17 Aprile 2026 02:01

Imperia, Sardi attacca Sindaco e Maggioranza su biglietti Cavour e Aurelia Bis: “Metodo di potere e prevaricazione, la loro fuga ci ha solo rallentato”

Lucio Sardi, consigliere di Alleanza Verdi Sinistra, interviene con una nota in merito alla bocciatura in Consiglio Comunale della mozione da lui presentata per regolamentare l’assegnazione dei biglietti omaggio per gli spettacoli del Teatro Cavour e al successivo abbandono dell’aula da parte della Maggioranza per far saltare la discussione della mozione sull’Aurelia Bis presentata sempre dal consigliere di AVS.

L’intervento di Lucio Sardi

Scrive Sardi: “Con la preannunciata decisione, da parte della maggioranza, di far mancare il numero legale in consiglio comunale per impedire la discussione della mozione delle opposizioni sull’Aurelia bis, il sindaco Scajola e la sua coalizione hanno definitivamente gettato la maschera e dimostrato ancora una volta che non sono in grado di reggere un confronto aperto anche sui temi più rilevanti per la città.

Il preludio alla fuga fisica per abbandono del campo dal dibattito sulla mozione, è stata la discussione sul regolamento presentato dal gruppo Alleanza Verdi e Sinistra per definire le regole circa la distribuzione dei biglietti omaggio spettanti al comune, in base alla convenzione stipulata con il gestore privato per la stagione del teatro Cavour.

Un regolamento che è stato predisposto dopo che è emerso, tra mezze ammissioni e molte omissioni da parte dell’assessore alla cultura, che dall’avvio della stagione teatrale tali biglietti non sono stati interamente opzionati dal comune, lasciandone quasi la metà (ben 24 su 54 a ogni spettacolo) nella disponibilità del gestore privato del teatro. Su quelli utilizzati, si è invece appreso che sono stati distribuiti con la logica del “cerimoniale” ovvero in base alla discrezionale valutazione dell’amministrazione, o meglio del sindaco, che notoriamente non fa passare uno spillo senza il suo placet.

Rifiutandosi di accettare l’introduzione di un regolamento che voleva ripristinare l’intero utilizzo di un bene pubblico e sottrarlo all’uso discrezionale dell’amministrazione fissando criteri e metodi di distribuzione trasparenti e attenti alle fasce più deboli della società a cui la cultura è spesso preclusa, la maggioranza e il sindaco hanno così gettato la maschera, la stessa di cui svolgevano il ruolo a teatro, assegnando posti e biglietti omaggio come e quando ritenevano.

Una distribuzione padronale di un bene della collettività che è stata realizzata (e continuerà ad essere tale visto che il nostro regolamento è stato respinto), senza renderne conto pubblicamente neanche di fronte alle nostre richieste presentate in consiglio e con formale interrogazione scritta.

Ora risulta più chiaro che per questa maggioranza, il Teatro (già dato in gestione a un soggetto privato), diventa pubblico solo nel limite dell’interesse e del ruolo del sindaco e della sua corte che, quando ritiene e a suo piacimento, premia e concede il privilegio di un ingresso omaggio ai suoi sudditi o ai suoi avversari, ma sempre dall’alto del suo insindacabile giudizio non sottoponibile alla volgare intromissione di un regolamento “plebeo”.

Un metodo di potere e di prevaricazione che Scajola e la sua maggioranza applicano tanto per la più modesta vicenda dei biglietti omaggio del teatro quanto alle grandi scelte che riguardano la vita della città, come si può verificare per la questione dell’Aurelia bis. Un’opera strategica e molto impattante sul territorio cittadino è stata, infatti, “sequestrata” da questa amministrazione comunale che si è sentita in diritto – facendosi scudo con la scusa del rischio di perdere il finanziamento da parte del governo – di non rappresentarla, approfondirla e conseguentemente adeguarla, ove possibile, sulla base di un confronto con i cittadini maggiormente coinvolti dal tracciato che hanno costituito comitati per rappresentare istanza e proposte migliorative nella realizzazione.

Di fronte all’assenza di una contrarietà assoluta alla realizzazione dell’opera e quindi a una evidente responsabilità e disponibilità al confronto da parte dei cittadini – che comunque hanno chiaro che tale opera determinerà un impatto importante sul territorio – il sindaco si è invece sottratto a ogni forma di confronto dopo aver anche falsamente annunciato – a febbraio di quest’anno – di voler incontrare i soggetti coinvolti.

Nessuna risposta di merito è mai stata fornita dal sindaco e dalla sua giunta alle ragionevoli e documentate proposte di modifica del tracciato portate dai comitati (in particolare della valle Prino e di Uliveto) per ridurre l’impatto ambientale e i costi di realizzazione dell’opera. Un chiaro segnale che per Scajola la democrazia finisce un minuto dopo aver ricevuto il mandato elettorale per svolgere il ruolo di sindaco e che, da quel momento, si è sente in diritto di decidere, senza confrontarsi con nessuno, su un’opera che, per come è stata attualmente progettata, impatterà per sempre in modo molto pesante e negativo su alcune zone della città. Di fronte a questo scenario, che determinerà inevitabilmente l’avvio di legittime iniziative di contrasto legale alla realizzazione dell’attuale progetto da parte dei cittadini che non accettano di non vedere ascoltate e valutate le loro argomentate proposte di modifica, il rischio che l’iter realizzativo dell’opera, invece che procedere regolarmente possa rallentarsi è concreto.

Un elemento che smonta anche la motivazione su cui si è basata la strategia del “tappeto rosso ad Anas” tenuta dal sindaco, che, come sarebbe stato opportuno e logico fare nella fase preliminare alla progettazione, non ha posto in essere alcun confronto con Anas e il commissario dell’opera per chiederne quelle modifiche migliorative che avrebbero almeno ridotto le contestazioni.

Siccome la democrazia ha regole che non sono nella disponibilità del sindaco e per discutere in consiglio una mozione non dobbiamo attendere che Scajola ci regali un biglietto di ingresso, la fuga della maggioranza ha solo rallentato (salvo ulteriori fughe da parte della stessa) la discussione della nostra mozione, che dovrà essere rimessa all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale“.

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