Si è discusso questo pomeriggio in consiglio comunale a Imperia l’approvazione del regolamento per la disciplina del sistema di videosorveglianza. La Giunta, lo ricordiamo, nelle scorse settimane aveva dato il via libera a un pacchetto di misure che puntava a integrare il sistema di videosorveglianza comunale con quello delle altre forze di polizia, Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, in un’ottica di “sicurezza urbana integrata”.
Prima di procedere alla discussione, il consigliere di minoranza Ivan Bracco (PD) ha chiesto se fosse possibile ritirare la pratica. Ai voti, la decisione è stata respinta e si è proceduto alla relazione.
Ad illustrare cosa prevede il regolamento è stato il vicesindaco di Imperia, Giuseppe Fossati
“Un regolamento molto importante perché va a disciplinare le telecamere gestite dal Comune di Imperia, i sistemi di videosorveglianza gestiti dal Comune di Imperia che, sappiamo, hanno circa 500 occhi che guardano quotidianamente la nostra città, per verificare infrazioni, eventualmente reati, per la repressione dei reati, per la prevenzione dei reati, perché forse non tutti sanno che nella centrale operativa, ormai da un paio di mesi, c’è un operatore della Polizia Locale, mattina e pomeriggio, che guarda continuamente queste telecamere proprio in ottica preventiva, non solo repressiva.
Il regolamento va a stabilire i principi di queste riprese, i criteri per queste riprese, le modalità di accesso e di consultazione. È molto importante che sia stata prevista anche la possibilità di accesso alle riprese nell’ambito di indagini difensive, quindi non solo in un’ottica accusatoria ma anche difensiva, una cosa molto importante di grande civiltà giuridica.
In generale va a disciplinare tutta questa materia che, sappiamo, è all’ordine del giorno perché è bene tutelare e disciplinare la privacy dei cittadini, però ricordiamoci che questi strumenti sono essenzialmente strumenti per la repressione di illeciti, amministrativi o penali, e, in ultima analisi, per la sicurezza dei cittadini. Quindi è bene che ci siano, che siano regolamentati nella tutela della privacy, ma in modo tale da rendere funzionale lo strumento.
C’è stata un po’ di polemica sulle ISECO, secondo me sciocca, perché già in commissione era stato posto il tema. Devo dire in modo molto corretto e collaborativo se le ISECO dovessero o meno essere ricomprese nella disciplina di questo regolamento che, dicevo prima, regolamenta solo le telecamere gestite dal Comune.
Ho precisato nel mio intervento che le ISECO non c’entrano nulla perché sostanzialmente non sono gestite direttamente dal Comune di Imperia, ma fanno parte del contratto d’appalto con De Vizia, che ha affidato la gestione a una società specializzata, debitamente autorizzata, con tutto il rispetto delle norme possibili e immaginabili, quindi sono assolutamente legittime. Sono al di fuori del perimetro di questo regolamento perché, appunto, non sono telecamere gestite dal Comune di Imperia, sono telecamere funzionali all’accertamento di un certo tipo di infrazione che non viene gestito direttamente dal Comune.
Le riprese sono a cura della società incaricata da De Vizia; quando ci sono delle infrazioni vengono inviati i frame dell’infrazione direttamente alla Polizia Locale, che poi verbalizza e, se del caso, eleva le contestazioni del caso”.
A prendere parola per primo è il consigliere di minoranza Luciano Zarbano (Imperia Senza Padroni) che ha espresso dubbi sulla validità del contratto e dunque sulla validità delle sanzioni amministrative.
Ivan Bracco (PD) dice: “La città è dotata di un numero considerevole di telecamere e di dispositivi di tracciamento delle targhe, tutti questi sistemi tracciano i dati delle persone, che vanno ovviamente regolamentati. Abbiamo affrontato alcune tematiche sulla sicurezza delle gestione dei dati: per le persone, il garante prevede che prima di entrar sotto la registrazione di una telecamera, il cittadino deve essere informato almeno 150m prima. Quindi in tutta la città andrebbero dei cartelli informativi, altrimenti si rischierebbero sanzioni.
Il regolamento prevedeva la conservazione delle immagini per 7 giorni, con la possibilità di essere esteso. Un altro aspetto molto importante è l’accesso alla visione delle telecamere, l’operatore delle forze dell’ordine, prima di entrare ed andare a vedere le telecamere, deve spiegare il motivo per cui lo fa. Non può entrare senza motivazione, perchè sono dati sensibili, la nostra immagine è un dato sensibile. In commissione abbiamo trovato un punto di accordo per tutelare l’operatore di polizia, così da diminuire i casi di accesso abusivo.
Sulle Iseco, il Garante dice che si posso usare ma deve essere l’ultima situazione possibile. Però le videocamere devono essere regolamentate e in più non possono essere visionate da soggetti privati. Le prime visioni non sono fatte dalla Polizia Locale, ma dalla DeVizia. In questo momento abbiamo l’utilizzo che non è regolamentato nell’emendamento che andiamo ad approvare. Per questo ho chiesto di andare a ritirare la pratica. I cittadini vengono ripresi e non c’è alcun regolamento che regoli questo tipo di attività“.
“Spiace, con la collaborazione e il lavoro di tutti si poteva arrivare ad un regolamento condiviso – spiega la capogruppo del PD, Loredana Modaffari – il voto del PD sarà una estensione. A volte fare un passo indietro non è una questione di debolezza. Abbiamo portato dei dati effettivi, su questi dati bisognava spostare la pratica. Purtroppo temo che questi rilievi porteranno dei problemi all’amministrazione comunale”.
Al termine della discussione la pratica è stata approvata, con i voti astenuti della minoranza, contrario Luciano Zarbano. Respinto l’emendamento di Lucio Sardi.






