Ancora una rottura. Ancora acqua che finisce sull’asfalto. Ancora Strada Ciosa, a Caramagna, alle prese con i problemi di una rete idrica che sembra non riuscire a trovare pace.
L’ennesimo guasto riporta sotto i riflettori le condizioni dell’acquedotto imperiese e, soprattutto, una domanda che torna inevitabilmente a farsi strada: per quanto tempo ancora si potrà andare avanti con interventi e riparazioni su una rete che continua a rompersi?
STRADA CIOSA, UN FILM GIÀ VISTO
Quello che sta accadendo oggi non è una novità per i residenti della zona.
Nel settembre 2023, proprio in Strada Ciosa, si era verificata una rottura che aveva trasformato la strada in un vero e proprio fiume d’acqua. E il dettaglio più significativo era che, secondo quanto raccontato allora dai residenti a ImperiaPost, si trattava della seconda rottura in meno di quattro giorni.
Pochi mesi dopo, nel marzo 2024, Rivieracqua era dovuta intervenire nuovamente sulla condotta di Strada Ciosa con un’operazione di manutenzione straordinaria sulla tubazione DN 150.
Nell’estate di quest’anno non si contano più le segnalazioni dei residenti rimasti senz’acqua a causa delle continue rotture.
Insomma, non un episodio isolato, ma una sequenza di problemi che torna a ripresentarsi.
L’“ACQUEDOTTO COLABRODO”
La vicenda di Strada Ciosa si inserisce in una situazione più ampia che negli ultimi anni ha interessato numerose zone di Imperia.
Nel gennaio 2026 una nuova rottura in via Dolcedo aveva provocato un’interruzione dell’erogazione idrica che aveva coinvolto anche Strada Ciosa, Caramagna, Strada Montegrazie e via Moltedo.
Nel frattempo sono stati programmati e realizzati interventi per cercare di ridurre le perdite della rete, anche attraverso i fondi del PNRR. Ma episodi come quello odierno dimostrano quanto la situazione resti delicata.
ACQUA PREZIOSA CHE FINISCE SULL’ASFALTO
Il paradosso è evidente: mentre si parla continuamente della necessità di ridurre le perdite idriche, una rottura dopo l’altra continua a riversare acqua sulle strade.
E non si tratta soltanto di un problema estetico.
Dietro ogni guasto ci sono acqua dispersa, disagi per i cittadini, interventi urgenti, possibili problemi alla viabilità e costi di manutenzione.
E quando una zona viene interessata più volte da rotture, diventa inevitabile chiedersi se sia sufficiente continuare a riparare il singolo punto oppure se serva finalmente affrontare il problema alla radice.
“RIPARARE O SOSTITUIRE?”
È questa la domanda che torna oggi sulla vicenda di Strada Ciosa.
Perché se una condotta continua a rompersi, forse il problema non è soltanto dove intervenire, ma quanto sia ancora affidabile quella rete.
La nuova perdita riaccende quindi i riflettori sull’acquedotto imperiese e sulle sue condizioni.
Strada Ciosa si rompe ancora. L’acqua scorre. E con lei torna anche la sensazione di un acquedotto che, nonostante gli interventi, continua a mostrare tutte le sue fragilità.
Un “colabrodo” che, evidentemente, ha ancora bisogno di essere sistemato.






