13 Agosto 2026 17:18

Carcere di Sanremo, visita congiunta di Forza Italia e SAPPE: “350 detenuti oltre la capienza”

Sovraffollamento, carenza di personale e condizioni di lavoro sono stati al centro della visita istituzionale alla Casa circondariale di Valle Armea, a Sanremo, organizzata questa mattina, giovedì 13 agosto, dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) insieme a una delegazione di Forza Italia.

Alla visita ha partecipato una delegazione di Forza Italia composta dall’on. Enrico Costa, capogruppo alla Camera dei Deputati, dall’on. Roberto Bagnasco, dagli assessori regionali Marco Scajola e Claudia Morich, dal capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Angelo Vaccarezza, dal consigliere regionale e segretario regionale di Forza Italia Liguria Carlo Bagnasco, dalla consigliera regionale Chiara Cerri, dal presidente del Consiglio comunale di Imperia Simone Vassallo e dal segretario cittadino di Forza Italia Davide Salvi.

Per il SAPPE erano presenti il segretario nazionale Vincenzo Tristaino e i rappresentanti sindacali Ciriaco Pannese, Giuseppe Giangrande, Gennaro Pruto, Mauro Felicelli e Daniele Ceccucci.

Nel corso dell’incontro sono state illustrate le principali criticità della struttura, dove si registrano circa 350 detenuti oltre la capienza e una scopertura dell’organico della Polizia Penitenziaria di circa il 15%.

«Abbiamo voluto portare le istituzioni dentro il carcere per far conoscere direttamente le condizioni in cui lavorano quotidianamente i nostri colleghi», ha sottolineato Vincenzo Tristaino. «Il sovraffollamento e la carenza di personale rendono sempre più difficile garantire sicurezza e condizioni di lavoro adeguate. Per questo chiediamo da tempo interventi concreti, a partire dalla riapertura del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria in Liguria e dalla riapertura del carcere di Savona, indispensabile per alleggerire la pressione su Sanremo, Imperia e Genova Marassi».

A illustrare il Libro Bianco sulla situazione penitenziaria ligure è stato il segretario generale aggiunto del SAPPE Roberto Martinelli, che ha evidenziato come «i numeri continuano a raccontare una realtà che non può essere archiviata come una normale difficoltà amministrativa». All’8 agosto, ha spiegato, nelle carceri italiane erano recluse 65.009 persone a fronte di 46.237 posti realmente disponibili, con un tasso di sovraffollamento superiore al 140%.

Per la Liguria, i dati aggiornati al 31 luglio indicano 1.437 detenuti a fronte di 1.107 posti effettivamente disponibili, con un indice di sovraffollamento del 130%, ormai da 13 mesi consecutivi. Tutti i sei istituti liguri risultano oltre la capienza effettiva, mentre la Polizia Penitenziaria registra una scopertura del 14%.

«Questi non sono numeri da convegno, ma le condizioni nelle quali ogni giorno lavorano donne e uomini della Polizia Penitenziaria», ha affermato Martinelli, richiamando le criticità legate ad aggressioni, emergenze, sovraffollamento, carenze di organico, telefoni clandestini e droga. «Lo Stato non può continuare a garantire la sicurezza affidandosi esclusivamente al sacrificio dei propri poliziotti. Chi garantisce la sicurezza deve essere messo nelle condizioni di poterlo fare», ha aggiunto Tristaino.

Il Libro Bianco del SAPPE, 35 pagine di analisi, dati e proposte, individua tra le priorità la riattivazione del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria della Liguria con sede a Genova, un piano straordinario di assunzioni e il riequilibrio degli organici. Il sindacato chiede inoltre la realizzazione del nuovo carcere di Savona, il potenziamento delle strutture per la salute mentale, una maggiore applicazione delle misure alternative e della detenzione domiciliare terapeutica, oltre a un maggiore impiego dei detenuti in attività lavorative.

Sul fronte della sicurezza vengono indicati anche la creazione di un Nucleo Cinofili regionale della Polizia Penitenziaria, sistemi di schermatura delle comunicazioni cellulari clandestine, il rafforzamento della sicurezza perimetrale e strumenti contro i lanci dall’esterno di droga, telefoni, armi e altri materiali illeciti.

«Non possiamo affrontare le minacce del 2026 con strumenti del passato», ha dichiarato Giuseppe Giangrande, dirigente regionale SAPPE. «Droni, telefoni, droga e lanci dall’esterno richiedono tecnologie adeguate. La tecnologia deve diventare un moltiplicatore della capacità operativa della Polizia Penitenziaria». Giangrande ha inoltre richiamato la necessità di garantire le 12 giornate annuali di aggiornamento e addestramento professionale, sottolineando che «la formazione non è un optional e non è burocrazia: è sicurezza».

Da parte sua, Enrico Costa ha spiegato che «Forza Italia è da sempre attenta e concretamente impegnata sul tema delle carceri» e che la visita a Sanremo si inserisce nel percorso già avviato dal partito con sopralluoghi nei principali istituti penitenziari italiani.

«Da garantisti e liberali siamo convinti che la certezza della pena debba andare di pari passo con il rispetto della dignità della persona e della finalità rieducativa della detenzione. Un principio fondamentale, anche per contrastare efficacemente i fenomeni di recidiva e favorire un reale percorso di reinserimento», ha sottolineato Costa.

«L’incontro di oggi è stato estremamente proficuo. Ringraziamo la direttrice dell’istituto penitenziario di Valle Armea e il personale della Polizia Penitenziaria per la disponibilità, il confronto e il lavoro che svolgono quotidianamente», ha aggiunto. «Abbiamo raccolto segnalazioni e spunti concreti, ai quali intendiamo dare seguito, anche attraverso l’indagine conoscitiva che abbiamo presentato in Parlamento. Il confronto diretto con chi ogni giorno opera negli istituti penitenziari e affronta sul campo le criticità legate al sovraffollamento, alla carenza di personale e alle difficili condizioni di lavoro è essenziale per elaborare proposte efficaci, concrete e lungimiranti».

Il SAPPE ha infine ribadito la necessità di superare la fase delle sole denunce. «Abbiamo messo nero su bianco problemi e soluzioni», ha concluso Martinelli. «Parlamento, Governo, Ministero della Giustizia, DAP, Regione Liguria ed Enti locali hanno responsabilità diverse ma un obiettivo comune: garantire sicurezza e legalità. Il tempo degli annunci è finito. I problemi sono conosciuti, i numeri sono incontestabili e le proposte sono sul tavolo. Adesso bisogna agire».

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