2 Maggio 2026 08:16

Borgomaro: grande successo per la due giorni dedicata al pallonetto. “Una bella edizione”

Non si spegne l’onda lunga della due giorni di pallonetto in quel di Borgomaro. Si è trattato di una kermesse di grande partecipazione popolare e di impegno per tanti. La presenza di una foltissima spedizione bresciana, di un quasi altrettanto ampio novero di giocatori della Garfagnana e l’arrivo della squadra di Gemona del Friuli, assieme alla moltitudine di liguri, rende ragione in termini di numeri. Il piacere dello stare insieme, di ritrovarsi, di provare a giocarsela al meglio nei contesti urbani di Borgomaro ravviva lo spirito di competizione sportiva. Si tratta di un gioco vero e proprio, di estrazione popolare e lontana dalle capacità organizzative ed economiche proprie delle discipline organizzate. Quasi un movimento spontaneo, un flash mob sportivo. Per consolidare tutto questo è necessario però un impegno di molti. La macchina organizzativa si è mossa su due livelli, quello sportivo e quello dell’accoglienza. Nel secondo caso appare determinante l’impegno dell’associazione U Castellu. Si tratta di un associazione che si occupa già delle locali sagre e di eventi culturali e sociali per l’abitato. Grande impegno per il presidente e dei soci e simpatizzanti, i quali hanno seguito con grande passione tutto il percorso dell’ospitalità gastronomica. Dunque pranzo di mezzogiorno e soprattutto monumentale paella per la cena del sabato sera. In più, panini e pasta anche per il pubblico, gli spettatori, con un bar che ha funzionato a pieno regime. Va detto, quella sera lì a Borgomaro c’era davvero tanta animazione: la cena del pallonetto, quella dell’Assunta a Maro Castello, a meno di due km di distanza e poi, certo, ristoranti pieni. È l’entroterra che vive, l’entroterra che piace, da un lato ai turisti stranieri e dall’altro si giova di una forma aggregativa di turismo sportivo.

Commenta Claudio Merlo, uno degli organizzatori, impegnato soprattutto nel contesto sportivo: “Si è trattato di una bella edizione, quella, in fondo, del consolidamento. A livello sportivo si nota la differenza di preparazione ed abitudine al gioco da parte di bresciani e toscani, con questi ultimi in crescita. Il pallonetto da noi si gioca anche di giocatori di pallapugno, ma nei contesti cittadini è comunque più difficile sbracciare ed essere sicuri che la palla arrivi dove la si vuole mandare. Bisogna sperare di tornare al gioco di una volta, quello popolare e dopolovoristico, anche se, con i tempi della vita moderna, appare difficile. Le realtà per i giocatori delle regioni ospiti sembrano essere meno sotto pressione. Comunque vogliamo riaprire i conti l’anno prossimo”.

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