17 Aprile 2026 18:36

Imperia, piano regolatore porto di Oneglia. Sardi (AVS): “Scajola vuole porto chiuso a lavoro e traffici e aperto a Colussi per speculazioni immobiliari”

In breve: Le parole del consigliere Sardi: "Un insulto alla storia della compagnia portuale imperiese"

Lucio Sardi, consigliere di Alleanza Verdi Sinistra, interviene con una nota in seguito all’approvazione nell’ultimo consiglio comunale dell’adeguamento del Piano Regolatore del Porto di Oneglia.

Le parole del consigliere Sardi: “Un insulto alla storia della compagnia portuale imperiese”

Nell’acceso dibattito sulla pratica “ammazza porto commerciale” portata dalla giunta Scajola in consiglio sono emerse chiaramente l’ipocrisia e la viltà politica del sindaco e della sua maggioranza.

Contraddicendosi da solo, il vicesindaco Fossati – mandato allo sbaraglio da Scajola a presentare la pratica – è riuscito ad affermare che l’amministrazione vuole vietare le opere fisse a terra sulla banchina commerciale di Oneglia che ostacolerebbero, a suo dire, le future prospettive commerciali del bacino. Opere fisse che però vengono vietate solo per il trasporto delle merci, e che, nel caso dell’operatore che oggi garantisce al porto costanti volumi di traffico merci, sono indispensabili per continuare a lavorare nel nostro porto commerciale.

Considerato che da tempo l’amministrazione comunale lavora per creare le condizioni per azzerare i traffici merci sul porto e poi avere l’occasione di smantellare il bacino commerciale per destinarlo, dopo, ad altre finalità “turistiche”, l’ipocrisia nel presentare la delibera come una modesta e parziale modifica del regolamento portuale risulta insopportabile.

Nei documenti di mandato di questa amministrazione c’è la volontà di portare gli uffici e le aree doganali attualmente sul porto (collocazione naturale e ideale), nelle zone interne della città e pochi mesi fa è spuntata una ordinanza del comando della Polizia Locale (talmente assurda che è finita poi nel nulla) che vietava il traffico dei veicoli pesanti nelle vie di accesso al porto.

Abbiamo nella memoria gli elaborati grafici fatti circolare circa il progetto di trasformazione dello stabilimento Agnesi in un finto albergo (che poi, magicamente come già avvenuto per l’ex Renzetti, diventerà un mega condominio) con le banchine del porto commerciale occupate da mega yacht che ormai sono solo nella fantasia del sindaco, considerato che i posti barca su Calata Cuneo destinati che a questo mercato sono ora desolatamente sempre vuoti.

La strategia di ridurre in stato di degrado e abbandono le aree cittadine dove poi consentire le consuete operazioni speculative – perché “tanto meglio di niente è meglio qualunque cosa” – è un classico del prepotente (per i mezzi utilizzati) e vile (per l’abitudine a non assumersi mai la reale responsabilità di certe scelte) modo di agire di Scajola.

Per dare l’idea della sua determinazione nello sgomberare con la forza i traffici merci e la compagnia portuale Maresca dal porto di Oneglia, durante la seduta del consiglio che discuteva la pratica, il sindaco ha invocato addirittura lo sgombero dal Municipio del pubblico che, dopo aver reagito ad alcune provocazioni, aveva protestato in aula consiliare e aveva osato intonare Fischia il Vento dopo essere stato allontanato dall’aula senza opporre resistenza.

Una richiesta vergognosa, considerato che le proteste sono state civili e fatte da persone che vedono il proprio futuro lavorativo compromesso dalle scelte di questa amministrazione.

Una protesta che ha avuto avvio di fronte all’affermazione insultante di Scajola secondo cui i lavoratori del porto, (ai quali, sotto la sua amministrazione, Go Imperia ha revocato il contratto per i servizi accessori su Calata Cuneo) vivono di assistenzialismo e ai quali ha poi dichiarato di impegnarsi a “garantire” l’elemosina di una qualche occupazione.

Un insulto alla storia della compagnia portuale imperiese la quale, invece, chiede da tempo di far inserire il porto nell’autorità portuale comprendente i porti di Genova e Savona, scelta che garantirebbe investimenti e la possibilità di acquisire nuovi traffici e nuovi posti di lavoro sfruttando la posizione strategica del nostro porto sui nuovi traffici delle autostrade del mare.

Proposte che fanno rabbrividire l’emulo di Salvini, il quale vuole un porto chiuso per i traffici e il lavoro per poi spalancare invece le porte a Colussi (altro campione nel far sgomberare di operai la fabbrica Agnesi) per le future speculazioni immobiliari improduttive che butteranno fuori dalla città i giovani imperiesi, a cui dovremmo invece garantire occasioni di lavoro stabili e qualificate per potervi restare”.

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