18 Aprile 2026 03:12

Imperia: aggredì un ex dipendente al semaforo, imprenditore di Taggia condannato a 1 anno e 8 mesi

In breve: Condannato a 1 anno e 8 mesi (pena sospesa) l'imprenditore Raffaele Fasuolo

Si è chiuso con una condanna a 1 anno e 8 mesi di reclusione (con pena sospesa), unita al pagamento delle spese processuali, il processo all’imprenditore taggiasco Raffaele Fasuolo, 60 anni, finito davanti alla giudice Marta Maria Bossi del Tribunale di Imperia con l’accusa di tentato esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone, lesioni personali aggravate e tentata estorsione.

Le richieste da parte del Pubblico Ministero Antonella Politi erano state di 2 anni e 6 mesi di reclusione, unite al pagamento di una multa di 600 euro. Di avviso completamente opposto la difesa, sostenuta dall’avvocato Giacomo Francini del Foro di Torino, che aveva negato l’esistenza di ogni responsabilità da parte del proprio cliente.

Condannato a 1 anno e 8 mesi (pena sospesa) l’imprenditore Raffaele Fasuolo

Fasuolo, presidente di una nota azienda attiva nel settore delle sale da gioco, new slots, videolottery, giochi online e servizi pay online, secondo l’accusa, si sarebbe reso protagonista di un’aggressione ai danni di un suo ex dipendente, G.P., avvenuta nell’aprile del 2019 all’altezza del semaforo di Arma di Taggia posto nei pressi della galleria per Bussana e di minacce nei confronti del gestore di un bar di Dolceacqua.

Secondo quando ricostruito nel corso della lunga attività istruttoria, G.P., dipendente della società di Fasuolo passato poi a un’azienda concorrente, avrebbe tentato nel tempo di convincere diversi clienti dell’imputato a passare alla nuova ditta per cui lavorava, causando la nascita di diversi contenziosi tra l’azienda e i clienti, con potenziale rischio di ingenti penali a carico dell’imprenditore 60enne.

Il contenzioso nato intorno alle slot di un bar di Dolceacqua

Un caso in particolare, quello delle slot di un bar di Dolceacqua, sarebbe stato all’origine dei fatti avvenuti al semaforo di Arma di Taggia. Secondo la testimonianza rilasciata da G.R., all’epoca dei fatti gestore del locale, e dalla moglie L.A., anch’essa impiegata nel locale, l’imputato si sarebbe presentato all’interno dell’attività entrando in cucina insieme a un proprio dipendente per cercare di indurli, con fare intimidatorio, a non passare all’azienda rivale.

Le slot machines del bar di G.R. sarebbero quindi state prelevate da G.P. e portate in un magazzino di Sanremo, in attesa di essere recuperate dalla ditta. La mattina del 30 aprile, data della presunta aggressione, si sarebbe quindi svolto un incontro tra alcuni dipendenti di Fasuolo e G.P. per recuperare le slot machines, incontro però non andato a buon fine.

Nel pomeriggio dello stesso giorno Fasuolo avrebbe quindi incontrato casualmente G.P. fermo al semaforo davanti a lui. A quel punto sarebbe sceso dalla macchina e, raggiunto il veicolo su cui viaggiava il suo ex dipendente, avrebbe aperto la portiera dal lato del guidatore sferrando diversi colpi ai danni di G.P., il quale sarebbe riuscito a chiudere di scatto la portiera e ripartire a razzo sfuggendogli.

Nel corso del processo la vicenda è stata lungamente analizzata, con le deposizioni di numerosi testimoni. Nella sentenza emessa questa mattina dalla giudice Marta Maria Bossi, l’originaria accusa di tentata estorsione nei confronti dell’ex dipendente è stata ritenuta insussistente e il reato riqualificato in termini di esercizio arbitrario delle proprie ragioni; come pure la tesi, un’altra di esercizio arbitrario delle proprie ragioni nei conforti del gestore del bar di Dolceacqua è stata ritenuta insussistente ed è stata riqualificata come minaccia. Da qui la condanna del Fasuolo a 1 anno e 8 mesi, contro i 2 anni e 6 mesi chiesti dall’accusa.

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