Il consigliere comunale di minoranza Ivan Bracco, del Partito Democratico, torna a farsi sentire sul tema del porto turistico di Imperia. Con una nota stampa, il dem risponde indirettamente all’Amministrazione comunale dopo la pubblicazione del parere della Corte dei Conti di Genova, richiesto dallo stesso Sindaco, che secondo Bracco darebbe ragione alle sue previsioni: il porto, sostiene, “è destinato a finire in mani private, a scapito della collettività”.
“Nell’ultimo consiglio comunale, avevo espresso le mie preoccupazioni riguardanti il futuro del porto turistico di Imperia, in particolare su quanto l’Amministrazione comunale stesse cercando di porre in essere per realizzare il progetto faraonico voluto dal Sindaco, per terminare le opere a terra.
In quel contesto, e anche nei giorni successivi sugli organi di stampa, avevo previsto che il porto sarebbe stato regalato ai privati e di fatto tolto alla gestione pubblica e, dunque, i benefici economici sarebbero stati goduti dai privati e non dalla collettività.
Questa mia ipotesi, così tanto contestata dall’Amministrazione, oggi trova riscontro nel parere della Corte dei Conti di Genova, emesso su richiesta del Sindaco, dove si evidenzia chiaramente la volontà di quest’ultimo di cedere al soggetto privato tutti i posti barca presenti nel bacino, ad esclusione della nautica sociale, con in cambio il completamento delle opere faraoniche pari a 156 milioni.
Leggendo il parere della Corte dei Conti, emerge, tra l’altro, un elemento di fondamentale importanza che si riporta integralmente:
“la decisione di procedere al sub-affidamento sia adeguatamente motivata in relazione ai vantaggi per la collettività e alla congruità economica, nonché alla salvaguardia degli equilibri economico-finanziari della società in house”.
In sostanza, la Corte afferma che il sub-affidamento deve essere adeguatamente motivato in relazione ai vantaggi per la collettività e alla congruità economica, eccetera eccetera.
Questo passaggio è fondamentale perché, ad oggi, malgrado le svariate e insistenti richieste di sapere se i cittadini di Imperia ci guadagnino o ci perdano in questa operazione, l’Amministrazione non ha risposto!
Non risponde perché è chiaro che, cedendo tutti i posti barca commerciali, compresi quelli per imbarcazioni oltre i 50 metri, che hanno valori milionari, non rimane più nulla di economicamente vantaggioso per il pubblico.
Sicuramente diranno: “Sì, però così si termina il porto”. Certo, ma per 65 anni lo godrà un privato e, al termine della concessione, restituirà alla città opere vecchie e in condizioni d’uso di valore scadente.
Personalmente, insisto a ribadire che il progetto deve essere rivisto, con opere a terra snelle e di servizio al porto e alle attività connesse, con costi di realizzazione che possono essere sostenuti dalla Marina di Imperia, trovando un accordo con gli ex titolari dei posti barca.
Così procedendo, il porto si termina in tempi certi, rimane pubblico, producendo un reddito importante da immettere nelle casse comunali per essere impiegato al servizio dei cittadini.
Concludo affermando che la Corte dei Conti ha posto non dei paletti, ma dei travi alla prosecuzione di un progetto che non porta nulla alla collettività.
Questo parere rafforza la mia considerazione che il porto sarà la tomba di questa Amministrazione e del suo Sindaco“.






