17 Aprile 2026 22:19

Da Imperia all’Ucraina: parte la missione umanitaria del consigliere Enrico Lauretti. “Non possiamo restare indifferenti di fronte alle tragedie” /La videointervista

In breve: Il consigliere comunale di minoranza di Imperia in viaggio verso Kharkiv insieme a 14 volontari italiani

Con una valigia carica di medicinali e la convinzione che “nella vita bisogna perseguire degli obiettivi giusti”, Enrico Lauretti è partito questa mattina dalla stazione di Imperia per la sua terza missione umanitaria in Ucraina. Il consigliere comunale del gruppo “Società Aperta” raggiungerà Milano e poi, insieme ad altri 14 volontari da tutta Italia, partirà alla volta di Kiev.

È una cosa normale, portiamo aiuti, niente di speciale“, dice con semplicità Lauretti prima della partenza. Ma dietro questa naturalezza c’è una scelta precisa: “Ho sempre pensato che non si può restare indifferenti alle tragedie che la storia ci propone. Bisogna prendere posizione, non solo a parole ma anche con i fatti“.

Enrico Lauretti parte per l’Ucraina: “Un esempio per i giovani, partecipate”

Facciamo una premessa, voglio dire, è una cosa normale, portiamo aiuti, niente di speciale. Porteremo degli aiuti medicinali, beni di prima necessità e soprattutto però daremo anche un sostegno morale. Perché io ho visto anche nelle missioni precedenti, ne ho fatto due, la gente lì ha bisogno anche di sentire l’Occidente vicino, di non sentirsi abbandonati in sostanza. Me l’han detto più volte, ho parlato con persone, grazie di essere qua perché ci date un sostegno.

Il motivo è di carattere ideale. Io ho sempre pensato che nella vita bisogna perseguire degli obiettivi giusti, vivere una vita giusta, fare le cose che si devono fare e non restare indifferenti alle tragedie che la storia ci propone.

Prendere una posizione, ma non solo a livello verbale, ma cercare di fare anche qualcosa a livello pratico. Poi l’esistenza si deve dispiegare anche nella concretezza.

Quindi mi è sembrato giusto partecipare a questa iniziativa insomma anche perché diciamo sinceramente qui c’è un popolo che si difende per la propria libertà, per l’autonomia, per l’indipendenza e sono tre anni e mezzo che subisce una guerra pesante da parte di un altro stato che in una logica imperialista vorrebbe sottometterlo e soggiogarlo, questo in contrasto con il diritto internazionale, ma anche in contrasto con il diritto umanitario. Bombardando città, uccidendo persone civili.

Qualcosa che noi dobbiamo considerare inaccettabile, come succede anche in Israele, sia il massacro di Hamas dell’ottobre 2023, sia i massacri di Gaza da parte degli israeliani. Tutte cose rispetto alle quali non possiamo restare indifferenti. È poca cosa quello che facciamo, ripeto, però io credo fortemente che sia molto importante anche nel nostro piccolo, io non conto niente, sono una persona assolutamente irrilevante, però nel nostro piccolo cercare di dare una testimonianza è anche un esempio che si dà a tutti una raccomandazione che faccio ai giovani di partecipare di non sottrarsi, non si può restare indifferenti.

Come si svolgerà il viaggio? Il viaggio è complicato perché non è organizzatissimo, perché lì bisogna improvvisare molto. C’è il coprifuoco nelle varie città, ci sono anche episodi cruenti.

Diciamo che questo programma prevede di andare a Kiev, cioè entrare in Ucraina domani sera, se possibile, dal confine ungherese. Poi andare a Kiev, dormire una notte a Kiev martedì e tra mercoledì, giovedì e venerdì andare a Kharkiv, che è una grossa città nella parte nord orientale dell’Ucraina, che è sul fronte purtroppo, è assediata dai russi e qui consegneremo medicinali e quant’altro e incontreremo il sindaco che ci accoglie.

Questo è un passaggio anche importante perché è una manifestazione di esserci. Non è la mia prima missione umanitaria, ne ho fatto una nel 2023, proprio prima delle elezioni comunali, e poi una l’anno scorso nel 2024. Ero stato a Odessa, a Mipola a Leopoli e Kiev“.

A cura di Alessandro Moschi

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