14 Aprile 2026 18:48

Crisi idrica a Chiusanico: vertice in Provincia con Rivieracqua e aziende. “Accelerare ricerca perdite e valutare uscita dalla salvaguardia” /Video

In breve: Due le linee d'azione emerse dal vertice: interventi immediati per cercare di risolvere l'emergenza e una riflessione più ampia sul futuro del regime di salvaguardia del Comune

Si è svolto oggi pomeriggio in Provincia l’incontro sulla crisi idrica che sta colpendo la zona industriale di Chiusanico. Al tavolo il presidente Claudio Scajola, l’amministratore delegato di Rivieracqua Fabio Trolese con l’ingegnere Angelo Gallea, il sindaco di Chiusanico Gianni Agnese e i rappresentanti delle due grandi imprese coinvolte nel disservizio, la Clas e la Raineri.

Due le linee d’azione emerse dal vertice: interventi immediati per cercare di risolvere l’emergenza e una riflessione più ampia sul futuro del regime di salvaguardia del Comune

La situazione attuale è determinata dalle perdite nell’Acquedotto di Rezzo, per questo motivo è stata disposta un’intensificazione delle ricerche. Contestualmente “saranno levati quei sigilli che non portavano l’acqua” per permettere “ulteriori manovre” e sfruttare la diminuzione dei consumi post-ferragosto.

Per quanto riguarda le famiglie della zona, il sindaco di Chiusanico ha rassicurato: “Le famiglie sono alimentate perché il Comune sta rifornendo la rete di distribuzione, non è acqua potabile, quindi abbiamo messo un’ordinanza di non potabilità, però il servizio idrico è presente”.

Spiega il presidente Claudio Scajola al termine dell’incontro

“Il comune di Chiusanico è un comune salvaguardato, cosa vuol dire? Che è un comune che ha deciso di poter risolvere i problemi dell’approvvigionamento idrico e della depurazione delle acque in modo autonomo

Qualunque intervento estraneo da parte della società Rivieracqua sarebbe una distrazione di fondi. Questo è il problema base. 

Di fronte a questo tema, già nei mesi scorsi, in primavera, abbiamo fatto una riunione con i comuni salvaguardati spiegando a ognuno di loro che c’è un rischio forte, che se non riescono a garantire i servizi sui quali hanno preso l’impegno e firmato documenti, ci sono dei rischi che sono particolarmente pesanti

Sono in corso in questi mesi gli incontri fra gli uffici e i comuni salvaguardati per dare le spiegazioni giuste a questi piccoli comuni perché entrino nell’insieme. 

Questo perché se no non si possono fare gli investimenti per migliorare soprattutto la parte depurativa ma anche quello dell’approvvigionamento idrico. Questa è la premessa. 

Nel caso specifico cosa è successo? che due stabilimenti importanti, due imprese grandi come la Clas e la Raineri si trovano con necessità di acqua importante per le loro attività e non c’è la possibilità di avere l’acqua di cui hanno bisogno

Al Comune di Chiusanico, oggi, in questo incontro, abbiamo spiegato che va accelerato il loro ingresso dentro l’Ato idrico, affinché si possano fare gli investimenti per migliorare la distribuzione dell’acqua in quel territorio. Ma però c’è l’urgenza, che è determinata dal fatto che si è ormai capito che l’Acquedotto di Rezzo, prima di arrivare nel comune di Borgomaro e quindi scendere in questi altri due comuni, ha delle grosse perdite

Si sta lavorando da 4-5 giorni alacremente per cercare di individuare le perdite e quindi su questa acqua che scende da monte poter garantire

Nell’incontro di oggi abbiamo affrontato due temi. Il comune di Chiusanico, di cui vi ho detto, deve valutare con urgenza quello di entrare dentro l’ato idrico per evitare anche delle responsabilità di non poter erogare i servizi di cui ha preso impegno di poter erogare. Ma nel contempo abbiamo dato disposizione a Rivieracqua di intensificare giorno e notte la ricerca delle perdite per riuscire ad avere tutta la potenzialità che l’acquedotto di Arezzo può dare. 

Nel contempo saranno levati quei sigilli che non portavano l’acqua e in questo modo riuscire a fare delle ulteriori manovre col fatto che con ferragosto sono diminuiti i consumi dell’acqua finendo il grande afflusso per lo meno diminuendo il grande afflusso turistico affinché la ricerca delle perdite, la ridistribuzione con manovre sui vari rubinetti, che permetta di far arrivare più acqua in quella zona, possa permettere di dare le risorse necessarie a due imprese che sono particolarmente importanti. 

L’acqua è del comune di Chiusanico, non è di Riveracqua. Perché è un comune salvaguardato. Deve garantire da solo il servizio, che non ha garantito. Di fronte a questo, come le ho detto, abbiamo affrontato di nuovo il tema del comune salvaguardato e contestualmente sull’emergenza tutto ciò che è possibile fare per garantire una più accelerata ricerca, sperando che sia produttiva, delle perdite che ci sono e facendo delle manovre sul resto della rete complessiva che possa permettere di far affluire più acqua. 

Il sigillo c’è per un motivo molto semplice, che se no in loco, diverse volte, andavano a giocare sui rubinetti. Questo problema crea uno stress ai tubi, sia sulla qualità dell’acqua che viene immessa, sia con il rischio di ulteriore perdite, perché ci sono i colpi d’acqua che sarebbero pericolosi. Siccome è successo questo, Riveracqua, per salvaguardare le condotte esistenti, ha sigillato e ha chiuso. Nell’attesa che arrivi l’acqua e arrivando l’acqua potete aprire. 

Domani arriverà l’acqua a queste aziende?Non mi sento di dirlo, mi sento di dire quello che abbiamo deciso, ho dato disposizione che già stasera a mezzanotte Riveracqua mi farà un primo report sulla ricerca e me lo darà così ogni 12 ore. Mi auguro quindi che si possa riuscire con questo rinnovato e accelerato impegno a poter garantire un servizio che è importante”. 

Aggiunge il sindaco di Chiusanico

“C’è questa crisi in atto per la mancanza d’acqua nella zona industriale, situazione che potrà essere risolta in due fasi, nell’immediato e con un intervento soprattutto da parte della società che dovrà fare determinate operazioni che ci sono state indicate appunto nell’ambito della riunione e poi ci sarà una fase successiva che è la fase nella quale verrà affrontato l’argomento per la sistemazione a regime e quindi la questione salvaguardia o non salvaguardia, un argomento che dovremo affrontare con la provincia in modo definitivo

Noi abbiamo dichiarato che non abbiamo nessuna preclusione ad affrontare l’argomento. Chiaramente l’argomento va affrontato dal punto di vista tecnico per vedere quali sono gli eventuali costi e benefici da parte del Comune. Quindi abbiamo fatto questo accertamento, queste valutazioni, potremmo dare una risposta definitiva. 

La percezione è che c’è ancora un problema di carattere tecnico che deve essere risolto. Mi pare che la società ci stia lavorando con grande impegno. Io sono ottimista che la questione verrà risolta nel giro di un tempo ragionevole, assolutamente. 

Le famiglie sono alimentate perché il Comune sta rifornendo la rete di distribuzione, non è acqua potabile, quindi abbiamo messo un’ordinanza di non potabilità, però il servizio idrico è presente. Non è sufficiente l’acqua che noi stiamo mandando in distribuzione, non è sufficiente per le lavorazioni delle aziende

Però per tutti gli usi civici delle aziende e per le famiglie è sufficiente.” 

A cura di Alessandro Moschi

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