“Il Sindaco, il 30 giugno, a margine di una conferenza stampa, ha celebrato il PNRR con numeri trionfali: “95,5% concluso”, cantieri in anticipo e nessuna criticità. Ma dietro gli slogan ci sono almeno quattro verità che l’Amministrazione non ha raccontato. Ecco, in parole semplici, cosa non torna – Così in una nota il consigliere di minoranza Luciano Zarbano (Imperia Senza Padroni), in merito ai lavori finanziati con il PNRR. Nei giorni scorsi, infatti, il sindaco Scajola aveva spiegato che quasi la totalità dei cantieri è conclusa, ma per la ex Sairo e l’Asilo di Piani è stata concessa una ulteriore proroga al 30 agosto.
“Primo: il 95,5% non rappresenta i cantieri conclusi. Il documento parla di 17 cantieri su 19. Ma 17 su 19 corrisponde all’89,47%, non al 95,5%. Quest’ultima potrebbe essere una percentuale finanziaria, ma viene accostata ai cantieri senza spiegare chiaramente che cosa misura. Questa è una comunicazione costruita per far credere che sia quasi tutto terminato.
Secondo: “concluso nei termini” non significa necessariamente nei tempi originariamente previsti. Un caso simbolo potrebbe essere l’asilo nido di via Vecchia Piemonte, che doveva essere concluso il 7 maggio 2025, ma è stato inaugurato soltanto nel maggio 2026. Un anno dopo. È stato rispettato il termine PNRR soltanto grazie alle proroghe nazionali concesse a tutti i Comuni. Definirlo un cantiere concluso “in anticipo” significa nascondere il ritardo rispetto al contratto originario.
Terzo: un’opera senza collaudo non può essere definita conclusa. Lo stesso Comune ha ammesso che, dopo la chiusura dei cantieri, dovrà ancora iniziare la fase dei collaudi. Ma un cantiere chiuso non equivale automaticamente a un’opera terminata, verificata e utilizzabile. Fino al collaudo, parlare di interventi conclusi è quantomeno prematuro. Si tratta di un cantiere che ha smesso di lavorare, in attesa di verifiche che ancora mancano.
Quarto: le navette autonome non trasportano ancora nessuno. Il progetto viene indicato tra quelli conclusi, ma i cittadini non possono ancora utilizzare il servizio. Le navette avrebbero dovuto trasportare passeggeri entro giugno 2026. Dopo mesi di stop, la sperimentazione è ripartita nel marzo 2026, con la promessa di arrivare a regime entro giugno. Giugno è finito, ma le navette continuano a circolare senza passeggeri. Il responsabile dell’esecuzione della fase sperimentale è stato nominato soltanto il 23 giugno. Mezzi e fermate possono anche essere pronti, ma senza passeggeri il servizio non esiste ancora.
C’è poi il caso dell’ex Sairo. Il progetto PINQuA, cambiato più volte e non spiegato, viene presentato come in fase di ultimazione, ma è stato ridimensionato perché l’avanzamento dei lavori non avrebbe assicurato il rispetto delle scadenze. Sono state eliminate due palazzine e dodici alloggi di edilizia sociale. Nel documento diffuso ai cittadini non c’è scritto e si legge solo “nessuna criticità”. Non è un dettaglio: il progetto che sarà consegnato non è più quello inizialmente promesso alla città.
In sintesi: diversi cantieri sono in ritardo di circa un anno rispetto alle scadenze contrattuali originarie, e risultano “in orario” solo perché il Governo ha spostato la scadenza per tutti i Comuni d’Italia. Il documento comunale, invece, presenta questo come un successo pieno, senza queste precisazioni.
Non chiediamo al Comune di negare i risultati ottenuti, che ci sono e vanno riconosciuti. Inoltre, sia ben inteso, nessuno gode degli insuccessi, perché i primi a subirne le conseguenze sono i cittadini. Per di più, merita rispetto il lavoro degli uffici tecnici su un piano complesso come il PNRR, ma il rispetto per il lavoro non significa accettare una narrazione incompleta o, peggio, distorta.
È giusto fornire una comunicazione reale, non solo rassicurante, perché i cittadini hanno diritto di sapere quali opere siano realmente finite e collaudate, quali abbiano rispettato soltanto le scadenze prorogate, quali progetti siano stati ridotti, quando le navette inizieranno finalmente a trasportare persone e che cosa manca all’ex Sairo rispetto a quanto era stato promesso.
Imperia non ha bisogno di spettacolo o di esibizionismo amministrativo. Ha bisogno di verità, trasparenza e rispetto per i cittadini“.






