30 Luglio 2026 16:46

Carcere di Sanremo: il SAPPE denuncia. “Sovraffollamento senza precedenti, serve intervenire subito”

Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) lancia un nuovo, durissimo allarme sulla gravissima situazione della Casa Circondariale di Valle Armea, a Sanremo, dove il sovraffollamento ha ormai raggiunto livelli senza precedenti, mettendo seriamente a rischio l’ordine, la sicurezza dell’istituto e la stessa dignità delle condizioni detentive.

«Il carcere di Sanremo non aveva mai registrato, negli ultimi anni, una presenza detentiva così elevata come quella attuale», denunciano Donato Capece, segretario generale del SAPPE, e Vincenzo Tristaino, segretario nazionale del Sindacato per la Liguria. «Eppure, nonostante le ripetute richieste formulate dalla Direzione per ottenere un alleggerimento della popolazione detenuta, l’Ufficio Detenuti del Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria di Torino continua, nei fatti, a non dare alcun concreto seguito alle istanze di sfollamento».

Per il SAPPE, questa situazione è la conseguenza anche di «una scellerata decisione politica che, nel 2017, ha privato la Liguria del proprio Provveditorato regionale, accorpandola al Piemonte. Una scelta che denunciammo fin dall’inizio e che continua a produrre effetti negativi sulla gestione degli istituti liguri, sempre meno ascoltati nelle loro reali esigenze operative». Per questo, il SAPPE chiede ai vertici del Ministero della Giustizia e ai parlamentari liguri di riaprire il PRAP a Genova.

Il Sindacato ricorda che, dopo i gravissimi eventi critici verificatisi nel recente passato, la popolazione detenuta era stata prudentemente mantenuta intorno alle 260 unità, consentendo una gestione più equilibrata della struttura: «Solo grazie allo straordinario senso del dovere della Polizia Penitenziaria e di tutto il personale dell’istituto», evidenziano Capece e Tristaino, «è stato possibile riportare legalità, ordine e sicurezza all’interno della struttura. Oggi, però, quel difficile lavoro rischia di essere completamente compromesso da un incremento incontrollato dei detenuti, che rende sempre più difficile garantire condizioni di gestione accettabili».

Alla criticità del sovraffollamento si aggiunge quella organizzativa: «Da oltre un anno», proseguono i dirigenti del SAPPE, «la Casa Circondariale di Sanremo è priva di un Comandante titolare. Soltanto recentemente è stato avviato un interpello per l’assegnazione dell’incarico. Nel frattempo, l’istituto viene retto con grande professionalità e spirito di servizio da un Commissario di Polizia Penitenziaria e da un Ispettore Superiore, che si alternano nelle funzioni di comandante, affiancati da un Vice Ispettore, tutti chiamati ad affrontare una realtà estremamente complessa senza poter contare su un assetto stabile della linea di comando».

Il SAPPE richiama inoltre l’attenzione su un ulteriore profilo di estrema delicatezza. «Le celle hanno ormai raggiunto una superficie individuale di circa 3,01 metri quadrati per detenuto, praticamente al limite minimo individuato dalla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Qualunque ulteriore incremento della popolazione detenuta potrebbe far scendere gli spazi sotto quella soglia, esponendo l’Amministrazione Penitenziaria al concreto rischio di violazioni dell’articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e di possibili interventi della Procura della Repubblica di Imperia».

Per questo il SAPPE chiede un intervento immediato dell’Amministrazione Penitenziaria affinché «la popolazione detenuta di Valle Armea venga ricondotta ai livelli ordinariamente mantenuti nell’ultimo anno, così da garantire condizioni di gestione compatibili con la sicurezza dell’istituto, la tutela del personale, il rispetto della legalità e della dignità delle persone detenute».

Il segretario generale Donato Capece inserisce infine la vicenda di Sanremo nel quadro della crisi nazionale del sistema penitenziario: «Quanto accade a Valle Armea non è un caso isolato, ma rappresenta l’ennesima dimostrazione di un sistema penitenziario ormai arrivato a un livello di emergenza che non può più essere sottovalutato. Ogni giorno assistiamo ad aggressioni contro il personale, violenze, disordini, danneggiamenti, traffici illeciti di droga e telefoni cellulari, continui episodi di indisciplina. È il segnale evidente di un sistema che fatica a garantire legalità, ordine e sicurezza, anche perché una parte della popolazione detenuta ritiene ormai di poter sfidare impunemente le regole dello Stato».

«Il SAPPE», conclude Capece, «chiede un vero Piano straordinario nazionale per il sistema penitenziario: almeno cinquemila nuove assunzioni nella Polizia Penitenziaria nei prossimi due anni; una diversa organizzazione del circuito detentivo, con istituti realmente differenziati per tipologia di detenuti; l’installazione di sistemi tecnologici di schermatura per impedire l’utilizzo dei telefoni cellulari introdotti illegalmente; misure concrete per ridurre il sovraffollamento attraverso gli strumenti previsti dalla legge, riservando il carcere ai soggetti realmente pericolosi; una presa in carico sanitaria dei detenuti affetti da gravi patologie psichiatriche e dei tossicodipendenti. Restituire sicurezza alle carceri significa tutelare il lavoro della Polizia Penitenziaria, garantire condizioni dignitose ai detenuti che rispettano le regole e rafforzare la sicurezza dell’intero Paese. Il carcere deve tornare a essere il luogo nel quale lo Stato esercita pienamente la propria autorevolezza nel rispetto della legge, e non un contesto nel quale l’illegalità rischia di prevalere».

🔔 Resta sempre aggiornato! Iscriviti al nostro canale Telegram

📢 Hai una segnalazione? Scrivici a redazione@imperiapost.it o inviaci un messaggio su WhatsApp

📲 Seguici sui social! Non perderti le ultime news su:
Instagram Facebook TikTok YouTube

🎯 Vuoi far crescere il tuo business? Per la tua pubblicità contattaci su marketing@imperiapost.it

Condividi questo articolo:

Sponsor

          Nuovi nati
nuovinati

Leggi anche