Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Roberto Traverso del SIAP Liguria.
«La situazione della frontiera di Ventimiglia continua a richiedere la massima attenzione da parte dell’Amministrazione e del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
I dati relativi alla situazione operativa della Polizia di Frontiera di Ventimiglia descrivono una realtà nella quale il personale è chiamato quotidianamente a garantire una pluralità di servizi: controllo del territorio e dei valichi, pattugliamenti, servizi congiunti con le autorità francesi, gestione dei cittadini stranieri respinti dalla Francia, attività amministrative, fotosegnalamento, polizia giudiziaria e contrasto ai passeur.
Parliamo di un ufficio che dispone attualmente di circa 78 operatori, con ulteriori compiti e articolazioni organizzative, mentre sono previsti pensionamenti e un incremento di personale che, allo stato, appare insufficiente rispetto alla complessità del quadro operativo.
Ogni giorno vengono effettuati mediamente 30-40 respingimenti dalla Francia, una parte significativa dei quali richiede ulteriori attività da parte della Questura e degli uffici competenti per l’identificazione, le procedure amministrative, l’individuazione delle strutture, gli eventuali provvedimenti di espulsione e i rimpatri.
A questo si aggiunge il lavoro investigativo della Polizia di Frontiera, che ha prodotto risultati importanti nel contrasto al traffico internazionale di migranti e all’attività dei cosiddetti passeur, anche attraverso la collaborazione con le autorità francesi.
È proprio partendo da questi numeri che il SIAP ritiene necessario lanciare un messaggio chiaro: attenzione a non costruire sulla carta nuovi modelli organizzativi senza prima verificare la disponibilità effettiva di personale.
Non possiamo pensare di risolvere l’emergenza aumentando competenze, turnazioni, presidi e attività burocratiche se contemporaneamente gli organici rimangono insufficienti e sono previsti ulteriori pensionamenti.
Una nuova organizzazione può funzionare soltanto se è sostenibile. Altrimenti rischia semplicemente di redistribuire le carenze, spostando il problema da un ufficio all’altro e aumentando la pressione sugli operatori.
FLUSSI MIGRATORI: SERVE RATIOCINIO, NON DEMAGOGIA
C’è poi un altro aspetto che riteniamo fondamentale.
La gestione dei flussi migratori è una questione estremamente delicata, che deve essere affrontata con raziocinio, equilibrio e senso di responsabilità, evitando posizioni demagogiche o semplificazioni che rischiano di trasformare un problema complesso in uno strumento di propaganda.
Chi opera quotidianamente sul territorio sa bene che il fenomeno migratorio non è uno slogan e non può essere affrontato attraverso annunci o contrapposizioni politiche.
Alla fine, infatti, sono gli operatori della sicurezza che devono concretamente gestire le conseguenze delle decisioni assunte a livello politico e amministrativo.
Per questo riteniamo necessario che il personale della Polizia di Stato non venga impropriamente esposto come risposta a ogni emergenza collegata ai flussi migratori.
È un tema che sta catalizzando in questo momento una grande attenzione politica e mediatica, ma non possiamo dimenticare che sul territorio della provincia di Imperia esistono contemporaneamente altre importanti problematiche di sicurezza che richiedono presenza, prevenzione, controllo del territorio e attività investigativa.
La carenza di organici che interessa complessivamente la provincia non può essere ulteriormente aggravata dal fatto che una quota sempre maggiore delle risorse disponibili venga assorbita dalla gestione del fenomeno migratorio.
Il rischio concreto è quello di creare un effetto di trascinamento, nel quale le esigenze legate alla frontiera e ai respingimenti finiscono per sottrarre personale e disponibilità operativa agli altri servizi di sicurezza.
Un esempio concreto è rappresentato dagli accompagnamenti ai CPR, che richiedono personale, mezzi, tempi di viaggio e impiego operativo sottratti inevitabilmente ad altre attività.
Non contestiamo la necessità di effettuare gli accompagnamenti previsti dalla legge. Contestiamo, invece, l’idea che questi servizi possano essere assorbiti indefinitamente da organici già insufficienti senza produrre conseguenze sul resto del territorio.
La sicurezza della provincia di Imperia non può essere considerata una coperta troppo corta: se la si tira da una parte, non possiamo accettare che dall’altra rimangano scoperte le Volanti, i Commissariati, la Polizia di Frontiera e gli altri presidi della Polizia di Stato.
IL VI REPARTO MOBILE È UNA RISORSA CHE VA GARANTITA
In questo contesto, il contributo del VI Reparto Mobile di Genova non può essere considerato una soluzione emergenziale da attivare e disattivare a seconda delle necessità contingenti.
L’aggregazione del Reparto Mobile rappresenta un supporto operativo concreto alla provincia di Imperia e consente di alleggerire la pressione sul personale della Polizia di Stato impegnato quotidianamente nella gestione della frontiera.
Quando, invece, tra la scadenza di un’aggregazione e il rinnovo della disposizione ministeriale si crea una discontinuità, il problema finisce inevitabilmente per ricadere sulle strutture territoriali, con particolare riferimento alle Volanti e agli altri servizi di controllo del territorio.
Non possiamo permetterci che la gestione amministrativa delle aggregazioni produca scoperture operative sul territorio.
Per questo chiediamo che venga garantita continuità alla presenza del VI Reparto Mobile di Genova a Ventimiglia, almeno fino a quando non saranno realmente disponibili organici sufficienti a consentire alla Polizia di Frontiera, alla Questura e ai Commissariati di assorbire autonomamente tutti i servizi richiesti.
IL SIAP. CHIEDERÀ UN INCONTRO AL PREFETTO DI IMPERIA
Su questo quadro il SIAP non intende abbassare la guardia.
Chiederemo un incontro al Prefetto d’Imperia.
Il suo ruolo è fondamentale per intervenire sulle posizioni prese a suo tempo dalla Questura.
Deve essere fatta chiarezza sulla gestione e sulla distribuzione delle risorse disponibili sul territorio.
A suo tempo, lo ricordiamo, era stato rappresentato dal Questore che non vi fossero particolari problemi di risorse nella provincia di Imperia. Alla luce dell’attuale situazione degli organici, riteniamo che quella valutazione debba essere necessariamente rivista.
Oggi la realtà ci consegna infatti una situazione nella quale il Commissariato di Ventimiglia e il Commissariato di Sanremo sono chiamati a operare in condizioni di grave difficoltà, all’interno di una provincia che deve contemporaneamente affrontare le esigenze della frontiera, il controllo del territorio, l’attività investigativa e tutti gli ulteriori servizi richiesti alla Polizia di Stato.
Ci auguriamo, pertanto, che non si debba più assistere a valutazioni secondo le quali non esisterebbero problemi di organico nei Commissariati della provincia, quando i numeri e le esigenze operative quotidiane raccontano una situazione completamente diversa.
Del resto, le risorse recentemente distribuite sul territorio nazionale dimostrano quanto sia emergenziale la situazione degli organici delle Forze di Polizia in Liguria.
Per quanto riguarda la provincia di Imperia, riconosciamo che, anche grazie agli sforzi e alle pressioni portate avanti dal SIAP, sono arrivate, seppur all’ultimo momento, alcune unità aggiuntive.
Ma proprio su questo punto vogliamo essere estremamente chiari.
Quelle risorse aggiuntive non possono diventare il pretesto per ritenere superata la necessità dell’aggregazione del VI Reparto Mobile di Genova.
Il SIAP teme che si possa verificare una sorta di gioco a somma zero: qualche unità in più da una parte e, contemporaneamente, la perdita del supporto operativo del Reparto Mobile dall’altra.
Questo non deve accadere.
Le nuove unità devono rappresentare un effettivo rafforzamento degli organici della provincia, non la compensazione della perdita di una risorsa operativa che oggi è indispensabile per sostenere la gestione della frontiera di Ventimiglia.
Per questo motivo scriveremo anche al Prefetto di Imperia, affinché venga mantenuta alta l’attenzione istituzionale sulla situazione complessiva della sicurezza nella provincia e affinché le esigenze della frontiera non finiscano per oscurare le altre problematiche che quotidianamente interessano il territorio.
VENTIMIGLIA HA BISOGNO DI PERSONALE, NON DI NUOVE SCOPERTE
La questione, però, è più ampia.
Ventimiglia non ha bisogno soltanto di nuove disposizioni organizzative: ha bisogno di personale.
Se si ritiene necessario rafforzare il presidio della frontiera, aumentare i servizi di controllo, potenziare la gestione dei respingimenti, garantire maggiori attività investigative e contemporaneamente mantenere il controllo del territorio, allora bisogna mettere in campo le risorse umane necessarie.
Non si può chiedere agli stessi operatori di fare sempre di più con gli stessi organici.
Come SIAP Liguria continueremo quindi a monitorare attentamente l’evoluzione della situazione e soprattutto le eventuali scelte organizzative che verranno adottate.
Il nostro obiettivo non è ostacolare il cambiamento, ma evitare che vengano costruite strutture organizzative formalmente efficienti sulla carta e concretamente insostenibili per il personale.
La sicurezza della frontiera francese, la sicurezza di Ventimiglia e quella dell’intera provincia di Imperia devono essere affrontate con una programmazione seria, con personale adeguato e con strumenti operativi continuativi.
Il VI Reparto Mobile di Genova, in questa fase, deve continuare a fare la sua parte. Ma non può essere utilizzato per nascondere una carenza strutturale di organico che deve essere affrontata dal Dipartimento».






