Prenotare una visita dermatologica tramite CUP può diventare un percorso ad ostacoli, nonostante il recente annuncio del presidente della Regione Marco Bucci che aveva parlato di una situazione generale in netto miglioramento. È la segnalazione di un cittadino che, con impegnativa alla mano, ha provato nei mesi scorsi a fissare un appuntamento senza successo in tempi ragionevoli.
Per una visita dermatologica i primi posti sono nel 2026
Il nostro lettore ci racconta che ad aprile, con un’impegnativa del medico, i primi posti utili disponibili erano già a ottobre e novembre 2025. Riprovando ora, a distanza di mesi, la situazione appare ulteriormente peggiorata: i calendari online mostrano disponibilità soltanto nel 2026, con prime date fissate a febbraio a Carcare, marzo a Savona e addirittura giugno ad Albenga.
“La verità è che ho deciso di rivolgermi al privato a maggio, sapevo che la situazione liste d’attesa non sarebbe migliorata – racconta il lettore – ma non tutti possono permetterselo. E soprattutto, alcune persone magari hanno delle problematiche ben più gravi delle mie. Credo che il problema delle liste d’attesa sia ormai diventato insostenibile per chi ha bisogno di una visita in tempi ragionevoli”.
I dati ufficiali sulle liste d’attesa di Agenas
Secondo la nuova Piattaforma nazionale delle liste d’attesa di Agenas, che monitora in tempo reale le prenotazioni, la dermatologia è tra le specialità più critiche:
- Urgenze (U, da garantire entro 3 giorni): la maggior parte dei pazienti viene visitata rapidamente, entro pochi giorni, con tempi generalmente rispettati.
- Brevi (B, da garantire entro 10 giorni): una parte dei pazienti riesce ad avere la visita entro la scadenza prevista, ma una quota significativa è costretta ad attendere ben oltre, anche alcune settimane.
- Differibili (D, da garantire entro 30 giorni): qui emergono i maggiori ritardi: molti pazienti attendono oltre due mesi e una parte consistente anche diversi mesi, ben oltre i tempi stabiliti.
- Programmate (P, da garantire entro 120 giorni): una metà circa rientra nei limiti dei quattro mesi, ma un numero rilevante di persone deve attendere oltre sei mesi, in certi casi quasi un anno.

Nella piattaforma nazionale i tempi di attesa vengono espressi con tre indicatori statistici:
1° quartile (1q) → significa che il 25% dei pazienti ha avuto la prestazione entro quel numero di giorni.
Mediana → è il valore centrale: il 50% dei pazienti ha aspettato meno, il restante 50% di più.
3° quartile (3q) → indica che il 75% dei pazienti ha avuto la prestazione entro quel numero di giorni, ma il restante 25% ha aspettato anche di più
Un problema non solo ligure
Le difficoltà non riguardano solo la Liguria, ma l’intero Paese. Tuttavia, come mostra la ricerca del lettore, sul nostro territorio la situazione appare particolarmente grave: per una semplice visita dermatologica oggi si rischia di aspettare più di un anno.
Un problema che, di fatto, costringe sempre più cittadini a rivolgersi al privato, con costi aggiuntivi che pesano sulle famiglie.






