Lucio Sardi, consigliere di minoranza di Alleanza Verdi Sinistra, interviene con una nota in seguito alla contestazione del sindaco Scajola avvenuta lo scorso 30 agosto in Banchina Aicardi durante la manifestazione in favore di Gaza organizzata da Amnesty International.
Le parole del consigliere Sardi: “Poteva limitarsi a un saluto formale, ma ha voluto ribadire sul palco i motivi per cui non ha votato una mozione per lui ‘divisiva’”
Scrive il consigliere Sardi: “La drammatica vicenda dell’assedio e del genocidio in corso a Gaza sta mettendo in evidenza lo scarto tra la qualità della risposta messa in campo dai governi e quella della grande maggioranza delle persone.
Se un tempo i rappresentanti delle istituzioni sentivano la necessità di assumere una posizione avanzata su temi in merito ai quali l’opinione pubblica non era ancora matura, oggi assistiamo, invece, a una corsa al ribasso per inseguire o alimentare strumentalmente le paure che attraversano le società moderne.
Una strategia che è l’architrave del messaggio politico delle nuove destre mondiali (guidate da Trump e Netanyahu) che sulla vicenda Palestinese mette in discussione i principi del diritto internazionale e dei diritti umani costruiti sull’esperienza drammatica del secondo conflitto mondiale.
Le istituzioni Europee, a causa del voto dei moderati e delle destre, non sono riuscite a mettere in atto alcuna azione concreta contro Israele di fronte al genocidio in corso a Gaza (nessuna sanzione come contro la Russia o anche solo l’interruzione delle collaborazioni in campo militare o la vendita di armi).
Anche l’atto più politico del formale riconoscimento dello stato della Palestina è stato intrapreso singolarmente da alcuni stati (Francia e Spagna) con l’Italia del governo Meloni a guidare, assieme a Orban, il club della vergogna degli amici di Netanyahu nell’accampare scuse per giustificare l’indisponibilità a tale atto.
Di fronte a questo scenario risalta l’iniziativa della Global Sumud Flotilla, che ha organizzato una imponente missione umanitaria per tentare di portare aiuti a Gaza forzando, con decine di piccole imbarcazioni private, il blocco navale di Israele.
Una iniziativa che ha ottenuto una straordinaria risposta nel nostro paese, dove in pochi giorni sono state raccolte centinaia di tonnellate di aiuti, in particolare nella città di Genova, dove la partenza di alcune delle imbarcazioni è stata sostenuta da una manifestazione imponente che ha visto decine di migliaia di persone in corteo.
Anche a Imperia si è vista una grande risposta dei cittadini alla raccolta di aiuti organizzata presso la Casa del Popolo, che – lo diciamo per i “razzistoni da tastiera” comparsi sui social lamentando che non si aiuta chi è in difficoltà in Italia – è il luogo dove si organizza anche il progetto Cena fuori, nato per aiutare un crescente numero di persone che in città ha bisognose di assistenza alimentare.
In pochi giorni, infatti, tale raccolta – nonostante i proclami social del “vicesindaco da tastiera” Fossati che mette in dubbio la crisi alimentare a Gaza e assegna patenti di antisemitismo a chi si indigna per il genocidio in corso a Gaza – ha esaurito gli spazi disponibili, obbligando lo stop momentaneo alle donazioni.
Ma a conferma dello scarto tra la crescente indignazione e mobilitazione sul dramma Palestinese e la capacità di raccoglierla e sostenerla dentro le istituzioni cittadine, ci sono state le bocciature, da parte di Scajola e della sua maggioranza, di entrambe le mozioni presentate in consiglio comunale (quella sul cessate il fuoco di mesi fa e quella sul riconoscimento dello stato di Palestina più recentemente).
Due voti contrari a mozioni molto equilibrate e per i quali il sindaco e i suoi troppo fedeli sostenitori hanno tentato di accampare scuse chiedendone prima il ritiro per poi respingerle, aggrappandosi strumentalmente a pretesti.
Un atteggiamento pavido e inadeguato perché, se ci sono situazioni in cui la politica deve dimostrare di possedere dei valori e il coraggio di prendere una posizione coraggiosa e responsabile, quella sulla vicenda Palestinese non è in discussione.
Non contento della brutta pagina fatta vivere al consiglio comunale cittadino col voto sulle due mozioni, Scajola ha poi deciso di mettere in atto una strumentale azione di disturbo all’iniziativa pubblica sulla Palestina organizzata sulla banchina Aicardi da una rete di associazioni, a cui il comune aveva esclusivamente concesso il patrocinio.
Invece di limitarsi ad un saluto formale che, come patrocinante, il comune poteva fare con un semplice messaggio, il sindaco (affermando falsamente di essere stato invitato a intervenire dagli organizzatori) ha deciso prendere la parola a inizio manifestazione, provocando la reazione rumorosa, o più simbolica (di chi gli ha voltato le spalle) di una parte del pubblico, che gli ha rinfacciato i voti contrari alle mozioni consiliari sulla Palestina.
L’intento provocatorio e strumentale di Scajola è stato evidente in quanto, invece di limitarsi a un saluto che rispettasse gli organizzatori dell’evento, ha voluto ribadire su quel palco i motivi per cui non aveva votato una mozione (che è stata approvata con lo stesso testo a Napoli, Torino e Genova) da lui definita “divisiva”.
Forse per lui è anche “divisivo” l’invito- rivoltogli formalmente dai gruppi di opposizione – a esporre sul municipio un sudario per testimoniare solidarietà nei confronti delle vittime innocenti (in gran parte bambini) dei bombardamenti a Gaza, richiesta a cui non si è neanche degnato di rispondere.
Per gli amanti dell’assurdo, si potrebbe dire che poteva capitare di peggio, ovvero che al posto del sindaco vi fosse l’intervento il suo vice Fossati, con delega alle politiche negazioniste, che avrebbe potuto (come ha fatto riferendosi ai proponenti della mozione consiliare) ritenere lo spirito dell’iniziativa “caratterizzata da latente antisemitismo”.
Considerato che la realtà ormai supera la fantasia più torbida, il vicesindaco ha infatti realmente chiesto agli organizzatori -i quali hanno già dovuto subire la vergognosa azione di disturbo del sindaco che ha messo in parte in ombra lo straordinario successo della manifestazione – di condannare pubblicamente la contestazione ricevuta da Scajola.
L’abisso tra la mobilitazione della società civile per il dramma di Gaza e l’incapacità di dare risposte ed esempio da parte di una certa politica, lo abbiamo così misurato anche dal penoso teatrino messo in mostra da Scajola, a cui consigliamo, almeno su questi temi, di mettere definitivamente da parte i poco credibili panni della vittima.
Si impegni almeno una volta a cercare di assumere il profilo istituzionale adeguato a rappresentare con onore e rispetto l’intera comunità cittadina che, almeno su alcuni temi, il senso delle istituzioni imporrebbe. Se proprio non gli riesce, faccia un corso accelerato, magari dalla sindaca di Genova“.






