12 Luglio 2026 11:29

Premio Vermentino: a Diano Castello trionfa la “Vigna del Poggio” di Sanremo. “Premio sempre più importante”/Foto e Video

In breve: A Diano Castello va in archivio la 33ª edizione del concorso, con 126 etichette in gara da sette regioni

Il Vermentino più buono d’Italia porta la firma di Sanremo. È la “Vigna del Poggio” 2024 dell’azienda di Luca Calvini a vincere il Premio Vermentino di Diano Castello, andato in scena al Teatro Concordia. Un risultato storico: da quando, nel 2020, il concorso è diventato nazionale, non era mai capitato che il primo posto finisse a un’etichetta del Ponente ligure.

Alle spalle del vincitore due cantine sarde: seconda posizione per Auralis 2025 della Cantina delle Vigne Piero Mancini di Olbia, terza per Sole di Sardegna 2025 della cantina Montespada di Trinità d’Agultu, in provincia di Sassari.

Tra i premi di categoria, il miglior Vermentino della Liguria di Levante è Sarticola 2025 delle Cantine Federici Baia del Sole di Luni. Per la Toscana vince Sensuale 2025 della Famiglia Sabina di Massa, mentre il riconoscimento per le altre regioni va a Umbria Igp 2025 della cantina Murogrosso di Favro, nel Ternano. Il premio della giuria popolare è stato assegnato ad Apricus Poggio dei Gorleri 2025 di San Steva Tenute Mfr, di Santo Stefano al Mare.

Due le menzioni speciali nella categoria “particolari produzioni”: Terre Grigie 2025 della cantina Roccavinealis di Roccavignale e Zephirum 2025 della cantina Madala di Modolo, che si è aggiudicata anche il premio per l’estetica dell’etichetta, offerto da Mediterranea Cosmetics.

Bene anche le altre cantine del Ponente, molte delle quali imperiesi: tra queste Peq Agri di Andora, Colle Sereno di Pieve di Teco, Beronà di Diano Arentino, Enrico Dario e Biovio di Albenga, Durin di Ortovero, Balin di Diano Castello, Torre Pernice di Albenga, Casina Nirasca e Tenuta Maffone di Pieve di Teco, Viticoltori Ingauni di Ortovero, Fontanacota e Lorenzo Ramò di Pornassio, Mauro Zino di Dolceacqua e Mammoliti di Ceriana.

Romano Damonte – sindaco di Diano Castello

Dopo 33 anni arriveremo senz’altro molto più avanti. Quest’anno, poi, mi sembra che ci sia un pubblico molto folto, quindi vuol dire che l’abbiamo promosso bene in questi anni. I produttori sono bravi, sono tanti, sempre di più, quindi non possiamo altro che essere contenti di questo Premio Vermentino. Poi questo premio sta diventando sempre più importante; negli anni l’abbiamo collegato anche alla nostra storica Festa in Ciassa, perché bisogna anche ricordarlo, perché anche la Festa in Ciassa porta tanta gente, tanto pubblico nel nostro centro storico. L’Associazione Amici del Castello, permettetemi di ricordarla, è nata nell’82, quindi sono 44 anni che esiste e anche loro fanno parte della storia del nostro paese, del nostro territorio. Qua siamo davanti al Teatro Concordia, un altro pezzo di storia di Diano Castello. Quest’anno abbiamo festeggiato i 100 anni del Teatro Concordia. Sono tutte cose che ci fanno ben sperare, che ci portano avanti e che ci obbligano a continuare a impegnarci e a darci da fare per Diano Castello e poi, di riflesso, per tutto il nostro meraviglioso Golfo Dianese. Io sono un castellotto, un campanilista, però nel contempo, quando vedo il Golfo Dianese, dico: dobbiamo continuare a promuoverlo e queste manifestazioni, come altre che fanno a Diano, che fanno in tutto il Golfo Dianese, non fanno altro che fare bene a noi, a tutti noi, a tutto il nostro territorio. Quindi viva il Premio Vermentino, viva Diano Castello, viva tutto il nostro Golfo Dianese, perché qua c’è anche la presenza di tutti gli altri sindaci. Quindi è un qualche cosa che tutti noi sentiamo: dobbiamo continuare a lavorare tutti assieme”.

Paolo Massobrio – enogastronomo

Selezione difficile, non tanto per il numero di etichette, che è uguale al numero degli ultimi concorsi, degli ultimi quattro anni almeno, dove sono cresciute, ma per l’annata. L’annata 2024 non ci ha dato le soddisfazioni delle annate precedenti, per cui non è stato facile. La promessa è sull’annata 2025, però attenzione: quelli che hanno vinto con l’annata 2024 sono veramente grandi”.

Dice Enrico Lupi, presidente della Camera di Commercio

Non solo siamo attenti, ma partecipi e abbiamo contribuito alla svolta di questo Premio Vermentino a Diano Castello. Credo che ormai il Vermentino, questo splendido vino, sia conosciutissimo nell’immaginario collettivo. Diano Castello ha una tradizione consolidata e questo premio dà visibilità al borgo, questa è la mia opinione. Di più, ormai vi è una rete a livello nazionale sul Vermentino. Parliamo di Castelnuovo Magra, parliamo della Sardegna. Stiamo cercando di consolidare e realizzare questa rete. Quindi, come dire, sbarchiamo in altri lidi, in altre situazioni, per aumentare ancora il prestigio di questo vitigno“.

Spiega l’assessore regionale Marco Scajola

Al centro prodotti tipici locali, il Vermentino, che è un classico della Liguria ma che è anche apprezzato, conosciuto e prodotto anche fuori dai nostri confini. A Diano Castello, quindi, la Liguria si pone al centro: un Premio Vermentino che viene dato qui in Liguria, per una Liguria che si apre anche ad altre culture, ad altre modalità di preparazione di questo meraviglioso prodotto che è il Vermentino. Siamo contenti anche perché Diano Castello, insieme a tutto il Golfo Dianese, è al centro anche di politiche di recupero e di valorizzazione del nostro territorio e sono sempre sinergie tra il paesaggio, il territorio, la tutela del nostro paesaggio, la sua riqualificazione e anche la promozione di un prodotto che è straordinario per il territorio. Tantissime aziende liguri, moltissime imperiesi, fanno anche grandi sforzi, grandi sacrifici per produrre il Vermentino. Con queste manifestazioni noi le valorizziamo e le mettiamo al centro”.

Dice l’assessore regionale Alessandro Piana

Il Vermentino forse è uno dei vini più rappresentativi del Mediterraneo, soprattutto a livello nazionale. E sapere, avere la consapevolezza che nel corso degli anni la Liguria è salita nella classifica, ha scalato questa classifica, è entrata nella top ten, nella top five, sul podio e oggi magari ci aspettiamo qualcosa anche di più, è importante. Perché vuol dire che, a livello qualitativo, siamo cresciuti tantissimo e siamo cresciuti solo, ovviamente, grazie alla capacità, alla serietà dei nostri produttori e soprattutto anche alla loro professionalità, all’investimento e alla fatica. Oggi dobbiamo mettere in atto un po’ tutti quegli strumenti finanziari, come Regione Liguria, continuare a metterli in atto in modo tale che si possa crescere anche nelle quantità. Il nostro territorio è stato, diciamo così, abbandonato per quanto riguarda la superficie abitata nel corso degli ultimi cent’anni. In questi ultimi dieci anni abbiamo recuperato gran parte di questo territorio; la sfida è ancora lunga e ampia. Mettiamo a disposizione degli strumenti finanziari snelli, utili, importanti e concreti per il territorio, in modo tale da accompagnare i nostri viticoltori anche nella crescita delle superfici vitate e, di conseguenza, anche nella crescita delle quantità di uva e di vino“.

A cura di Alessandro Moschi

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