Con una sentenza pronunciata nella giornata di ieri 15 giugno, il Tar della Liguria ha rigettato il ricorso proposto da Infrastrutture Wireless Italiane Inwit s.p.a. (noto comunemente come “Inwit”) contro lo stop ai lavori di costruzione di un’antenna in strada Pacialla imposto dal Comune di Imperia.
Vittoria del Comune di Imperia davanti al Tar della Liguria, che però bacchetta l’Amministrazione: “Doveva convocare la Conferenza dei Servizi”
Una sentenza analoga a quanto avvenuto nella stessa zona soltanto due anni fa con un’altra antenna, in quel caso voluta da Iliad. Al centro di entrambe le vicende il fatto che strada Pacialla sia riconosciuta come area sottoposta a specifici vincoli paesaggistici.
L’azienda riteneva che l’autorizzazione ai lavori si fosse formata automaticamente attraverso il meccanismo del silenzio assenso, dato che il Comune non aveva fornito risposte nei tempi previsti. Dal canto suo, l’amministrazione comunale aveva bloccato l’iter e i successivi lavori edilizi sia perché la società si era rifiutata di pagare 400 euro di oneri istruttori (considerati illegittimi da Inwit), sia perché riteneva inapplicabile il silenzio assenso in una zona protetta.
I giudici hanno dato ragione al Comune di Imperia, spiegando che quando sono in gioco “interessi sensibili” come la tutela del paesaggio, il silenzio assenso non può operare in modo automatico se manca una formale convocazione della conferenza di servizi. Poiché il Comune non aveva mai aperto questa fase di confronto istituzionale, l’autorizzazione non è mai nata. Di conseguenza, il TAR ha confermato il blocco dei lavori.
Tuttavia, il Tribunale ha criticato il comportamento del Comune, che avrebbe comunque dovuto convocare la conferenza di servizi anziché restare inerte a causa del mancato pagamento. Proprio per via di questa grave mancanza da parte dell’amministrazione pubblica, il TAR ha deciso di compensare le spese legali tra le parti.






