Lucio Sardi, consigliere comunale di Alleanza Verdi Sinistra, interviene con una nota in merito al progetto di realizzazione di un albergo di lusso al posto dell’ex pastificio Agnesi.
Le parole di Lucio Sardi
Scrive Sardi: “Tra i classici degli anni ’80 che sono passati decisamente di moda e restano solo tra i ricordi di chi ha vissuto quell’epoca, c’erano le riviste popolari con i fotoromanzi.
Si trattava di una forma di intrattenimento leggero e poco impegnativo che, a parte ingenerare una punta di nostalgia dei tempi passati, al giorno d’oggi appare decisamente antiquata e superata.
Una delle testate più famose in questo campo era Grand Hotel, rivista “rosa”, nata addirittura nel dopoguerra con le illustrazioni a fumetti e poi transitata al più “moderno” strumento del fotoromanzo.
Oggi – osservando i reportage fotografici delle testate giornalistiche sulle conferenze stampa nel corso delle quali il sindaco Scajola annuncia i dati circa le presenze turistiche oltre alle iniziative che, a suo dire, dovrebbero consentire al settore di fare un salto di qualità – verrebbe la voglia di virare le immagini in bianco e nero e aggiungere le “nuvolette” da fotoromanzo per riportarvi le parti più “significative” di quelle dichiarazioni.
La motivazione che spinge a questo tuffo nel passato nasce dal fatto che, osservando oggi lo Scajola ultrasettantacinquenne alla ricerca del terzo mandato, annunciare la prossima apertura di ben due hotel a cinque stelle (uno nel porto turistico e uno nell’ex stabilimento Agnesi), ritorna alla mente la sua immagine degli anni ’90 in cui, sempre da sindaco, annunciava il progetto di un grattacielo con annesso albergo di lusso nell’ex stabilimento Renzetti (poi diventato un ben più modesto e basso megacondominio in gran parte di seconde case).
A distanza di oltre 30 anni, il problema non è certo solo che di alberghi di lusso non s’è mai vista l’ombra e probabilmente così sarà per il futuro, ma semmai che le strategie di sviluppo della città messe in atto dal sindaco (sul turismo ma non solo) sono sempre quelle che si rivelarono fallimentari già ai tempi dei fotoromanzi.
Fa particolarmente preoccupare anche il fatto che proprio sul settore turistico – su cui il sindaco punta a caratterizzare e indirizzare gran parte dell’economia cittadina – si propongano progetti di investimenti speculativi in grandi strutture alberghiere, ormai da tempo superate e anacronistiche.
Pensare che si tratti di progetti in cui il sindaco crede veramente, dovrebbe far preoccupare. Essendo più realisti e sulla base di quanto successo nel passato, è chiaro che siamo di fronte a un altro datato “deja vu”, quello degli annunci a effetto di progetti ambiziosi che poi si trasformano, nel tempo, in più modeste speculazioni edilizie (col binomio imperiese condomini e supermercati). Un meccanismo che porta regolarmente a premiare gli interessi speculativi e finisce per soffocare ogni progetto di sviluppo economico della città.
Nel Grand Hotel imperiese – in cui Scajola vuole interpretare il ruolo di protagonista assoluto e cerca strumentalmente di coprire il montante travaglio e insoddisfazione dei cittadini, rappresentandole solo come uno scontro personale tra lui e il suo più odiato avversario (il cattivo dei fotoromanzi) – il futuro della città assume tratti ben poco colorati.
Rompere questa stantio racconto e costruire un progetto di rilancio della città alternativo ed elettoralmente competitivo, deve diventare l’obiettivo delle opposizioni nella seconda parte della consiliatura.
Un progetto che non sia solo la, pur importante, promessa di rompere un sistema di governo della città verticistico e di fatto autoritario, ma una proposta tale da fornire risposte e soluzioni sui tanti problemi aperti a chi in questa città vive o lavora. Un programma che sia in grado di offrire, in primo luogo, soluzioni atte a creare occasioni di lavoro qualificate e stabili”.






