16 Giugno 2026 17:45

Liguria: sanità, Sanna e Ioculano (PD) all’attacco. “Un’altra modifica d’urgenza certifica il fallimento della riforma Bucci”

“Dopo le polemiche esplose ieri all’interno della stessa maggioranza e dopo una riunione fiume convocata oggi a margine del Consiglio regionale, la Giunta Bucci presenta l’ennesimo intervento sulla sanità ligure per modificare nuovamente la legge regionale 41 del 2006, già pesantemente riscritta appena pochi mesi fa dall’accoppiata Bucci-Nicolò. Siamo di fronte a una situazione paradossale. Una riforma presentata come strategica e risolutiva viene già corretta con un nuovo disegno di legge d’urgenza. È la certificazione politica di ciò che avevamo denunciato fin dall’inizio: la riforma voluta da Bucci è stata approvata in fretta, senza un adeguato confronto con i territori, con i lavoratori, con le rappresentanze istituzionali e con gli operatori sanitari, dichiarano il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale Armando Sanna e il vicepresidente della Commissione Sanità e consigliere regionale del Partito Democratico Enrico Ioculano.

“Ormai la sanità ligure sembra ostaggio di una continua riscrittura normativa. Quando la mattina il presidente Bucci si sveglia, bisogna sperare che non gli venga in mente di mettere mano alla sanità, perché il rischio è che arrivi una nuova norma a cambiare l’assetto del sistema. Non è così che si governa un settore delicato da cui dipendono la salute dei cittadini e le condizioni di lavoro di migliaia di persone. La Giunta prova a presentare il provvedimento come un adeguamento tecnico, ma in realtà introduce soltanto elementi riparatori. Dietro questa nuova modifica si intravedono chiaramente le conseguenze delle decisioni avventate assunte negli ultimi mesi. La tensione che oggi emerge anche all’interno della maggioranza dimostra che le criticità da noi segnalate non erano propaganda, ma problemi reali che ora la stessa coalizione di governo è costretta ad affrontare”, aggiungono.

“A confermare la confusione generata dalla riforma c’è anche il continuo spostamento di ospedali, funzioni e personale da un’azienda all’altra. Prima la nascita dell’Azienda ospedaliera metropolitana, poi il trasferimento di Villa Scassi e ora quello del San Carlo: un susseguirsi di operazioni organizzative che viene presentato come un riassetto strategico, ma che continua a sollevare interrogativi tra gli operatori. Particolarmente grave è il ridimensionamento del ruolo degli enti locali. La Conferenza dei sindaci viene chiamata a esprimere pareri su atti fondamentali della programmazione sanitaria, ma tali pareri restano sostanzialmente non vincolanti. Ancora una volta si sceglie di limitare il peso delle autonomie locali e della rappresentanza democratica dei territori. La verità è che il centrodestra continua a cambiare le regole del gioco senza offrire alcuna certezza sul futuro del sistema sanitario regionale. Nel frattempo, a pagare il prezzo di questa instabilità sono sempre gli stessi: i lavoratori, costretti a vivere nell’incertezza organizzativa, e i cittadini, che continuano ad attendere risposte concrete su liste d’attesa, carenza di personale, medicina territoriale e qualità dei servizi. La sanità ligure non ha bisogno di continue riforme, contro-riforme e correzioni d’urgenza. Ha bisogno di programmazione, investimenti, ascolto dei territori e rispetto delle istituzioni. Tutto ciò che è mancato nella riforma Bucci e che continua a mancare anche oggi”, concludono.

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