Il giudice di pace di Savona ha annullato una multa elevata dal semaforo “intelligente” posizionato sulla via Aurelia, all’incrocio con di via del Poggio ad Andora, dichiarando illegittimo il verbale per passaggio con il rosso.
La sentenza, emessa il 16 giugno, segna l’ennesimo caso di annullamento di sanzioni da parte di dispositivi automatici di rilevamento.
“Semaforo non omologato”, il Giudice annulla le multe
Lo strumento utilizzato per rilevare l’infrazione risulta solo “approvato” ma non “omologato“. Una distinzione che secondo la Cassazione fa tutta la differenza.
Il giudice ha accolto il ricorso spiegando che “la Corte di Cassazione ha stabilito che la sanzione per eccesso di velocità accertata con un rilevatore approvato, ma non omologato, è nulla“. La sentenza cita la decisione della Suprema Corte numero 10505 del 2024, che ha chiarito la differenza tra i due procedimenti.
“Non vi è equivalenza tra omologazione ministeriale e approvazione“, si legge nella sentenza. “L’omologazione ministeriale autorizza la riproduzione in serie di un apparecchio testato in laboratorio, mentre l’approvazione consiste in un procedimento che non richiede la comparazione del prototipo con caratteristiche ritenute fondamentali“.
Il dispositivo utilizzato ad Andora, un “Enves Evo MVD 1605“, risultava infatti solo approvato con decreto del 1° giugno 2020, ma privo di omologazione ministeriale.
La sentenza estende il principio stabilito per gli autovelox anche ai semafori automatici.
“Quanto sopra deve valere certamente per tutti i dispositivi utilizzati dagli organi di polizia per accertare violazioni al Codice della Strada senza procedere alla contestazione immediata“, ha precisato il giudice.
Il verbale contestato riguardava un’infrazione del 3 dicembre 2024, quando un automobilista era passato con il rosso all’intersezione semaforizzata di via del Poggio. Il ricorrente aveva già pagato la multa ma aveva comunque fatto ricorso.
Il fenomeno dei semafori e autovelox annullati dai giudici di pace per la mancata omologazione non è nuovo. Casi simili si sono verificati anche in provincia di Imperia, dove diversi dispositivi automatici, soprattutto nel sanremese, sono stati dichiarati illegittimi per l’assenza di omologazione.
Il Comune di Andora, che non si è costituito in giudizio, è stato condannato al pagamento delle spese processuali per 293 euro.






