“Le specie aliene sono organismi che si trovano al di fuori del loro ambiente naturale di origine. Possono arrivare nei nostri mari per effetto diretto o indiretto delle attività umane”, spiega Valentina Giussani, biologa marina di Arpal, intervistata da ImperiaPost per fare il punto sulla presenza di queste specie nel Mar Ligure.
“Quando trovano condizioni favorevoli, queste specie possono diventare invasive. A quel punto si diffondono in maniera incontrollata e mettono a rischio l’ecosistema, la biodiversità e, in alcuni casi, anche la salute umana. Parliamo allora di IAS, Invasive Alien Species, un sottogruppo a cui occorre prestare particolare attenzione delle specie aliene.”
Le specie aliene nel Mar Ligure
“Negli ultimi anni abbiamo riscontrato diverse specie aliene sia nel plancton sia nel benthos. Pseudodiaptomus marinus, ad esempio, è un copepode asiatico che si è ben adattato alle nostre acque, specialmente nelle zone portuali. Con tutta probabilità è arrivato con le acque di zavorra delle navi, uno dei principali vettori legati al traffico marittimo.”
Valentina poi spiega che: “Anche sul fondale osserviamo nuove presenze. Come Branchiomma luctuosum, un polichete proveniente dal Mar Rosso. Dal 2018 a Genova e dal 2021 a Spezia è presente nei nostri campionamenti in maniera pressochè costante e in modo relativamente abbondante.Si tratta di una specie termofila, che predilige acque calde.”
Come arrivano queste specie?
La domanda è lecita però. Come fanno queste specie aliene ad introdursi nel nostro mare? Secondo studi e ricerche i vettori sono principalmente due: “I due principali vettori di introduzione sono il traffico marittimo e l’acquacoltura. Molte specie arrivano nei porti attraverso le acque di zavorra, ed è per questo che i monitoraggi vengono effettuati soprattutto in aree portuali con alto traffico commerciale. Anche gli impianti di allevamento possono rappresentare una via d’ingresso accidentale.”
“ARPAL ha attivato stazioni di campionamento specifiche, ad esempio nell’area portuale di Genova – una più interna e una più esterna – per studiare i gradienti di presenza delle specie aliene. A seconda del tipo di organismo, usiamo strumenti diversi: retini con maglie differenti per fitoplancton e zooplancton, nasse per i crostacei bentonici, grattaggi per le comunità di fondo duro.”
Le specie più riconoscibili in Liguria
Entrando poi nel vivo di ciò che desta l’attenzione di tutti ossia delle specie aliene più “famose” non possiamo non parlare del famigerato granchio blu.
“Tra le specie più riconoscibili – spiega Valentina – c’è sicuramente il granchio blu atlantico (Callinectes sapidus). Originario dell’Atlantico, è diventato un vero e proprio simbolo delle specie aliene invasive in Italia. È stato segnalato anche nel Mar Ligure, inizialmente a La Spezia dal 2021, ma più recentemente anche nel Ponente ligure, in provincia di Imperia, grazie alla collaborazione con associazioni locali. È una specie altamente adattabile e prolifica, tanto che si stanno valutando misure di gestione che ne prevedano la raccolta anche a fini commerciali.”
“Un’altra specie è Percnon gibbesi, noto come granchio corridore. Si conosce la sua presenza nel genovesato dal 2015. Il personale Arpal lo ha poi registrato per la prima volta a Celle Ligure nel 2016 e, dal 2023, anche in provincia di Imperia. Ha colori vivaci e si distingue chiaramente dalle specie autoctone.”
Non solo specie aliene: bisogna fare attenzione anche alle specie in espansione e criptogeniche
Oltre alle specie aliene vere e proprie, ci sono altre due categorie che meritano attenzione: “La prima riguarda le specie in espansione del loro areale naturale, che si spostano verso nuove aree in risposta al cambiamento climatico. In questo caso non parliamo di vere e proprie specie aliene, perché il loro spostamento non è direttamente causato dall’uomo.”
“Poi ci sono le specie criptogeniche, cioè organismi la cui origine non è chiara o non è ancora stata accertata dalla comunità scientifica. In questi casi, non possiamo affermare con certezza se si tratti di specie aliene oppure no.”
Cosa possono fare i cittadini?
“È una domanda importante, anche se la risposta non è semplice. L’introduzione delle specie aliene è spesso un processo lento e subdolo, e quando ci si accorge della loro presenza, possono essere già ben insediate.”
“Tuttavia, ci sono azioni concrete che ogni cittadino può intraprendere. La prima è la segnalazione: in caso di avvistamenti insoliti – granchi blu, meduse mai viste, organismi gelatinosi strani – è utile scattare una foto e inviarla ad esperti o tramite i portali istituzionali. La collaborazione con le associazioni locali è preziosa.”
“Poi c’è l’attenzione agli acquisti: evitare di comprare specie esotiche vietate, sia animali che piante, specialmente se si è appassionati di acquari o giardinaggio. Infine, viaggiare in modo responsabile: fare attenzione a non trasportare specie da un luogo all’altro tramite barche, attrezzature o piante ornamentali.”
Ora che abbiamo imparato a conoscerle meglio è evidente che le specie aliene invasive rappresentino una sfida ambientale complessa. Richiedono l’impegno di tutti: istituzioni, enti di ricerca e cittadini consapevoli. Solo con la collaborazione possiamo proteggere la biodiversità del nostro mare.
A cura di Selena Marvaldi






