Il consiglio comunale di Imperia ha discusso questo pomeriggio la richiesta della Marina di Imperia di azzerare il canone dovuto al Comune per il 2025 e il 2026, circa 2 milioni di euro. A sollevare la questione l’amministratore unico Stefano Gandolfo, che il 17 aprile scorso ha scritto al Comune segnalando una crisi di liquidità della società in house che gestisce lo scalo con concessione sessantacinquennale.
La richiesta ufficiale è arrivata con una lettera firmata il 17 aprile dall’amministratore unico Stefano Gandolfo, indirizzata direttamente al sindaco Claudio Scajola
Nel documento si chiede di azzerare il canone per i primi due periodi, dal 21 novembre 2025 al 31 dicembre 2026, per un totale di “€ 2.224.657,53“, redistribuendo poi la cifra sulla durata residua della concessione. In questo modo, sottolinea Gandolfo, “il valore complessivo del contratto di servizio rimarrebbe invariato”, senza impatti sul bilancio comunale né sulla durata della concessione stessa.
Ad introdurre il discorso è stato il sindaco di Imperia, Claudio Scajola: “Nel settembre 2025, il Comune ha rilasciato la concessione demaniale della durata di 65 anni alla Marina di Imperia, per il completamento del Porto Turistico, come da progetto approvato da questo consiglio Comunale. Il 18 novembre è stato sottoscritto il contratto. Conseguentemente nel dicembre 2025, il Consiglio Comunale, ha definito gli indirizzi operativi della società per procedere all’affidamento a terzi. Nel maggio 2026, la società ha comunicato che sono pervenute sei manifestazioni di interesse.
Riguardo alla pratica oggetto del Consiglio Comunale di oggi: “Il Comune ha previsto un canone di circa 2 milioni all’anno, come versamento da parte della Marina di Imperia al Comune. È evidente che i soldi ci sono nel momento in cui c’è l’affidamento del porto. Le casse della Marina di Imperia ci sono, perchè dire che è in crisi finanziaria, non lo è. Chiaro che se gli facessimo incassare questi due milioni andrebbe in difficoltà, ma sarebbe ingiusto, perchè sono collegati al gestore nuovo che deve essere individuato. Quindi abbiamo spalmato per 65 anni le due annualità. Sino al 31 dicembre abbiamo ritenuto che il canone sarà spalmato negli anni successivi. Per non lasciare a casa nessuno, si deve dare possibilità di crescita.
Si è perso già molto tempo, siamo riusciti a far girare le ruote, nonostante ci sia chi tutti i giorni vi infila le spranghe di ferro”.
Si sono susseguiti diversi interventi da parte dei consiglieri di minoranza e maggioranza
Luciano Zarbano dice: “si rinuncia ad una somma importante a fronte di una promessa che quella cifra sarà restituita nel corso di 65 anni sulla base di un contratto stipulato alcuni mesi fa. Incide ed incide pesantemente. Una modifica di questa portata deve essere trasparente, la pratica presenta criticità che non possono essere ignorate”.
Il consigliere Ivan Bracco: “Il contratto di servizio prevede un canone annuo al Comune di 2 milioni. Oggi ci troviamo nel fatto che la Marina chiede di interrompere il pagamento, come scrive la stessa Marina di Imperia. Non è possibile presentare un documento e modificarlo il giorno dopo. I due milioni dunque non ci saranno, vuol dire che la società non è in grado di portare avanti alcuna progettazione, lo vedremo quando presenterà il bilancio. Gli imperiesi devono sapere che con questa operazione il porto turistico si sta preparando ad essere regalato per 65 anni ad un privato. Il sindaco avrebbe dovuto aprire un tavolo con tutta la cittadinanza, oggi potremmo dare un porto sicuro e certo alla città. Chi voterà questa pratica si assumerà una responsabilità morale nei confronti della città. Il porto sarà sicuramente la tomba del sindaco.“
Sulla vicenda anche il consigliere di maggioranza Daniele Ciccione: “Non è critica politica, è semplicemente un tentativo disperato di cavalcando il malcontento. Marina di Imperia è una società del comune, pubblica. Il Comune non rinuncia a niente, i 2 milioni non spariscono, vengono semplicemente ridistribuiti sulla durata della concessione. Bisogna smetterla di raccontare mezze verità. Il vero disastro sarebbe lasciare un’altra incompiuta, questo potrebbe dare fastidio a qualcuno, che dopo anni di immobilismo si va avanti.
Sulla stessa riga anche il Consigliere di maggioranza Davide La Monica:”Può essere un volano per l’economia cittadina. Credo che in questi anni sia stato fatto un lavoro importante sul porto. Questa delibera ci permetterà di dilazionare il pagamento della Marina di Imperia. È una somma che riconoscerà al Comune quando il porto sarà operativo, visto che ancora non è partito, sicuramente per colpa non nostra. Come si può pensare che un porto di queste dimensioni possa essere realizzato soltanto dal Comune? Lo si può fare con una partnership pubblico-privato. L’interesse nostro è quello di avere un porto operativo, tutto il resto sono parole al vento.
Ha preso poi parola la consigliera di minoranza Deborah Bellotti (PD): “Siamo qua a valutare il futuro della nostra città, è evidente che l’opposizione si augura la miglior riuscita su questo progetto. Ovviamente vogliamo tutti la stessa cosa, questo deve essere chiaro. Il nostro compito è anche quello di vigilare i soldi pubblici, con la pratica di oggi ci troviamo a rimandare il pagamento, sperando che la Marina sia in grado di pagare a breve. Non abbiamo nessuna certezza.
Silvia Mameli (gruppo Avanti) dice: “questa pratica non è uno scandalo, è una scelta per difendere il Porto Turistico, qual’è l’alternativa? Criticare è facile, governare è un’altra cosa. Il comune non perde due milioni, non stiamo regalando soldi pubblici, stiamo solamente spostando il pagamento per consentire di superare una fase straordinaria imprevedibile. Questa pratica serve a salvare una infrastruttura strategica della città“.
Lucio Sardi (AVS) ribatte: “stiamo parlando di un’opera mastodontica sul quale noi discutiamo, che non ha il piano economico finanziario. Qua c’è scritto nero su bianco che il porto lo daremo in subconcessione ai privati per 65 anni, tutto intero. Non c’è una cifra sul progertto, stiamo solo rincorrendo questi privati. Due milioni non si trovano sotto lo zerbino, la Marina di Imperia non se li può inventare. Si sono raccontate solo delle frottole.
Sardi è intervenuto anche sulla possibilità dei posti di lavoro che il porto creerebbe: “Non darà posti di lavoro, gli appartamenti non danno posti di lavoro, che economia pensate che andrà a creare?. Il rischio è quello di trovarsi in una situazione di non ritorno”.
Andrea Landolfi prende parola: “Bisogna parlare di questo porto liberi da ogni tipo di ipocrisia, io questa sera in consiglio ne ho sentita tanta. Lo dice la storia”.
Laura Amoretti (società aperta): “Oggi ci troviamo ancora una volta su un percorso che richiede trasparenza, significative sono le preoccupazioni che emergono dalla lettera del presidente Gandolfo. Non sappiamo se le manifestazioni di interesse sono per tutti i lotti. Ci pare che le scelte di tale importanza richiedano coerenza, trasparenza e sostenibilità. I dubbi non vengono sciolti e il futuro del porto continua, per noi a non apparire sufficientemente chiaro”.
Arriva infine la replica del sindaco Scajola: “C’è chi vuole che il porto esca dalle nebbie e prosegua per la sua completezza e chi è contrario al porto e vota no, tutto il resto sono chiacchiere, sono balle.
Se si è a favore del porto, uno vota a favore. In democrazia o sei favorevole o sei contrario. Mi meraviglia che parli ancora del porto qualcuno che ha contribuito a farlo fallire e che è stato smentito dalla Magistratura. Non dico coerenza, dico dignità.
Lo svendiamo, lo regaliamo, ma dove vivete? Parliamo per slogan senza sapere nulla, zero! Noi completeremo il porto”.
Si sono poi susseguite le dichiarazioni di voto: al termine la pratica è stata approvata, dopo oltre due ore di dibattito, tra le polemiche della minoranza. Al voto anche due emendamenti, uno di Montanaro e l’altro del consigliere Sardi, quest’ultimo respinto.







