“Sulla carta, l’ennesima stretta. Nella realtà, le stesse divise di sempre, sempre di meno. Il nuovo ddl sicurezza, approvato ieri dal CdM, carica ancora le forze dell’ordine: fermo preventivo esteso ai minorenni, divieto di aggregazione nella movida su avviso del questore, arresto differito per danneggiamenti di gruppo. Strumenti che sembrano scritti apposta per contesti come quelli liguri: i vicoli di Genova dove la movida si scalda, solo qualche giorno fa sono 148 i soggetti identificati, la frontiera di Ventimiglia, che da anni divora gli organici imperiesi, le riviere dove d’estate la popolazione raddoppia e i reati la seguono.
E poi i porti, il fronte dimenticato: milioni di crocieristi l’anno tra Genova, il Palacrociere di Savona e La Spezia, sbarchi da migliaia di persone in poche ore, varchi, banchine, flussi verso i centri storici. Cui si aggiungono gli approdi delle navi ONG assegnati agli scali liguri: identificazioni, fotosegnalamenti, screening e trasferimenti che paralizzano per giorni uffici immigrazione, già al collasso.
Ogni fermo, ogni varco, ogni istruttoria ha un costo in uomini. Gli uomini non ci sono: 10 mila poliziotti mancanti in Italia, quattro questure liguri sotto organico, commissariati costieri, come Alassio, ridotti all’osso proprio quando il carico esplode, rinforzi estivi distribuiti col contagocce ed in ritardo.
Il risultato lo conosce chi indossa la divisa: turni massacranti, straordinari già svolti e non ancora pagati, ferie che saltano un’estate dopo l’altra. Lo Stato promette sicurezza per legge, ma la sicurezza non si fa per decreto: si fa con le persone. E le persone, in Liguria, mancano nonostante i grandi proclami di questi giorni per le recenti assegnazioni… di fine estate! Tra poco verrà sottoscritto un contratto, che non compenserà neppure il costo per l’inflazione, già pagato dalle famiglie italiane!“






