15 Luglio 2026 12:01

Alberi a Imperia, Rifondazione: “Basta inutili palme, bisogna cambiare registro nella gestione del verde”

In breve: L'intervento di Rifondazione Comunista

La segreteria cittadina di Imperia – Circolo Stenza Binon – di Rifondazione Comunista interviene con una nota sulla gestione del verde all’interno del territorio comunale.

Scrive Rifondazione: “Fa caldo: basta col maltrattare la vegetazione in città, basta con le belle quanto inutili Palme, basta con l’ignoranza dei principi fondamentali della termodinamica nell’ affrontare la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico. Il Clima torrido costringe all’impiego di condizionatori che aumentano sensibilmente la temperatura globale, quando gli alberi, i grandi alberi, fanno il loro lavoro con efficienza, salute e bellezza.

Fa caldo, troppo caldo: che sia o meno responsabilità del modello di sviluppo industriale e della sua accelerazione negli ultimi decenni è vessata quaestio che non appassiona chi lo subisce senza possibilità di difendersene, ed anzi sopporta anche l’ulteriore ingente apporto di calore dovuto ai condizionatori d’ aria di chi può permetterseli.

Ormai non si parla neppure più di mettere un freno alle possibili cause di questo sconvolgimento climatico sempre più accelerato e del tutto differente rispetto ai grandi cambiamenti climatici che il Pianeta Terra ha visto in miliardi di anni: nella storia della terra il clima è sempre cambiato, ma in tempi lunghissimi, di decine di milioni di anni per i grandi mutamenti e di migliaia di anni per le oscillazioni che hanno interessato anche la vita dell’uomo, mentre ora avviene in una manciata di decenni.

Ora si tratta almeno di salvare il salvabile, ossia di mettere in atto tutte quelle piccole e grandi attenzioni in grado di mitigarne gli effetti.

Chiunque possegga il minimo sindacale di conoscenza scientifica (quella che si apprende dalla Scuola d’Infanzia alle Scuole Medie), sa che le piante verdi (e le alghe azzurre nel mare) con la fotosintesi trasformano l’energia solare in cibo per ogni sorta di animali, uomo compreso ovviamente. E che tale processo abbassa la temperatura incorporando l’energia solare nell’ energia chimica delle sostanze organiche, cioè del cibo. E che tale processo è l’unico, nell’ universo conosciuto, che, limitatamente al Pianeta Terra, diminuisce l’Entropia, cioè quella ineluttabile corsa dei processi termodinamici verso l’uniformità termica, lo stadio in cui nessun cambiamento sarà più possibile, a meno di nuovi, per ora sconosciuti, processi quantistici: tranquilli, accadrà fra 10100 anni (uno seguito da cento zeri…). Questa digressione è del tutto fondamentale per comprendere che la vegetazione in città è indispensabile al benessere dei cittadini.

La vegetazione urbana (che ci si ostina a chiamare “verde” come si trattasse di una vernice o di un retino grafico in un PUC, invece di una complessa struttura vivente) non è un decoro urbano (anche, ovviamente) ma un sistema termodinamico che controlla la temperatura, abbassandola specie in estate con molte ore di luce e quindi di fotosintesi, e controllandola anche in inverno con la predominanza della fase oscura del processo (più respirazione, meno fotosintesi).

In quelle isole di calore che sono le città, anche quelle baciate dal clima come Imperia, l’unica vivibilità in queste giornate torride è fornita dagli alberi. Dai grandi alberi con enorme superficie fogliare che non solo fanno ombra, ma soprattutto abbassano la temperatura. Solo una gestione miope e – diciamolo – ignorante (che ignora) questi aspetti può continuare a mettere a dimora delle Palme (tanto belle quanto assolutamente inutili sul piano della regolazione della temperatura), o piccoli cespugli esotici.

Ora, che si voglia far passare Imperia per Abu Dabi per promuoverne la cartolina turistica nella vera e propria isteria del “tutto turismo” in una città che ha sempre dovuto la sua ricchezza alla triplice alleanza fra agricoltura, agroalimentare e Turismo, favorita dalla presenza di uno dei mari più belli del mediterraneo, fa davvero impressione.

La ciclabile, specie nei tristi passaggi interni (dalla Spianata al Prino) è da giugno a settembre del tutto impraticabile persino a ciclisti in cerca di sauna dimagrante, ma soprattutto a bambini, famiglie, anziani. È possibile che percorrendo la Ciclabile più panoramica del mondo uno debba essere felice quando finalmente entra in galleria? Provate ad immaginare tutto il tratto dalla vecchia stazione di Oneglia al Parco Urbano, e dai Camillini al Prino, coperto di Tigli o Platani, o Gelsi, o … altri alberi di grandi dimensioni, perfettamente idonei all’ ambiente, che con la disponibilità di acqua di falda dei bacini dell’Impero, del Baitè, del Caramagna si svilupperebbero maestosi. C’è solo l’imbarazzo della scelta nell’offerta della natura in merito. Purché lo si voglia e ci si affidi a botanici e non a imprenditori edili, a naturalisti, e non a grigi funzionari, a forestali e non a vivaisti interessati ai bonifici più che alla loro professionalità… E naturalmente a politici che pensino al benessere dei cittadini e non a vendere cartoline che non promuovono nulla…

È ora di cambiare totalmente registro nella gestione degli alberi in città, prima che sia troppo tardi per cominciare”.

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