L’assunzione di nuovi agenti e il potenziamento del comando della Polizia Locale hanno riacceso il dibattito sul ruolo del corpo in città. Sul tema interviene Ivan Bracco, esponente del Partito Democratico ed ex dirigente della Polizia di Stato, che pur giudicando positivamente l’aumento dell’organico critica l’impostazione data dall’amministrazione.
Iniziamo questa intervista parlando delle nuove assunzioni
“Credo sia giusto riconoscere che l’assunzione di cinque nuovi agenti e di otto stagionali rappresenti un fatto positivo. Il comando è stato rinforzato e questo è un elemento importante. Il problema non è il numero degli operatori, ma come vengono impiegati.“
Cosa intende?
“Per l’esperienza che ho maturato dirigendo un ufficio della Polizia di Stato con competenza provinciale, ho l’impressione che le linee guida siano orientate più a produrre entrate per il Comune che a svolgere pienamente le funzioni per cui la Polizia Locale è nata. Gli agenti vengono visti in giro tutto il giorno con le apparecchiature per elevare verbali per violazioni al Codice della strada. È certamente una delle loro competenze, ma non l’unica.”
Quali attività ritiene trascurate?
“Non per colpa degli agenti, ma per una precisa impostazione amministrativa, vengono lasciati in secondo piano aspetti importanti come i controlli ambientali, la vigilanza sugli scarichi, il controllo del territorio e altre attività che rientrano nelle competenze della Polizia Locale. Spero di essere smentito, ma da quanto mi viene riferito da persone qualificate la situazione è questa.”
Lei parla spesso di sicurezza stradale. Come andrebbe affrontata?
“La sicurezza stradale deve essere uno dei pilastri dell’attività della Polizia Locale. Per questo motivo, se fossi al governo della città, eliminerei gli autovelox fissi. Sono collocati in aree dove gli indici di mortalità sono praticamente pari a zero e registrano sanzioni per superamenti minimi dei limiti. Danno l’impressione di essere strumenti pensati per fare cassa.”
Quale sarebbe l’alternativa?
“Utilizzare maggiormente gli autovelox mobili, impiegando il personale nelle zone dove esistono reali criticità. Penso a Caramagna, all’argine del Caramagna, a Barcheto e ad altre aree dove i controlli avrebbero una funzione concreta di prevenzione. Dove esistono problemi reali bisogna esserci.”
Secondo lei la Polizia Locale dovrebbe avere anche un ruolo sul fronte del degrado urbano?
“Assolutamente sì. L’ordine pubblico compete a Polizia di Stato e Carabinieri, ma spesso le altre forze vengono distolte dai servizi sul territorio per attività diverse. La Polizia Locale potrebbe garantire una presenza più costante in alcune zone critiche della città, penso a via XXV Aprile, alla zona Toscanini o all’area del supermercato di via Delbecchi. Servirebbero controlli di polizia urbana e presidi anche semi-fissi.“
Lei insiste molto sul concetto di presenza.
“Perché la presenza è fondamentale. Con un organico più numeroso si potrebbe creare un equipaggio dedicato ai controlli nelle frazioni. Non per fare multe, ma per essere visibili, parlare con i cittadini, raccogliere segnalazioni e offrire un servizio. La Polizia Locale deve essere percepita come una risorsa.”
Ha parlato anche di una funzione sociale.
“Credo che si possa sviluppare un raccordo più forte con i servizi sociali. Ci sono tanti anziani che vivono soli. Nessuno dice che sia un obbligo, ma una verifica periodica, un passaggio per capire se ci sono difficoltà o problemi, rappresenterebbe un servizio importante per la comunità.”
Qual è oggi, secondo lei, il problema principale di immagine della Polizia Locale?
“La Polizia Locale viene percepita come un esattore delle tasse, come chi fa le multe. Non è colpa degli agenti né della struttura. È il risultato delle indicazioni che arrivano dall’amministrazione. Bisogna cambiare questa visione. Gli operatori svolgono un lavoro molto vicino a quello delle altre forze dell’ordine e meritano di essere valorizzati.”
In che modo?
“Attraverso più formazione, più lavoro in equipaggio e maggiori strumenti di protezione. Ma soprattutto bisogna far capire ai cittadini che la Polizia Locale è al loro servizio e non al servizio del politico di turno. Negli anni è stata spesso considerata la ‘polizia del sindaco’ e questo è un errore.”
C’è un ultimo aspetto che contesta.
“Ritengo sia stato un errore eliminare la presenza fissa dell’agente a Oneglia nel pomeriggio, una figura che garantiva viabilità e presidio del territorio. Allo stesso modo non condivido la scelta di impiegare personale della Polizia Locale per il presidio costante del Palazzo comunale. Se ci sono esigenze particolari si interviene quando necessario, ma mantenere un piantonamento fisso significa sottrarre risorse al controllo del territorio. Quelle energie potrebbero essere impiegate molto meglio al servizio dei cittadini.”






