Il consigliere comunale di minoranza a Imperia Lucio Sardi, del Gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, interviene con una nota critica sulla gestione delle procedure relative al completamento del porto turistico, contestando la mancanza di trasparenza e il diniego all’accesso agli atti riguardanti le recenti manifestazioni di interesse.
Dell’incredibile balletto che da quasi nove mesi caratterizza le procedure per la realizzazione delle opere di completamento del porto turistico di Imperia, si conoscono solo alcuni passaggi, faticosamente raccolti vincendo la ritrosia dei protagonisti a fornire informazioni.
Dal rilascio della concessione sessantacinquennale alla società del Comune Marina di Imperia, basata su un piano finanziario che – per quanto fantasioso e ottimistico – aveva il pregio di essere pubblico e analizzabile, il pallino è invece passato in mano ai privati attraverso la procedura delle “manifestazioni di interesse” prevista dal nuovo Codice degli appalti.
Di come si intenda realizzare una operazione di oltre 130 milioni di euro, in Consiglio comunale si è quindi venuto a sapere ben poco, salvo quando, a cose fatte, a dicembre scorso è stata portata una delibera di indirizzo che riprendeva l’esito della prima manifestazione di interesse e cambiava completamente tutti i presupposti su cui si era discusso sino ad allora.
Ci riferiamo all’ipotesi di suddivisione in cinque lotti delle assegnazioni delle aree in sub-concessione, schema adottato nella gara di affidamento poi revocata a marzo 2026, perché conteneva clausole in contrasto con la normativa europea sulla concorrenza.
Tale schema di assegnazione, su cui vi era stata una deliberazione vincolante del Consiglio comunale, è stato però poi incredibilmente cestinato dalla società Marina di Imperia (che le delibere di indirizzo forse le usa in bagno) con la motivazione di consentire a due nuovi soggetti privati – palesatisi dopo l’avvio della prima procedura – di “giocarsela”, potendo partecipare alla fase più informale, ma decisiva, per determinare le possibilità di successo nella gara per l’affidamento delle sub-concessioni.
Nel mezzo di questa “brillante”, quanto per noi oscura procedura, forse anche per le pressioni e denunce pubbliche che abbiamo portato sul tema, la società Marina di Imperia ha dovuto ammettere di non essere in grado di far fronte agli impegni economici previsti dalla convenzione col Comune, costringendo l’amministrazione Scajola a stornare quei fondi che da due anni mette a bilancio sulla base di nessuna certezza di poterli incassare.
Si è nel frattempo conclusa la procedura della nuova manifestazione di interesse aperta dalla Marina di Imperia con un avviso del primo aprile (data evocativa sulla credibilità dell’operazione….) sulla quale l’amministratore della società, in questo caso stranamente poco attento alla riservatezza, aveva anticipato alcune intenzioni dei nuovi privati proponenti.
L’anticipazione “sfuggita” a chi dirige e custodisce i segreti della società comunale è che i nuovi soggetti privati che si sono palesati – per i quali si è deciso di far ripartire da capo la procedura di selezione delle proposte abbandonando lo schema in 5 lotti, che prevedeva che solo una parte dei posti barca fossero ceduti in uso al privato che doveva realizzare le maggiori opere a terra – chiedano invece di ottenere in sub-concessione l’intera area portuale in cambio di tutti i posti barca, con la sola eccezione di quelli della nautica sociale e di calata Anselmi.
Una ipotesi che rappresenta un evidente arretramento rispetto all’interesse della società Marina di Imperia e del Comune, con la quale si mette in dubbio che – essendo privata delle entrate di quasi tutti i posti barca – la società comunale possa avere la capacità di onorare il contributo economico annuo dovuto al Comune, per il quale ha appena chiesto un rinvio relativamente alle annualità 2025 e 2026.
In questo quadro abbiamo sentito la necessità di presentare una istanza di accesso agli atti per poter avere una idea delle diverse proposte dei soggetti che hanno partecipato all’ultima manifestazione di interesse.
Una richiesta per consentirci di capire su quali valutazioni di tutela dell’interesse pubblico si basasse poi la scelta, tra quelle avanzate dai soggetti privati partecipanti, della proposta di realizzazione delle opere ritenuta più opportuna.
Si tratta di un passaggio fondamentale da comprendere in ragione del fatto che, nella sostanza, la scelta del progetto da utilizzare sarà determinante nell’esito della successiva gara per l’assegnazione delle sub-concessioni e della realizzazione delle relative opere.
È infatti molto probabile che – anche senza la previsione nella procedura di assegnazione di una prelazione a favore del proponente del progetto prescelto, ovvero la clausola dichiarata illegittima dalla Corte di Giustizia Europea – chi ha predisposto su misura delle proprie esigenze o condizioni il progetto selezionato nella fase della manifestazione di interesse si aggiudichi anche la gara che determina chi otterrà il rilascio delle sub-concessioni e la realizzazione delle opere.
La fase delle manifestazioni di interesse – pur essendo di natura anche informale e flessibile – definisce le regole del gioco per il completamento del porto turistico.
Sarà quindi decisiva nella successiva gara per la scelta del soggetto privato attuatore, determinando gli equilibri tra l’interesse del privato attuatore e quelli della città di Imperia.
Questa è la ragione di fondo per la quale è fondamentale, per dare un giudizio e non trovarsi a dover ratificare scelte di cui non si conoscono i termini, l’esame delle diverse proposte avanzate dai partecipanti all’ultima manifestazione di interesse.
Proposte che, ricordiamo, sono frutto di scelte dettate da legittime valutazioni e interessi del privato non necessariamente coincidenti con quelli pubblici.
La risposta alla richiesta di accesso agli atti – giunta come di consueto all’ultimo giorno utile e affidata incredibilmente all’amministratore unico di Marina di Imperia – è la plastica dimostrazione di come l’interesse prevalente che guida le scelte sul porto turistico sia solo quello dei privati che si stanno assecondando per riuscire a far sì che realizzino un volume di opere a terra che non hanno nessuna logica e interesse per la città.
Come spiega l’amministratore della Marina di Imperia – che si è attribuito il ruolo di segretario generale del Comune nel decidere in merito a una prerogativa di legge riconosciuta a un rappresentante delle istituzioni – il diniego a fornire i documenti richiesti nasce dall’esigenza di garantire che non vi siano elementi atti a “falsare la concorrenza”, da quella di tutelare la segretezza e riservatezza delle diverse proposte presentate dai soggetti privati e in ragione anche della “contrarietà espressa dagli operatori”.
Una interpretazione assurda che viene smentita anche dalla lettura dell’avviso pubblicato da Marina di Imperia per l’avvio dell’ultima manifestazione di interesse, in cui la eventuale “segretezza” applicabile a tutela di interessi del privato partecipante deve essere invocata dal soggetto in fase di presentazione della proposta e limitatamente ad “eventuali informazioni coperte da riservatezza o segreti industriali/commerciali“.
L’applicazione estensiva della riservatezza adottata dall’autonominatosi interprete giuridico dell’applicazione delle norme sul diritto di accesso dei consiglieri comunali mette in evidenza che, anche sulla trasparenza, in questa vicenda prevalgano gli interessi dei privati rispetto a quelli pubblici.
Riepilogando, l’amministratore unico di una partecipata del Comune – e non il dirigente comunale competente – interpreta, ritenendola non applicabile, una norma che tutela il diritto di accesso a documenti di interesse pubblico da parte di un consigliere comunale.
Lo fa motivando che il diniego deriva da esigenze di rispetto delle regole della concorrenza, di tutela del diritto alla riservatezza e degli interessi di imprese private.
Ovvero degli interessi delle imprese che partecipano a una procedura selettiva per la scelta dello schema progettuale sul quale si baserà il bando di assegnazione in sub-concessione delle aree su cui realizzare le opere di completamento del porto turistico.
Il rischio di condizionamento derivante dal fornirci i documenti della procedura della manifestazione di interesse riguarda una procedura selettiva che condiziona fortemente l’esito della successiva gara di assegnazione, mettendo il proponente del progetto scelto in una condizione di forte vantaggio per aggiudicarsela.
Inoltre, la procedura di selezione del progetto ritenuto migliore non contiene criteri oggettivi di valutazione (come l’attribuzione di punteggi o il vaglio di una commissione esaminatrice) e viene utilizzata per un’opera di oltre 130 milioni di euro.
Per i difensori degli interessi e della riservatezza di privati che – per consentire la partecipazione di nuovi soggetti – ritengono normale e una forma di garanzia di tutela della concorrenza azzerare l’esito della prima manifestazione di interesse, che agiscono non rispettando il vincolo di mandato di una delibera di indirizzo del Consiglio comunale e che utilizzano una procedura decisamente flessibile per un’opera pubblica di tali dimensioni e impatto sulla città, il problema sarebbe che qualche consigliere comunale possa esaminarne i documenti.
Il fatto che la risposta negativa alla visione di questi documenti sia stata recapitata con una comunicazione barrata con dicitura “copia per consigliere” e con lettera di accompagnamento che richiama e ammonisce genericamente a un utilizzo “conforme” alla legge e al Regolamento del Consiglio, è il marchio finale su quale sia, per chi l’ha inviata, l’interesse principale da tutelare.
Per chi governa questa città, infatti, prima del diritto a essere informati e poter verificare il rispetto e l’attenzione all’interesse pubblico, viene la difesa degli interessi privati che, se passivamente assecondati, possono trasformare ancora una volta Imperia in un banchetto per operazioni speculative prive di ricadute positive sull’economia locale.
Gruppo Alleanza Verdi e Sinistra Imperia






