Il consigliere di minoranza del Pd Ivan Bracco interviene sulla vicenda della piscina “Felice Cascione” e del suo imminente passaggio in gestione alla Federazione Italiana Nuoto, depositando un’interpellanza al sindaco Claudio Scajola.
Secondo Bracco, l’affidamento diretto alla FIN solleva più di qualche dubbio sul piano normativo
Il consigliere ricorda che l’ANAC qualifica questo tipo di affidamento come “norma eccezionale e residuale, applicabile solo in presenza di specifici e tassativi presupposti“.
Nell’interpellanza Bracco chiede al sindaco di chiarire “se le procedure previste dalle normative e dai pareri ANAC siano state rispettate“, “se è stato accertato che la FIN risulti essere l’unica associazione interessata alla gestione dell’impianto“, “se risulta essere stato presentato un piano economico-finanziario che evidenzi i canali di credito per sostenere le spese di gestione e gli investimenti” e “se il Comune, una volta affidata la gestione, intenda interrompere lo stanziamento di fondi, in quanto in contrasto con la procedura eventualmente adottata“.
Sui social il consigliere è stato ancora più diretto: “La piscina comunale Felice Cascione è pubblica, non familiare. Ho presentato un’interpellanza al Sindaco con la quale richiedo spiegazioni tecniche e giuridiche sul futuro affidamento della gestione di un impianto così importante per la città. Un impianto natatorio che serve per il benessere psicofisico dei ragazzi, degli adulti e dello sport deve essere gestito nel rispetto dell’art. 97 della Costituzione. Sono certo che il Sindaco farà rispettare rigorosamente le norme perché la piscina è di tutti e non di una famiglia”.






