La scomparsa di Francesco Guccini ha lasciato un vuoto anche nel mondo della musica imperiese. Stefano Senardi, produttore discografico e direttore artistico, originario di Imperia, ha conosciuto il cantautore in occasione del Premio Tenco di Sanremo.
Il rapporto tra Francesco Guccini e il Club Tenco è stato unico, come sottolinea Stefano Senardi al nostro giornale: “Conosco Francesco da tanti anni. Al Premio Tenco di Sanremo ha partecipato 21 volte, conquistando sei Targhe Tenco e ricevendo anche il Premio Tenco. È stato una figura imprescindibile della manifestazione: senza di lui il Club Tenco non sarebbe mai stato lo stesso“
Francesco Guccini, il commosso ricordo di Stefano Senardi: “Con lui un viaggio in treno indimenticabile”
Il legame con la musica di Guccini, per Senardi, affonda le radici negli anni Settanta:“A quei tempi ascoltavo soprattutto cantautori inglesi o americani, degli italiani ero abbastanza snob. Ci sono stati due o tre artisti che mi hanno avvicinato: uno Claudio Lolli, l’altro proprio Guccini. Poi mi sono innamorato anche di Conte e De André.
Di Guccini ho imparato i testi a memoria, ogni frase ha il fascino letterario che lo contraddistingueva. Aveva un’incredibile dinamicità e unicità nelle parole usate per descrivere le cose: era il più letterato dei nostri cantautori, aveva la capacità di trasportarti in viaggi incredibili”.
Tra i ricordi più cari, un viaggio in treno da Roma a Milano: “Ho un ricordo bellissimo di un viaggio in treno che abbiamo fatto da Roma a Milano. Casualmente ci siamo trovati nel vagone ristorante, ed è stato un viaggio fantastico. Mi è capitato poche volte in vita mia di divertirmi così: abbiamo pranzato, mangiato e bevuto di gusto per tutto il tragitto, chiacchierando e divertendoci. Abbiamo parlato di tutto, è una fortuna avere una persona come lui accanto a te. Di ogni posto che vedevamo dai finestrini raccontava storie, conosceva tutto: siamo passati dagli Etruschi ai momenti più profondi della storia della Resistenza e dei partigiani. Il tutto con il suo tono sempre scherzoso: oltre a essere una persona di cultura e di profondità pazzesca, aveva un senso dell’umorismo incredibile”.
Senardi ricorda anche l’ultimo incontro, una decina di anni fa, a Badalucco: “L’ultima volta che ci siamo visti eravamo attorno a un tavolo a Badalucco,insieme a Franco Boeri. C’era tanta gente che purtroppo adesso non c’è più, c’era anche Renzo Fantini, mio più caro amico conosciuto nell’ambiente della musica. Era organizzata sotto un pergolato, eravamo in tanti, c’erano anche i fondatori del Tenco”.
“C’è stata una serata nel 2015 dedicata proprio a Francesco: il Club Tenco decise di celebrarlo con un Premio Tenco alla carriera, dedicandogli l’intera edizione di quell’anno. Francesco, scaramanticamente, aveva detto che non voleva salire sul palco, perché quel tipo di serate si fanno di solito quando uno muore.”
Il produttore imperiese si sofferma poi su come siano cambiati i concerti, rispetto a quelli degli artisti della generazione di Guccini: “Molto spesso adesso la gente va ai concerti per dire che c’era. Quando invece faceva i concerti un cantautore come Guccini era una cosa pazzesca: teneva l’attenzione per più di due ore, davanti a diecimila e più persone. Erano concerti molto sentiti e partecipati”.
A dare la notizia della scomparsa a Senardi è stato Vinicio Capossela, che lo ha chiamato questa mattina. Non a caso: fu proprio Renzo Fantini, insieme a Vincenzo Mollica e allo stesso Guccini, mentre giocavano a biliardo, ad ascoltare per primi in assoluto una cassetta di un giovane Vinicio Capossela.

A cura di Alessandro Moschi






