28 Agosto 2026 16:10

Raddoppio del Roja: 50 milioni di euro per l’intervento tra Sanremo e Imperia, sarà realizzato sulla ciclabile. “Pronto entro il 2030″/Foto e Video

In breve: Al centro del progetto c'è il raddoppio sotterraneo dell'acquedotto del Roja, l'unica tratta che ancora oggi non ha una tubazione di riserva

50 milioni di euro per una nuova tubatura dell’acquedotto tra Sanremo e Imperia. È questo il progetto presentato questa mattina nella Sala Consiliare della Provincia di Imperia, che sarà realizzato entro il 2030. Alla conferenza stampa erano presenti il presidente della Provincia Claudio Scajola, l’amministratore delegato di Rivieracqua Giuseppe Testa e i tecnici Lengueglia e Strafforello.

Dei 50 milioni complessivi, 38 arrivano dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, i restanti 12 li mette Rivieracqua.

Al centro del progetto c’è il raddoppio sotterraneo dell’acquedotto del Roja, l’unica tratta che ancora oggi non ha una tubazione di riserva

L’acquedotto del Roja, attivo dai primi anni ’70, è ancora oggi la principale fonte d’acqua della provincia: da solo copre circa il 65% del fabbisogno idrico del territorio. Da Ventimiglia a Sanremo la doppia tubazione esiste già, così come da Imperia ad Andora, dove il raddoppio è stato realizzato a terra con i fondi del PNRR.

Il problema resta il tratto tra la fine di Sanremo (Capo Verde) e Imperia (Prino): qui c’è una sola tubazione, posata sul fondale marino circa 40 anni fa.

Se si rompe o va in manutenzione, tutta la costa da San Lorenzo al Mare ad Andora resterebbe senza acqua. Non è un’ipotesi remota: nell’inverno 2025 non è stato possibile intervenire sulla tubazione per oltre un mese a causa del mare mosso.

Tra le quattro soluzioni valutate, quella scelta corre per 15,7 km sotto alla pista ciclabile, da Sanremo fino a San Lorenzo al Mare. I Comuni coinvolti sono Sanremo, Taggia, Riva Ligure, Santo Stefano al Mare, Cipressa, Costarainera, San Lorenzo al Mare e Imperia. L’intervento sarà anche l’occasione per rimodernare la pista, che in alcuni tratti arriverà a compiere 20 anni nel 2028.

L’amministratore delegato di Rivieracqua, Giuseppe Testa, ha sottolineato l’urgenza del cronoprogramma: “L’inizio dei lavori dal 2027 e la fine dei lavori non è rimandabile e sarà entro giugno 2030. Una vera sfida per Rivieracqua e per tutta la provincia di Imperia stessa”.

Il tecnico Lengueglia ha spiegato perché è stata scelta la ciclabile: “La soluzione migliore è stata quella di individuare la ciclabile come la più plausibile. È stata scartata a prescindere di farla parallela a quella esistente già sottomarina per le difficoltà di manutenzione. Così com’è farla passare sull’Aurelia per non intasare il traffico”.

Lengueglia ha poi guardato al futuro dell’approvvigionamento idrico: L’acqua che abbiamo a disposizione è sempre la stessa, arriva sempre dal Roja e non ne abbiamo di più. Servono quindi nuove fonti di approvvigionamento senza costi eccessivi. Abbiamo cominciato a lavorare su uno studio per individuare punti per poter creare nuovi invasi dove accumulare l’acqua”. Tra le ipotesi allo studio, le dighe del Tanarello e nuovi invasi sui torrenti Argentina e Impero.

Spiega il presidente Claudio Scajola: “Per vivere ci vuole l’aria e l’acqua. Sull’aria ci pensa il Padre Eterno e speriamo che gli uomini non creino difficoltà a questo. Per l’acqua ci devono pensare gli uomini, l’acqua c’è, bisogna andarla a prendere e quella che si prende bisogna non perderla. Noi abbiamo l’approvvigionamento principale per tutto il Ponente fino alla prima area dell’Andorese e del Savonese attraverso i Roja.

Abbiamo fatto negli ultimi tre anni da Imperia fino ad Andora, facendola passare lungo la ciclabile, la nuova condotta del Roia principale. Rimane la tratta fra Sanremo e Imperia che va via mare con una condotta sotterranea, che ormai è stata fatta tanti anni fa.

Abbiamo bisogno di renderla sicura, ha avuto perdite e comunque è vetusta. Abbiamo fatto nel nostro piano come provincia la necessità di avere due nuove fonti di approvvigionamento.

La prima è quella di avere il Roja al sicuro con la sostituzione del tubo sottomarino, mettendolo lungo la ciclabile per 15 km fra Sanremo Capo Verde e il Prino, e la buona notizia è che siamo stati ascoltati e ci è stato dato un contributo quasi di 38 milioni, a cui si aggiungono i 12 milioni di fonti proprie di Rivieracqua. Quindi nel 2027 incomincerà il lavoro e avremo quindi la sicurezza che l’acqua del Roia ce l’avremo sempre e quindi potremo garantire alle nostre popolazioni l’acqua.

Ma poi ci vuole di più e la seconda priorità che abbiamo inserito sono gli invasi nella zona dell’entroterra, a partire dalle fonti del Tanarello, scendendo giù e recuperando quello che fu l’antico bypass fra Pieve di Teco e San Lazzaro Reale, facendo anche degli invasi sull’Argentina e sull’Impero, perché l’acqua da nord ci dà due fondamentali e importanti considerazioni: perché ci dà un’acqua migliore di qualità, quindi con minori trattamenti, ma poi soprattutto ci dà un’acqua che per caduta non ha il costo energetico.

Oggi l‘energia elettrica incide sulla nostra bolletta dell’acqua il 30% per il pompaggio che si deve fare nelle condotte dell’acqua. Questo credo sia molto importante e sono fiducioso che quando si hanno delle buone ragioni i finanziamenti si ottengono.

Se l’acqua arriva da nord, riusciamo a garantire la sicurezza in tutto ciò che è la distribuzione dell’acqua nei territori più a monte. Ma poi c’è l’intervento che si sta facendo con investimenti già notevoli su tutta la rete di distribuzione, che è vetusta, che è antica. I comuni hanno sempre investito quasi niente. Ci sono dei comuni virtuosi che hanno investito nei loro acquedotti e altri comuni che non hanno investito niente e che poi urlano quando manca l’acqua o si rompe la condotta.

Dobbiamo fare un’opera più importante su tutte le condotte e poi buttarci meglio sulla necessità di avere dell’acquedotto irriguo. Noi non possiamo pensare di innaffiare i prati con l’acqua potabile. È evidente che dobbiamo fare uno sforzo importante per gli acquedotti irrigui”.

Servizio migliore, bollette più care o secondo lei si può contenere i costi? “Il costo maggiore che c’è sull’acqua, vi dicevo, è quello energetico, che incide fra il 30 e il 40%. Perché noi dobbiamo pomparlo da Roja in un tubo da 800 a 11 atmosfere. Pensate il costo dell’energia. Ma poi, siccome è lungo la litoranea, deve essere ripompato per raggiungere i posti interni. Quindi il costo di energia lo si abbatte soprattutto se prendiamo l’acqua nord, che dà le pressioni per caduta senza bisogno di pompaggio. Questo è l’obiettivo che si deve raggiungere e credo che, se non si parte, non si arriva evidentemente.

Qui si è partiti con una società che non si era mai voluto riformare, che era la Rivieracqua: come purtroppo tante volte ho detto, era veramente un bidone. Si sono riusciti a sconvincere tutti che c’era necessità di avere non solo l’apporto economico, con risorse, 40 milioni, del privato che entrava, ma c’era bisogno anche di avere la qualità e la professionalità per gestire un’azienda di questo genere.

Sul fatto di fare passare il tubo sotto alla ciclabile? “C’erano tre possibilità. Andare di nuovo lungo mare, ma questo significa che comunque il tempo di durata è inferiore. Andare lungo l’Aurelia, non solo si faceva più disagio, ma sotto l’Aurelia hai un’enormità di interferenze. Quasi mai conosci.

Lungo la ciclabile, siccome c’era la ferrovia, nulla c’è sotto. Quindi si riuscirà a lavorare senza interrompere la ciclabile, perché il tubo si inserirà in una posizione tale che la ciclabile potrà funzionare.

Le posso dire di più: la ciclabile più disturbata sarà quella fra San Lorenzo e il Prino, perché è la più nuova e, fra l’altro, forse una delle più belle. La parte precedente da Sanremo fino a San Lorenzo comunque ha bisogno sicuramente di una manutenzione attenta, perché è stata la prima fatta, la più antica e forse con meno attenzione all’ambiente. Nel piano finanziario che ho visto con molta attenzione del progetto che è stato finanziato c’è una parte considerevole proprio sul restauro e il ripristino della ciclabile.

Il finanziamento non è arrivato per caso: nell’ottobre 2023 il Commissario ad acta aveva presentato sette domande per altrettanti interventi nell’ambito del Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico (PNIISSI). Tutte ammesse, ma inizialmente senza copertura economica. Uno dei sette progetti era stato nel frattempo finanziato con fondi PNRR per la riduzione delle perdite di rete, per 18 milioni di euro.

A cura di Alessandro Moschi

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