Sotto la superficie del Mar Ligure, alle Secche di Santo Stefano al Mare, in provincia di Imperia, si trova uno degli habitat più preziosi per la biodiversità mediterranea. Tra pareti rocciose e fondali ricchi di vita crescono estese foreste di gorgonie, organismi marini dalla struttura ramificata che creano vere e proprie “metropoli” sottomarine, offrendo rifugio e protezione a numerose specie.
Proprio in questo ambiente è stata realizzata un’importante operazione di recupero di circa 300 chilogrammi di reti fantasma, lenze e materiali da pesca dispersi, coordinata da Worldrise, organizzazione no profit impegnata per la conservazione del mare, grazie al sostegno di BioNike, nell’ambito del progetto Sea for Tomorrow. L’intervento ha coinvolto la biologa marina Monica Previati, il videomaker subacqueo Fabio Zenoardo e il team del Diving Nautilus, impegnati nelle attività di individuazione e rimozione dei materiali abbandonati sui fondali.
Le reti fantasma rappresentano una delle minacce più persistenti per gli ecosistemi marini: una volta disperse possono rimanere attive per anni, continuando a intrappolare pesci, crostacei e altri organismi e causando danni agli habitat attraverso il loro movimento sui fondali. Alle Secche di Santo Stefano al Mare, il recupero ha permesso di liberare ampie porzioni di foreste di gorgonie, habitat fondamentali dai quali si stima dipendano oltre 1.600 specie per crescita, alimentazione e protezione.
L’operazione contribuisce anche a ridurre l’inquinamento da microplastiche. Gli attrezzi da pesca, composti prevalentemente da nylon e altri polimeri plastici, con il tempo si degradano rilasciando frammenti che possono essere ingeriti dagli organismi marini ed entrare nella catena alimentare. Nel Mediterraneo, circa il 90% dei rifiuti presenti sui fondali è costituito proprio da attrezzi da pesca.
Il recupero è stato documentato attraverso immagini e riprese subacquee realizzate durante l’intervento, con l’obiettivo di raccontare un fenomeno spesso invisibile e sensibilizzare il pubblico sull’importanza di proteggere il mare attraverso azioni concrete. Al termine delle operazioni, i materiali recuperati sono stati conferiti per il corretto smaltimento grazie alla collaborazione del Comune di Santo Stefano al Mare, che ha supportato l’intervento insieme alla Capitaneria di Porto di Sanremo.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno di Worldrise per la conservazione degli ecosistemi marini e contribuisce al raggiungimento dell’obiettivo 30×30: proteggere almeno il 30% dei mari italiani entro il 2030 attraverso azioni di tutela, ripristino degli habitat e sensibilizzazione. Un percorso portato avanti anche attraverso l’Alleanza 30×30 Italia, la coalizione nazionale fondata da Worldrise che riunisce realtà impegnate nella salvaguardia del patrimonio marino italiano e che vede il sostegno pluriennale anche di BioNike.
“Le reti fantasma sono una minaccia silenziosa che continua ad agire anche quando non è più visibile”, afferma Mariasole Bianco, biologa marina e Presidente di Worldrise. “Recuperare questi materiali significa restituire spazio alla vita marina, proteggere habitat fondamentali come le foreste di gorgonie e trasformare la tutela del mare in un’azione concreta. Ogni intervento di questo tipo ci avvicina all’obiettivo di un Mediterraneo più sano e resiliente.”











