18 Aprile 2026 00:34

Imperia: la DIA conferma il rischio di infiltrazioni mafiose in provincia. Sotto osservazione Ventimiglia, Sanremo e Diano Marina

In breve: La provincia di Imperia si conferma un punto strategia per la 'ndrangheta calabrese

Anche la provincia di Imperia può considerarsi sul piano criminale, una roccaforte della ‘ndrangheta reggina“. Inizia così la relazione semestrale 2024 della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) i cui contenuti offrono un quadro preciso e aggiornato delle dinamiche criminali presenti nella zona, evidenziando la radicata influenza della ‘ndrangheta e le sue proiezioni operative, sia locali che transnazionali.

Ventimiglia: collegamento con le più pericolose cosche reggine

La provincia di Imperia si conferma quindi un punto strategico per la ‘ndrangheta calabrese e le indagini tracciano una presenza strutturata e radicata delle cosche reggine, attive nel narcotraffico, nell’estorsione e nel controllo del territorio, con proiezioni fino alla riviera francese. Ventimiglia e Diano Marina vengono indicate come basi operative storiche, mentre Sanremo risulta interessata da propaggini legate alla cosca Gallico di Palmi. A completare il quadro, l’operazione “Ares 2021”, che ha portato a 22 condanne e confermato l’attività di un sodalizio mafioso con base a Diano Castello.

Nella lunga relazione si legge: “È stata infatti confermata l’operatività del locale di Ventimiglia, in collegamento con talune fra le più pericolose cosche reggine quale quella dei Piromalli. Il predetto locale assolverebbe ad una funzione di Camera di passaggio o di transito e, pertanto, di collegamento con le proiezioni ultra-nazionali attive nella vicina riviera francese. In provincia si registra anche la presenza della diramazione associativa di Bordighera, facente capo alle famiglie Barilaro-Pellegrino, proiezione della cosca Santaiti di Seminara (RC). Si annovera, inoltre, anche la presenza della famiglia seminarese De Marte, da tempo attiva nel territorio di Diano Marina (IM) e collegata ai Barilaro-Pellegrino da relazioni parentali e affaristiche“.

L’operazione ARES: “Diano Castello base operativa di un sodalizo esteso fino alla Calabria”

La relazione fa poi il focus sull’operazione ARES: “Il 25 novembre 2024, il Tribunale di Genova, nell’ambito del processo “Ares 2021”, ha condannato ad oltre 180 anni di reclusione complessivi 22 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsione ed altro, con l’aggravante mafiosa.

La relativa attività di indagine culminava il 13 novembre 2023, con l’esecuzione, da parte della Guardia di finanza, di un’ordinanza di custodia cautelare e del sequestro di oltre 850 mila euro nei confronti di 26 soggetti facenti parte di un sodalizio operante sul territorio di Imperia – con base operativa dislocata a Diano Castello (IM) – ma con estensione fino alla Calabria e Roma.

Il Tribunale, così come già affermato dal GIP in sede cautelare, ha dunque ritenuto che l’associazione operasse “… con modalità tipicamente mafiose, affermando il proprio monopolio nell’area del dianese dove gestiva le attività delittuose grazie a una cospicua rete di venditori, imponendo il proprio dominio anche grazie alle minacce e all’evocazione del nome della famiglia DE MARTE-GIOFFRÈ, che, per reputazione criminale acquisita, le consentiva di affermarsi nel mercato locale degli stupefacenti …”.

Attenzione anche sull’area di Sanremo

“Nell’area sanremese prosegue la relazione – si è da tempo avuta contezza circa la presenza di propaggini della cosca Gallico di Palmi (RC). Con riferimento alle proiezioni delle mafie italiane nella limitrofa riviera francese, è da tempo nota l’operatività di singoli sodali o di gruppi familiari riconducibili a consorterie ‘ndranghetiste attive per lo più nel settore del narcotraffico nonché, in passato, nella gestione di latitanti. Con riferimento ad organizzazioni criminali straniere, il 22 marzo 2024, i Carabinieri hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 10 soggetti di nazionalità marocchina e tunisina, ritenuti responsabili di una consistente attività di spaccio di cocaina ed eroina condotte prevalentemente nell’area di Imperia e di Albenga (SV).

Qui trovi il report completo https://direzioneinvestigativaantimafia.interno.gov.it/relazioni-semestrali/#relazione-sullattivita-nel-2024/1/


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