hanno vissuto in prima persona questa associazione storica che ci racconteranno anche i segreti retroscena della Famïa Dianese. Quindi sicuramente una mattina importante non soltanto per la Famïa, che ringraziamo per essere sempre presente a Diano Marina e collaborare con l’amministrazione comunale, ma devo dire una mattina sicuramente piena di orgoglio anche per tutta la città perché la Famïa ricordiamo che è una delle associazioni storiche della città che collabora sempre per le buone riuscite di tutte le manifestazioni di Diano Marina”.
“Io ho avuto l’occasione e la fortuna forse di vedere qualche filmato, qualche spoilerata in anteprima – aggiunge il consigliere – e devo dire che qualche lacrimuccia è scesa perché io nella Famïa ci sono da quando avevo nove mesi, quindi si può dire che il mio primo carnevale l’ho fatto sulle spalle di mio zio vestito da fiore. Ho 43 anni, quindi devo dire che anche io ho di grandissimi ricordi di questa associazione e stamattina li rivivremo sicuramente con grande allegria ma sicuramente con qualche momento anche un po’ di tristezza perché ricorderemo purtroppo anche gente che non c’è più, che ci ha lasciato ma che ha contribuito a rendere grandiosa questa magnifica associazione che è la Famïa Dianese“.
“Il Carnevale di Diano Marina è una delle manifestazioni più importanti in assoluto – dice l’assessore al Turismo Luca Spandre – quasi 60 edizioni, 56-57 edizioni, quindi molto molto importante e in un periodo di fuori stagione. L’amministrazione ricordo che ha voluto allungarlo, non più sulla canonica domenica della sfilata, ma anche durante la settimana con altri appuntamenti, tipo abbiamo avuto Ivana Spagna, abbiamo avuto DJ Fargetta, quindi delle serate di carnevale anche animate da personaggi famosi”.
“Oggi siamo qua per presentare il Carnevale e la Famïa Dianese, quindi per celebrarla – prosegue l’assessore al Turismo -. Questo documentario è stato voluto dall’amministrazione all’interno del progetto WeDiano, che ha prodotto sia una rivista del territorio e sia questo documentario che è il primo di un’associazione. Abbiamo voluto cominciare con una delle associazioni più rappresentative del nostro territorio e avremo intenzione poi chiaramente di proseguire nella celebrare anche altre associazioni“.
“Adesso comincia l’emozione – commenta la vicepresidente della Famïa Dianese, Emanuela Cerato –, non l’ho ancora visto e quindi sono molto emozionata e molto grata di questa possibilità che il Comune ci ha dato di farci conoscere. Anche chi non sa i retroscena e chi non ha seguito la Famïa Dianese da quando è nata. Io ormai sono 40 anni che sono dentro, ma io stessa in questi filmati ho rivissuto delle cose che magari si sono dimenticate o fanno parte ormai della nostra routine. E veramente ringraziamo il Comune per questa iniziativa bellissima che ci ha reso proprio orgogliosi di quello che facciamo per il Diano Marina”.
Sul futuro del carnevale Cerato aggiunge: “Noi ce la mettiamo tutta: cerchiamo di coinvolgere chiunque, sollecitiamo tutti. In ogni intervista diciamo sempre che la porta del capannone è aperta a tutti, e lo ripetiamo spesso. Se qualcuno ha bisogno di essere accompagnato, noi ci siamo, perché capisco che a volte entrare in un’associazione così consolidata possa mettere un po’ di timore: sembra quasi che lì dentro si facciano chissà quali cose, o che servano capacità esagerate per entrarci. Ma tutti noi abbiamo imparato partendo da zero. Per questo abbiamo anche voglia di insegnare quello che sappiamo, senza riserve: non ci teniamo nulla per noi, siamo qui proprio per condividere. Quindi chiunque voglia provare è il benvenuto. A volte la gente pensa che venire anche solo una volta significhi prendersi un impegno continuo, e magari non se la sente. In realtà a noi basta anche una serata ogni tanto: è comunque sempre una mano preziosa. Il nostro impegno è proprio questo: portare avanti questa associazione il più a lungo possibile, assolutamente. Cerchiamo anche di coinvolgere i più piccoli, perché è fondamentale. Quest’anno, con il fatto che il Carnevale era un po’ presto, hanno dovuto un po’ mollare il tiro, ma di solito ogni anno coinvolgo le scuole elementari e porto i bambini a conoscere e praticare la carta pesta, a sporcarsi le mani, perché è importante che comincino da lì. Devono continuare a lavorare con le manine. Oggi sappiamo che con le mani usano soprattutto i telefonini, ma è importante riscoprire la manualità, perché l’arte e il lavoro manuale sono davvero ossigeno e bellezza. E dove c’è bellezza, è sempre bello perdersi del tempo: un tempo prezioso”.
A cura di Matteo Cantagallo






