Sul tema del degrado e della sicurezza nella zona di via XXV Aprile a Imperia interviene con una nota il Partito della Rifondazione Comunista – Circolo Stenca Binon di Imperia e Federazione Provinciale.
“Chi vive o transita nella zona di via XXV Aprile ad Imperia Oneglia osserva uno specchio della nostra società e, forse, in particolare di Imperia: da un lato il continuo favore nei confronti del cemento, dei grandi cantieri, dei centri commerciali, e di ogni intervento a favore di un turismo speculativo e da cartolina, a tutto svantaggio della vivibilità urbana per chi, col suo lavoro, tiene in piedi tutta la baracca-Imperia; dall’altro, una precarizzazione che produce reddito infimo ed insicuro, una struttura produttiva devastata dal tutto-turismo, una assoluta latitanza nei confronti del rispetto degli oneri di urbanizzazione (già di per sé ridicoli a fronte dei profitti privati che quegli interventi producono), con conseguenti marginalità che sono causa di degrado, inciviltà e persino micro-criminalità.
Gli interventi urbanistici mai conclusi, mai messi a decoro, privi della vitalità che i piccoli esercizi commerciali garantiscono con il loro presidio, sono il terreno di coltura di quel degrado, CHE NON È RISOLVIBILE CON LA REPRESSIONE in qualsivoglia forma la si voglia tentare.
Certo, alcuni comportamenti generano comprensibile disagio, preoccupazione e fastidio che scivolano nel cosiddetto allarme sociale, pane per ogni sorta di populismo di destra come di “sinistra”. E la richiesta di controllo è sacrosanta, ma non può essere tentata con maxi interventi episodici che generano una “guerra per bande”, bensì con un presidio costante, non chiassoso, non propagandistico, ma reale, paziente, e con l’impiego di personale rigorosamente pubblico e costituzionalmente formato: non ronde, non criminali da ICE americani, ma consapevolezza che senza la recisione alla fonte delle cause di marginalità tutto sarà vano, e passato “il controllo” gli spazi degradati riprenderanno ad ospitare il degrado.
Per fare alcuni esempi:
- Il Parcheggio sotterraneo, sotto a quello della Coop nell’area ex-Isnardi, è impraticabile da sempre: è stato eseguito dal costruttore “a scomputo o soddisfacimento degli oneri di urbanizzazione primaria/secondaria e degli standard di parcheggio dovuti per la trasformazione degli immobili”, e nel 2008 è stato formalmente ceduto al Comune di Imperia, che lo ha acquisito senza pretenderne la perfetta e dovuta agibilità da opera realizzata “a regola d’arte”…
- Il Parcheggio sotterraneo di lungomare Marinai d’Italia (un lungomare da cui il mare è difficilissimo anche da immaginare, coperto com’è dalle famose “stecche residenziali” del “porto turistico più grande del Mediterraneo” di Caltagirone e dal più grande parcheggio per mini e maxi Yachts della Liguria), è impraticabile da sempre: anche questo, eseguito a scomputo degli oneri di urbanizzazione, è stato per anni parcheggio per sommergibili (1 m d’acqua costante) e tuttora inagibile.
- L’area di Piazza dell’Unità Nazionale ad Oneglia, col sottostante ed efficiente parcheggio Toscanini, paga anche lo spostamento della stazione della Riviera Trasporti da Piazza Dante a largo Nannollo: spostamento più che comprensibile, ma che non ha tenuto conto del fatto che in tutto il mondo queste aree necessitano di servizi, negozi, controlli attivi 24 h.
- Sull’enorme area centralissima Italcementi, già oggetto del famoso volo in elicottero di Caltagirone (con Claudio Scajola, Gianpiero Fiorani e Luca Lanteri), che aspettava una frase del tipo “Vedi? Tutto questo un giorno sarà tuo…” (ottobre 2003), Rifondazione Comunista è più volte intervenuta e lo rifarà: per ora, essendo praticamente una cittadella fortificata, non ospita degrado sociale, ma forte e grave degrado territoriale e spreco di risorse.
Ogni spazio abbandonato è – sacrosantamente – occupato da chi spazi non ne ha, da chi è cacciato nelle discariche sociali, da chi paga lo scotto di una società votata al profitto.
A Imperia è attivo da alcuni anni un progetto denominato “Cena fuori” che fornisce 5 giorni alla settimana tutto l’anno cibo e conforto ad una media di 40 persone senza dimora o in grave difficoltà abitativa, aiutando anche i loro animali d’affezione che spesso sono la loro unica àncora esistenziale: perché esiste questo problema? E perché è necessaria la buona volontà e grande solidarietà del volontariato per donare un minimo di aiuto?, forse perché si tratta di persone geneticamente portate a dividere lo spazio con i rifiuti? O piuttosto perché viviamo in una società che ha cancellato i valori della Costituzione repubblicana sostituendoli con quelli del capitalismo che vede solo ciò che crea profitto e cancella come ragni in una stanza tutti coloro ne disturbano l’immagine cartolina?
È doveroso lamentare con forza l’abbandono e pretendere interventi, ma è anche il caso di sottolineare che esso è generato dalle istituzioni che tollerano le inadempienze dei palazzinari ma cavalcano la giusta rabbia dei cittadini con interventi polizieschi tanto crudeli quanto inutili.
Bisogna avviare percorsi veri di integrazione, ma essi sono possibili solo in una visione urbanistica sociale per tutti e non profittuale per le solite grandi famiglie, i soliti amici, le solite Imprese, termine quest’ultimo che oggi tradisce completamente l’articolo 41:
L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, alla salute, all’ambiente.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali”.
Partito della Rifondazione Comunista
Circolo Stenca Binon di Imperia
Federazione Provinciale






