La Regione Liguria ha compiuto un importante passo avanti nella tutela del paesaggio sonoro naturale, individuando – insieme alla Valle d’Aosta – le prime aree candidate a diventare “zone silenziose in aperta campagna”, come previsto dal decreto della Direzione Generale Valutazioni Ambientali del 24 marzo 2022 n. 16.
Queste zone, accessibili al pubblico, sono pensate per offrire spazi di svago, ristoro e immersione nei suoni naturali, al riparo dal rumore urbano e tecnologico. In Liguria, l’attività è stata svolta dall’ARPA regionale in stretta collaborazione con ARPA Valle d’Aosta, seguendo una rigorosa metodologia tecnica definita dalla normativa nazionale.
Come sono state individuate le zone silenziose
La selezione ha considerato le distanze da fonti di rumore come strade, impianti industriali e aeroporti. Per la Liguria, l’analisi si è concentrata sulla Provincia di Genova, dove i comuni coinvolti hanno ricevuto la proposta delle aree potenzialmente idonee, aprendo una fase di confronto e valutazione locale.
In totale, le possibili zone silenziose rappresentano il 18,4% del territorio ligure, con aree superiori a 5 km² in classe acustica I (massima protezione). Tra le aree candidate spicca il Parco Naturale Regionale del Beigua, dove sono stati realizzati monitoraggi fonometrici che hanno confermato livelli di rumore compatibili con gli standard richiesti.

Un’opportunità per l’ambiente e il turismo
Mentre alcuni Comuni hanno espresso timori per eventuali nuovi vincoli, altri vedono in questa classificazione un’occasione per valorizzare il territorio, promuovendo un turismo eco-sostenibile e il benessere ambientale.
Il lavoro congiunto tra le due ARPA è stato presentato al 51° Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana di Acustica a Treviso, suscitando interesse per l’approccio integrato e replicabile anche in altre Regioni.
Prossimi passi
Le zone selezionate saranno oggetto di ulteriori studi, inclusi rilievi sul campo e valutazioni percettive del paesaggio sonoro. L’obiettivo è arrivare a una mappatura definitiva e condivisa con i territori, affinché la quiete diventi risorsa ambientale e culturale da proteggere e valorizzare.






