Tre alberi, quindici vele e oltre novant’anni di storia. Tra le protagoniste delle Vele d’Epoca di Imperia c’è Nave Palinuro, la storica nave scuola della Marina Militare.
ImperiaPost è salito a bordo per conoscere più da vicino il veliero, gli spazi nei quali vive l’equipaggio e il lavoro che ancora oggi viene svolto durante le campagne d’istruzione. Ad accompagnarci nella visita il tenente di vascello Antonello Lorusso e il nuovo comandate Francesco Carriero.
In questi giorni di sosta nel porto di Imperia, la storica imbarcazione ha aperto le porte alla cittadinanza, accogliendo ogni giorno circa duemila visitatori. Si ricorda che la nave è visitabile ancora per pochissimo: l’ultimo accesso è previsto questo pomeriggio, dalle 15:00 alle 17:00.
Ed è proprio Carriero a raccontarci la mission, la vita a bordo e i 92 anni di storia della nave Palinuro
Qual è la mission di questa storica imbarcazione?
“Nave Palinuro è una nave scuola della Marina Militare Italiana, si occupa principalmente di curare la formazione degli allievi sottufficiali che provengono dalle scuole sottufficiali della Marina e gli allievi della Scuola Navale Militare Morosini, che è a Venezia. Principalmente, i nostri marinai a bordo di questa nave hanno il battesimo del mare, imparano quelli che sono tutti i principi dell’arte marinaresca, di cui la Marina Italiana è una delle principali marine che ne tramandano i valori.
Lei ha assunto l’incarico da pochissimo, da agosto, come reagiscono le persone a bordo, gli ufficiali che lavorano qui, i giovani che salgono su questa imbarcazione?
“Tutti gli allievi sono molto entusiasti di fare questa esperienza così totalizzante, un’esperienza che insegna loro i valori fondamentali e la tradizione. I valori fondamentali del lavoro di gruppo e i valori della Marina Militare Italiana e tutto ciò che riguarda l’arte marinaresca. A bordo di questa nave si entra da uomini e si esce marinai e ogni volta che arriva il momento dei saluti è sempre una grande emozione, perché l’esperienza è così totalizzante che cambia completamente le persone che vi passano del tempo insieme a noi.
Noi abbiamo la possibilità di far sperimentare ai giovani associati e giovani soci delle associazioni quali la Lega Navale Italiana, l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, un’esperienza a bordo con noi, un’esperienza di integrazione con l’equipaggio. Sono giovani soci che si affacciano ad un’esperienza così importante, coraggiosi anche loro, arrivano direi quasi timorosi, ma con tanto coraggio e quando è il momento dei saluti se ne vanno via anche con una lacrima.
Sono tanti i riconoscimenti che ha ricevuto questa imbarcazione durante questo anno lungo le coste italiane?
“Sì, la nave ha toccato tanti porti italiani dove intanto l’accoglienza è stata molto calorosa, in alcuni casi abbiamo ricevuto anche le chiavi della città e abbiamo anche stretto tanti patti di amicizia con i vari comuni che abbiamo visitato”.
Questa nave ormai ha 92 anni e nasce appunto per la pesca al merluzzo?
“Sì, la nave ha un’importante storia, una doppia storia, che è iniziata nel 1934 in Francia. Il suo scopo era andare a pesca fondamentalmente. Nel 1955 è stata acquistata dalla Marina Militare Italiana, che aveva bisogno di una seconda unità scuola per curare l’addestramento dei propri militari ed è lì che è nata la storia di Nave Palinuro e da allora fino ad oggi non si è mai fermata.
Dopo Imperia quale saranno le prossime tappe?
“Noi siamo diretti a Port Mahon, in Minorca, in Spagna, dove siamo attesi per la celebrazione, la commemorazione dei caduti della Regia Nave Roma, che è stata affondata da una bomba radioguidata tedesca durante la Seconda guerra mondiale”.
Ancora oggi l’unità viene impiegata per tramandare ai giovani allievi e soci l’arte marinaresca e il sapere del saper andar per mare. A bordo si naviga in modo rigorosamente tradizionale: non sono presenti winch o demoltiplicatori, e ogni manovra viene compiuta interamente a mano come si faceva all’epoca, dimostrando che la navigazione in sicurezza è possibile anche su un mezzo di novantadue anni.
La navigazione a vela stimola il lavoro gomito a gomito tra i ragazzi, aiutandoli a fare gruppo, squadra e a raggiungere gli obiettivi attraverso quel fondamentale processo di team building. Il motto della nave è “Faventibus Ventis”, un augurio a favore dei venti che rappresenta l’invito a reagire a qualsiasi perturbazione e a mantenere sempre la bussola in mano per assicurarsi che la rotta rimanga favorevole.
La campagna annuale ha preso il via lo scorso 3 giugno a Palermo in occasione della Giornata della Marina, evento in cui l’unità si è distinta come l’unico veliero presente e ha ricevuto la bandiera da combattimento. Nel corso della navigazione nel Mediterraneo la nave ha raccolto numerosi riconoscimenti istituzionali, tra cui le chiavi delle città della Maddalena e di Monte Argentario, premi storici analoghi come la Stella della Madonnina a Messina e il Follaro (un’antica moneta) a Gaeta, oltre a tre patti di amicizia siglati a Centola, Trebisacce e Portoferraio, confermando il profondo legame del veliero con la cultura, il cerimoniale e il sistema Paese.
Una storia iniziata nel 1934
La Palinuro nasce in Francia: viene varata a Nantes nel 1934 con il nome di Commandant Louis Richard e inizialmente viene impiegata per la pesca al merluzzo nei Banchi di Terranova. Nel 1950 viene acquistata dalla Marina Militare italiana e successivamente trasformata in nave scuola, entrando nella flotta nel 1955.
Da allora la sua funzione è profondamente cambiata. Oggi viene utilizzata principalmente per la formazione degli allievi sottufficiali che, durante le campagne d’istruzione, affrontano attività marinaresche, navigazione e sicurezza, vivendo per settimane insieme all’equipaggio.
Quindici vele e mille metri quadrati di superficie velica per una nave senza età
La Palinuro è una nave goletta a tre alberi e, in totale, dispone di 15 vele per una superficie complessiva di circa mille metri quadrati. Lo scafo e gli alberi sono in acciaio chiodato. Sotto il ponte di coperta si trovano gli ambienti destinati alla vita dell’equipaggio e degli allievi, mentre a poppa è collocata la plancia di comando.
Nonostante l’età, la Palinuro continua quindi a navigare e a formare nuove generazioni di marinai. Nel 2025 la Marina Militare ha celebrato i suoi 70 anni nella flotta italiana, ricordando oltre 300mila miglia percorse e più di 160 porti visitati






