Proseguono le indagini sulla morte di L.C., la donna di 58 anni trovata senza vita nella notte tra il 6 e il 7 luglio all’interno della propria abitazione di Sanremo. Per il delitto è in stato di fermo dall’8 luglio il figlio ventenne F.O., accusato di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela. Il giovane, dal carcere, continua a proclamarsi innocente.
Nella giornata di ieri il giovane ha incontrato, in forma riservata, i propri difensori, gli avvocati Alessandro Moroni del foro di Imperia e Giovanni Briola del foro di Milano.
Nel frattempo è stato disposto l’esame autoptico, ritenuto decisivo per chiarire con precisione le cause e l’orario del decesso della donna. Gli accertamenti medico-legali, insieme agli ulteriori riscontri investigativi, saranno fondamentali per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.
Si attende ora l’interrogatorio di garanzia del ventenne, un passaggio cruciale dell’inchiesta che dovrà consentire all’indagato di rispondere alle contestazioni formulate dalla Procura. Al momento, le accuse mosse nei suoi confronti restano un’ipotesi investigativa che dovrà essere verificata nel corso del procedimento giudiziario, nel rispetto della presunzione di innocenza.
La ricostruzione: la cena fuori per un alibi, la lite nel pomeriggio e le telecamere di sorveglianza
Secondo quanto ricostruito finora, era stato lo stesso 20enne a dare l’allarme: era uscito per una cena in una hamburgheria della città alcune ore prima e, una volta rientrato, di essersi accorto di non avere le chiavi di casa. Dopo aver suonato senza ottenere risposta, aveva quindi contattato i soccorsi.
Sul posto erano intervenuti i Vigili del Fuoco, il personale del 118 e l’automedica. Una volta aperta la porta dell’appartamento, i soccorritori avevano trovato la 58enne ormai priva di vita.
Fin dai primi accertamenti alcuni particolari hanno attirato l’attenzione degli investigatori. Sul corpo della donna sarebbero stati riscontrati segni al collo e altre lesioni ritenute compatibili con una morte violenta. Inoltre, gli inquirenti hanno rilevato alcuni graffi sulle braccia del figlio.
L’ipotesi della Procura è che il delitto sia avvenuto diverse ore prima del ritrovamento del cadavere. Secondo i primi elementi investigativi, la morte potrebbe essere stata causata da strangolamento e risalire a circa cinque ore prima dell’allarme. Gli investigatori ritengono che, dopo aver ucciso la madre, il ventenne possa essere uscito dall’abitazione per poi rientrare in un secondo momento, cercando così di costruirsi un alibi e simulare il ritrovamento del corpo.
Nel corso delle indagini sono stati acquisiti anche filmati delle telecamere di videosorveglianza e raccolte testimonianze di persone che avrebbero riferito di aver sentito una lite provenire dall’abitazione. Gli investigatori stanno inoltre verificando le dichiarazioni rese dal giovane, ritenute in più punti contraddittorie.






