L’associazione animalista LNDC Animal Protection interviene con una nota a proposito della triste vicenda di Gatto, il micio del Cinema Centrale sottratto e fatto sopprimere in una clinica veterinaria nella notte tra il 27 e il 28 luglio.
L’associazione animalista richiama l’importanza di verificare il contesto prima di prendere iniziative
“La volontà di soccorrere un animale è preziosa – sottolinea LNDC – e non deve mai essere scoraggiata. Ma proprio perché un intervento nasce dal desiderio di proteggerlo, deve essere accompagnato da prudenza, razionalità e alcune verifiche fondamentali.
«Di fronte a un animale che sembra in difficoltà, voltarsi dall’altra parte non è mai la risposta. Ma volerlo aiutare non significa necessariamente prenderlo e portarlo via», dichiara Piera Rosati, presidente di LNDC Animal Protection. «Prima di intervenire dobbiamo cercare di comprendere la situazione. Un cane o un gatto da solo non è sempre abbandonato: potrebbe essersi smarrito, vivere libero sul territorio oppure essere accudito dalle persone della zona. Bastano poche domande e alcune semplici verifiche per evitare conseguenze anche molto gravi».
Nel caso di Gatto sarebbe stato particolarmente importante rivolgersi ai proprietari del cinema, al personale o alle persone presenti e chiedere se conoscessero quel micio. Il gatto si trovava infatti in un luogo che conosceva bene, nel quale viveva da molti anni.
Quando si incontra un animale che sembra solo, ferito o in difficoltà, LNDC Animal Protection raccomanda di seguire questi passaggi:
- osservarne il comportamento e l’ambiente circostante: un animale disorientato, che vaga senza una direzione precisa, potrebbe essersi smarrito; se invece appare sicuro e si muove come se conoscesse il luogo, potrebbe vivere lì ed essere regolarmente accudito;
- chiedere informazioni alle persone della zona, ai residenti e alle attività vicine: spesso bastano pochi minuti per scoprire che l’animale ha una famiglia o qualcuno che se ne prende cura;
- controllare, quando è possibile farlo senza rischi, la presenza di una medaglietta e rivolgersi a un veterinario o alle autorità competenti per verificare l’eventuale microchip;
- non spostare l’animale senza aver prima compreso la situazione, salvo che si trovi in un pericolo immediato. Allontanarlo dal suo territorio potrebbe rendere molto più difficile rintracciare chi lo accudisce;
- contattare la Polizia locale e il Servizio veterinario dell’ASL quando l’animale è ferito, in pericolo o appare realmente abbandonato. In una situazione di emergenza è possibile rivolgersi anche alle Forze dell’Ordine;
- segnalare il ritrovamento alle associazioni del territorio e sui gruppi social locali, fornendo luogo, orario, fotografie e un recapito, senza però diffondere informazioni non verificate;
- non somministrare farmaci e non prendere autonomamente decisioni sanitarie: condizioni che possono apparire drammatiche a chi non conosce l’animale potrebbero essere già diagnosticate, curate e tenute sotto controllo.
«Non conosciamo ancora tutti i passaggi che hanno portato alla morte di Gatto e non vogliamo attribuire responsabilità sulla base di informazioni parziali», conclude Rosati. «Ma abbiamo il dovere di trasformare questa vicenda dolorosa in una consapevolezza capace di proteggere altri animali. La solidarietà è indispensabile, ma per essere davvero efficace deve procedere insieme alla conoscenza. Aiutare significa anche fermarsi, osservare e chiedere prima di agire».
Sul sito di LNDC Animal Protection è disponibile una guida completa e gratuita con tutte le indicazioni da seguire quando si incontra un cane o un gatto vagante, smarrito, ferito o apparentemente abbandonato:






