Che cosa significa essere davvero liberi? Per i ragazzi delle classi 1I e 1L della scuola secondaria di San Lorenzo al Mare, IC Pastonchi, la risposta sta nella semplicità di un disegno e nella forza di una parola di conforto. Nei giorni scorsi, una delegazione di venti alunni ha varcato i cancelli della Casa Circondariale di Imperia per vivere un’esperienza di crescita straordinaria: consegnare personalmente ai detenuti i segnalibri cartacei realizzati da loro, nell’ambito del progetto intitolato “Libero di…”.
I segnalibri, interamente disegnati e colorati a mano, hanno portato una ventata di freschezza e di luce in un luogo dove spesso i colori faticano a entrare. Arcobaleni, fiori, palloni da calcio e nuvole leggere hanno fatto da sfondo a messaggi semplici, ma carichi di una profonda empatia spontanea, come:
“Libero di non abbatterti”, “Libero di sognare”, “Libero di vivere in un mondo a colori”.
Pensieri puri, nati dal cuore di ragazzi di undici anni sotto la guida attenta della loro insegnante di arte, Annalisa Fontanin, capaci di parlare direttamente all’anima di chi sta scontando una pena.
L’incontro si è svolto in un clima di grande ascolto, rispetto e commozione. Ad accogliere la giovanissima delegazione e le sue professoresse accompagnatrici, Valeria Cassano, Annalisa Fontanin e Cinzia Vassallo, e a guidarla in questo percorso insieme alle docenti accompagnatrici sono state figure fondamentali della struttura: l’educatrice responsabile dell’area trattamentale, Dott.ssa Marisa Bonfà, che ha spiegato ai ragazzi l’importanza del percorso di riabilitazione e di come la cultura e la lettura siano strumenti di riscatto. Il Direttore Comandante e gli agenti della Polizia Penitenziaria, che con grandissima sensibilità e vicinanza hanno illustrato il funzionamento della casa circondariale, mostrando come la sicurezza possa e debba convivere con l’umanità e l’accoglienza.
Donare qualcosa di creato con le proprie mani ha trasformato una normale attività didattica in una memorabile lezione di vita e di educazione civica. I piccoli studenti hanno potuto comprendere che la riflessione sulla libertà – sul suo valore, sulla sua perdita e sulla possibilità di riconquistarla – non ha età.
I segnalibri sono rimasti lì, custoditi tra le pagine dei libri della biblioteca del carcere e nelle mani di chi saprà trovarvi un momento di sollievo. Per i ragazzi della prima media, invece, resta la consapevolezza che per abbattere i muri del pregiudizio e portare la libertà a chi non ce l’ha, a volte, bastano un foglio di carta, dei pastelli e un cuore grande.






