Oggi, domenica 8 giugno, fino alle 23 e domani, lunedì 9 giugno, dalle 7 alle 15, i cittadini italiani sono chiamati alle urne per cinque referendum abrogativi. Si tratta di consultazioni che possono cambiare alcune leggi importanti su lavoro e cittadinanza.
Al momento l’affluenza a livello nazionale non ha raggiunto l’8%. Un dato molto distante dal 50% + 1 necessario per il quorum di validità del referendum
Oggi alle 12,00 l’affluenza alle urne in provincia di Imperia è stata del 6,39%, la più bassa della Liguria. In Liguria è attorno al 9%, a Genova, poco sotto il 10%, a Savona 8,90% e La Spezia 8,91%. A livello nazionale al momento l’affluenza non ha raggiunto l’8%, anche se i numeri non sono ancora del tutto definitivi. Un dato molto basso, che, se non dovesse cambiare, vanificherebbe il risultato referendario. I referendum infatti, per essere considerati validi, devono raggiungere il quorum del 50% + 1 degli aventi diritto al voto.
Ricordiamo che per votare bisogna avere con sé documento d’identità e tessera elettorale. Chi vota fuorisede deve avere il certificato del comune di domicilio temporaneo.
I cinque quesiti in votazione
1. Licenziamenti illegittimi (scheda verde)
Situazione attuale: se un’azienda licenzia illegittimamente un dipendente, non deve riprenderlo ma solo pagare un indennizzo (da 6 a 36 mensilità).
- Con il SÌ: si torna alla regola precedente, dove il giudice decide se far rientrare il lavoratore oppure no.
- Con il NO: resta tutto come adesso.
2. Indennità nelle piccole imprese (scheda arancione)
Situazione attuale: nelle piccole aziende, chi viene licenziato illegittimamente riceve al massimo 6 mensilità di indennizzo.
- Con il SÌ: si elimina questo tetto massimo e sarà il giudice a decidere l’importo in base alla situazione.
- Con il NO: resta il limite delle 6 mensilità.
3. Contratti a termine (scheda grigia)
Situazione attuale: le aziende possono assumere con contratto a tempo determinato fino a 12 mesi senza spiegare il motivo.
- Con il SÌ: le aziende dovranno sempre motivare i contratti a termine fino a 24 mesi.
- Con il NO: resta la situazione attuale.
4. Infortuni sul lavoro (scheda rosa)
Situazione attuale: se un operaio si fa male sul lavoro la responsabilità è solo dell’azienda che lo ha assunto (appaltatrice).
- Con il SÌ: anche l’azienda principale (committente) diventa responsabile insieme a quella appaltatrice.
- Con il NO: la responsabilità resta solo dell’azienda appaltatrice.
5. Cittadinanza italiana (scheda gialla)
Situazione attuale: per ottenere la cittadinanza italiana bisogna vivere in Italia per 10 anni di fila.
- Con il SÌ: basterebbero 5 anni di residenza continua.
- Con il NO: restano i 10 anni attuali.
E’ possibile scegliere anche di votare solo per uno o più referendum, ritirando solo le schede per le quali si ha interesse, astenendosi dagli altri quesiti.






