Non era la solita “sgasata” a disturbare la quiete dell’argine destro del torrente Impero. Dietro il rombo dei motori che nei giorni scorsi aveva fatto insorgere i residenti di Barcheto, c’era in realtà un raduno organizzato da alcuni giovani per ricordare Gabriele Capone, il 18enne di Imperia scomparso lo scorso 10 febbraio in un incidente stradale. Presenti all’appuntamento anche diversi genitori dei ragazzi.
Ieri sera circa 130 persone si sono ritrovati sull’argine per festeggiare quello che sarebbe stato il suo 19° compleanno
Racconta l’amico Pietro al nostro giornale: “Il raduno in questione è stato organizzato in quanto ieri, 17 agosto 2026, un nostro amico avrebbe dovuto compiere 19 anni, ma ne avrà 18 per sempre, perché il 9 febbraio del 2026 è mancato in un sinistro stradale sulla Statale 28, e non potremo mai più riaverlo indietro.
L’unica cosa che possiamo fare noi sono raduni del genere, in date specifiche, per ricordarlo, perché non andrà mai dimenticato. Per ricordarci a noi stessi che la sicurezza stradale è importante e per ricordare una persona che valeva la pena conoscere.
Perché di 130 persone che c’erano ieri sera, non tutti lo conoscevano. Ma sapete perché erano lì? Perché questi pezzi di ferro che voi criticate perché fanno un casino, non sono solo pezzi di ferro, sono una passione, sono amore, che uniscono centinaia e migliaia di persone ogni giorno, in diverse parti del mondo.
E a noi ieri sera ci hanno unito a tutti, anche se non ci conosciamo tra di noi, anche se magari alcuni non conoscevano Gabriele.
Ci hanno unito a tutti, eravamo in 130 persone. Per le persone che non hanno capito che questo raduno aveva un motivo, la prossima volta magari notate un po’ più i dettagli, che tanto dettagli non erano.
Perché su 130 persone, almeno in 60 avevamo questa maglietta con un cuore azzurro, una G bianca e dietro una scritta, con scritto “Born to Live”, che significa “nato per vivere”.
Nato per vivere. Noi siamo nati per vivere. Siamo giovani. Abbiamo tutta la vita davanti per stare a lavorare, per stare a non fare niente, cosa che aggiungerei che molti di noi già lavorano, anche se siamo giovani, visto che ci date tanto della gioventù senza principi e che non lavora.
La gioventù senza principi e che non lavora, lavora prima di tutto. I principi ce li ha, perché noi copiamo il dolore, lo comprendiamo e soprattutto lo combattiamo insieme.
Lo combattiamo insieme, perché raduni del genere servono a starci tutti vicini, perché una perdita del genere pesa, perché nella nostra età pesa ancora di più perdere un amico che vedevi tutti i giorni, non vederlo più da un giorno all’altro, perché pesa a qualsiasi età la morte di un caro, ma a un’età così giovane pesa molto di più.
E voi che siete i maestri del mondo, dell’universo, che capite tutto e sapete tutto di tutti, dovreste capirla questa cosa.
Dovreste venire incontro ai giovani, non andarci contro. Quindi sapete cosa vi dico? Denunciateci”.






