Un’aggressione a sfondo omofobo si sarebbe verificata nella notte di giovedì 13 agosto al Koko Beach di Imperia. Secondo quanto denunciato, una giovane coppia di uomini sarebbe stata insultata, minacciata e aggredita all’interno del locale della movida imperiese, con uno dei due che avrebbe riportato una ferita al labbro e cinque punti di sutura.
Sulla vicenda è in corso un’indagine della Questura di Imperia, avviata dopo la denuncia presentata dai due giovani. La ricostruzione dei fatti è al vaglio degli investigatori, anche attraverso le immagini delle telecamere del locale.
Sulla vicenda interviene la capogruppo di minoranza del Partito Democratico in consiglio comunale a Imperia, Loredana Modaffari
“È facile definire quanto accaduto in uno dei pochi locali di svago frequentati da giovani e meno giovani nella nostra Città un fatto grave e intollerabile, da condannare con fermezza. Troppo semplice esternare indignazione e proclamare sostegno ai diritti, all’uguaglianza, affermando che a Imperia non ci sia spazio per odio, violenza e discriminazione.
Assolutamente inutile l’adesione del Comune alla rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti-Discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, deliberata durante il Consiglio Comunale del 17 dicembre 2024, che avrebbe comportato la condivisione di “buone prassi” volte a prevenire differenziazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere, se poi non si realizza alcuna delle conseguenti iniziative di sensibilizzazione territoriale, adducendo addirittura la scusa della mancata richiesta da parte delle Associazioni, ma, soprattutto, quando si accolgono con tutti gli onori personaggi che oggi sono tra le cause del rinvigorimento dell’odio e della violenza nei confronti di tutto ciò che è diverso.
Sarà un caso, ma chi dichiara platealmente che essere gay non rappresenti la normalità, oltre che il reato di femminicidio vada abolito perché anticostituzionale, e che debbano essere ripristinate le classi differenziali, ha scelto lo stesso locale per la sua propaganda dopo essere stato ospite gradito della Casa degli Imperiesi.
Ebbene, l’aggressione alla giovane coppia, che si sta già tentando di far apparire come causata e provocata da un atto d’amore, conferma la necessità di impegnarsi realmente quotidianamente per promuovere il rispetto, la libertà e l’inclusione, anche rifiutando la condivisione con chi allontana il percorso verso una società nella quale tutte le persone possano vivere con pari dignità, pari opportunità e piena cittadinanza.
Se Imperia vorrà cambiare realmente rotta, meritandosi la patente di Città inclusiva, e tornare ad essere un luogo aperto e giusto, i diritti civili ed umani non dovranno più essere reclamizzati come concessioni accessorie. La città che desideriamo non deve avere timore delle differenze, deve credere nella cooperazione e nel dialogo, avere attenzione per i più deboli, con il coraggio di rifiutare il motore dell’odio che alimenta non solo la vicenda che oggi, ancora una volta, porta tristemente Imperia sulle pagine di cronaca Nazionale buia.






