Il consigliere di minoranza del PD Ivan Bracco replica alle esternazioni del consigliere di maggioranza Daniele Ciccione sul Presidio Amico, dopo le critiche sollevate dall’opposizione sull’avvio del progetto e sul rispetto della normativa.
Bracco torna a difendere la propria posizione sulla sicurezza e contesta le modalità con cui è stata portata avanti la pratica
“Ricordo al consigliere portavoce di un sindaco che non ha il coraggio di metterci la faccia che personalmente ho espresso sulla sicurezza in città interventi molto incisivi e duri per tutelare la vita serena dei cittadini, ma sempre nel rispetto delle leggi.
Ribadisco per l’ennesima volta che, come ho insistito prima in commissione consiliare e poi durante il consiglio comunale, la pratica così come è stata portata avanti violava i dettami della Legge 94/09 e del decreto attuativo Maroni.
La nostra preoccupazione, che si è rilevata corretta, come ha evidenziato il Difensore Civico, è la mancata osservanza dell’articolo 3 del suddetto decreto e il pagamento dei volontari.
Noi siamo per la sicurezza, ma non possiamo accettare regole che violano la Legge. Il sindaco non può sostituirsi allo Stato nella gestione della sicurezza: basta rispettare la legge e il servizio potrà garantire in primis le persone che svolgeranno il servizio, così delicato e importante, e di conseguenza i cittadini.
Mi spiace per lor signori, ma chi rappresenta le Istituzioni deve per primo rispettare le leggi e usare il potere affidatogli dai cittadini per effettuare nomine a pagamento.
Rimando al consigliere portavoce la predica, perché ha sbagliato indirizzo per quanto attiene alla sicurezza dei cittadini e si preoccupi delle zone della città dove i cittadini si sentono abbandonati: vedi ex Isardi, vedi ex Italcementi, vedi ex Oden, ecc. ecc.
Mi spiace, ma proprio perché ho portato la divisa per 38 anni non accetterò mai pratiche che evidenzino il minimo sospetto di irregolarità“.






