È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che detta le nuove regole nazionali su omologazione, taratura e verifica degli autovelox.
Un provvedimento atteso da anni, che il ministro Matteo Salvini rivendica come la fine della “giungla” di apparecchi non a norma: da oltre 10mila dispositivi, si passa a 3.150 autovelox regolari, mentre 850 dovranno ottenere l’omologazione per restare accesi.
Una svolta che arriva dopo mesi di ricorsi e sentenze contro i Comuni, e che a Imperia riaccende una polemica mai davvero spenta
Il tema non è nuovo alle cronache locali. Solo lo scorso 25 giugno, in consiglio comunale, si era discusso del riconoscimento di debiti fuori bilancio per 3.700 euro, legati a 15 sentenze del Giudice di Pace sfavorevoli al Comune, tredici delle quali nate proprio da ricorsi contro multe da autovelox.
Con il decreto ora in vigore, anche gli apparecchi installati a Imperia dovranno passare al vaglio delle nuove regole: chi ha ottenuto l’approvazione tecnica prima del giugno 2017 dovrà sottoporsi a verifiche documentali o tarature per ottenere l’omologazione definitiva; chi è stato approvato dopo quella data, invece, viene omologato automaticamente.
Un aspetto che a Imperia potrebbe rivelarsi decisivo: il dispositivo più datato tra quelli attivi in città, il velox sulla Aurelia al bivio per Poggi, è stato installato e attivato nel 2021, quindi ben dopo la soglia del giugno 2017. Se la ricostruzione trova conferma, per gli autovelox imperiesi dovrebbe quindi valere l’omologazione automatica prevista dal decreto, senza necessità di ulteriori verifiche o tarature.
Resta da capire quale sarà l’impatto concreto sui tre dispositivi cittadini e sui tratti individuati dai decreti prefettizi firmati lo scorso maggio, che avevano già ridisegnato la mappa provinciale delle strade dove è consentito installare autovelox, da via Nazionale a via Aurelia, fino ai tratti di Sanremo, Ventimiglia e Bordighera.






