19 Aprile 2026 07:25

Imperia: navetta a guida autonoma, i dubbi della consigliera Modaffari. “Mezzo non omologabile, servirebbe riforma del Codice della Strada”

In breve: Le parole della Capogruppo del PD in Consiglio Comunale: "In Europa sono solo tre i Paesi ad aver autorizzato vetture a guida autonoma di terzo livello: Svizzera, Germania e Repubblica Ceca, ma non l’Italia"

La Capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio Comunale di Imperia, Loredana Modaffari, si interroga sulla sorte delle navette senza conducente attive sulla Pista Ciclabile.

Le parole della Capogruppo del PD in Consiglio Comunale: “In Europa sono solo tre i Paesi ad aver autorizzato vetture a guida autonoma di terzo livello: Svizzera, Germania e Repubblica Ceca, ma non l’Italia”

Scrive la consigliera Modaffari: “Che fine ha fatto la navetta a guida autonoma, l’ultimo giocattolo del Sindaco Scajola che ne ha proclamato con orgoglio il via il 30 giugno u.s., precisando che il servizio sperimentale sarebbe durato dodici mesi, e che abitanti e turisti avrebbero potuto approfittarne per gli spostamenti tra Oneglia e Porto Maurizio con tanto di tabella di orario e velocità di crociera?

È il 23 di luglio, ma del trenino, anzi dei due trenini che abbiamo potuto ammirare sul Lungomare Vespucci grazie ad una protezione trasparente del costo di circa 30.000 euro, di cui si disconosce la sorte, non vi è traccia sul percorso ad essi destinato, nonostante l’euforia che caratterizza questa Amministrazione, che sembra accecarne i membri in occasione del taglio di nastri dalla media invidiabile, ma che nasconde evidentemente inefficienze mai sanate e un disegno preciso: celebrare il nulla.

Ad ogni fettuccia tagliata mi sovviene alla mente la locuzione latina “panem et circenses”,originariamente usata da Giovenale per descrivere le aspirazioni della plebe romana nell’antica Roma, oggi impiegata per indicare una strategia politica volta a ottenere il consenso popolare attraverso la distribuzione di beni e l’organizzazione di intrattenimenti, distogliendo l’attenzione da problemi più seri.

Ma, davvero, questa Amministrazione può pensare che gli Imperiesi debbano accontentarsi di inaugurazioni, di fiocchi e pizzette che anziché rappresentare un momento di sviluppo, sono la dimostrazione plastica dell’opposto, di progetti maldestri, di un’assenza di programmazione, di soldi sprecati, di una obliterazione dell’immobilismo sempre più dilagante?

Le navette a guida autonoma sono piccoli veicoli elettrici capaci di trasportare passeggeri senza la necessità di avere un conducente a bordo, mezzi che fino a oggi hanno operato su percorsi predefiniti e in ambienti a velocità ridotta, come campus universitari, aree pedonali, centri direzionali, parchi tecnologici, cittadine universitarie o ospedaliere, e sono in fase di sperimentazione nel mondo, ma in Italia, come nel resto d’Europa, tali iniziative sono destinate a rimanere, almeno per ora, a livello di test perché manca un quadro normativo in grado di autorizzare gli operatori del Trasporto pubblico locale a impiegare in servizio attivo mezzi automatizzati.

Il 14 luglio 2022 è entrato in vigore l’articolo 34 bis della Convenzione di Vienna sulla circolazione stradale che permette la circolazione dei veicoli a guida autonoma anche al di fuori di un progetto di sperimentazione, ma, per essere operativa, tale norma deve essere recepita all’interno degli ordinamenti nazionali mediante una riforma del codice stradale.

Sulla carta, esistono sei livelli di guida autonoma: il livello 0 indica l’assenza di automazione, mentre il livello 5 comporta un’indipendenza completa del veicolo. Nel mezzo si trovano la guida assistita (livello 1), l’automazione parziale (livello 2), l’automazione condizionata (livello 3) e l’automazione elevata (livello 4).

In Europa sono solo tre i Paesi ad aver autorizzato legalmente le vetture a guida autonoma di terzo livello (il nostro caso), che consente al conducente di togliere le mani dal volante e lo sguardo dalla strada, potendo svolgere altre attività durante il tragitto (pur restando sempre pronto a riprendere il controllo in caso di necessità). Si tratta di Svizzera, Germania e Repubblica Ceca, ma non l’Italia.

Ad oggi il Codice della strada non consente l’ingresso sul mercato di mezzi con guida autonoma di livello superiore a 1 o 2, quindi l’adas livello 3, quella in cui il sistema ha il completo controllo del veicolo in condizioni specifiche, con il guidatore fisico pronto a intervenire qualora il sistema lo richieda non può circolare in Italia.

Un mezzo dotato di tecnologie capaci di adottare comportamenti di guida senza l’intervento attivo di un pilota non è attualmente omologabile, quindi assicurabile. Il comunicato bando comunale per il reperimento di un’azienda dotata di autisti con patente D1 e CQC è un’altra bufala, in quanto il mezzo è sprovvisto di volante ed altri comandi, e la guida con il joystick (unica praticabile) necessita di patente speciale rilasciata a determinate categorie di invalidi civili.

Quanto sopra per non parlare del previsto passaggio del mezzo su una ciclovia in assenza dello spazio necessario all’inserimento dei divisori previsti dal Codice della strada con ogni conseguente pericolo e dell’assurdità del previsto capolinea onegliese.

Il timore è che l’unico destino di questi trenini possa essere quello di essere usati come carrettini gelato o popcorn alla manifestazione culturali che offre la nostra Città, con buona pace dei cinque milioni di euro provenienti dai fondi PNRR e della mobilità sostenibile e intelligente…

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