20 Aprile 2026 03:35

Imperia: da Zarbano un richiamo all’Amministrazione. “Apparire non basta, serve sostanza. Il futuro dei giovani non può aspettare”

Il consigliere di opposizione Luciano Zarbano di Imperia senza Padroni attraverso una nota lancia un richiamo all’Amministrazione comunale. Zarbano invita ad avere maggiore attenzione alle reali necessità della città, anche per dare un vero futuro ai giovani.

Sottolinea Luciano Zarbano: “Negli ultimi anni Imperia ha vissuto trasformazioni visibili, soprattutto dal punto di vista estetico. Molti cittadini – in particolare coloro che hanno una condizione economica solida e guardano con una certa serenità al futuro – tendono a dire che la città sia “cambiata in meglio”. Sui concetti di “meglio” e di reale utilità per tutti i cittadini, bisognerebbe aprire un capitolo a parte. Ma la domanda da porsi è un’altra: migliorata per chi? E soprattutto, migliorata in che cosa?

La visione ottimistica spesso si ferma all’immagine esterna: piazze riqualificate, facciate rinfrescate, opere pubbliche inaugurate. Tutto importante, certo. Ma la qualità della vita di una comunità non può essere misurata solo dall’aspetto urbano. Una città vive delle sue persone, delle loro opportunità e delle prospettive che è in grado di offrire. L’occupazione e il destino dei giovani.

Ed è proprio qui che emergono le prime contraddizioni. Ad Imperia i giovani continuano a non trovare sbocchi professionali adeguati. Eccetto per qualche lavoretto provvisorio in un evento pubblico, o nella Pubblica Amministrazione, o in qualche partecipata del Comune – sulle modalità di scelta sarebbe necessario dedicare un articolo a parte -, o da poche aziende private, ma il mercato del lavoro offre ben poco. Non si vedono politiche strutturali a favore dell’imprenditoria giovanile, delle start up, della formazione innovativa. Così, il destino di molti ragazzi è già segnato: emigrare per trovare altrove quello che qui non esiste.

Cultura e intrattenimento: il grande assente. Un discorso simile vale per il tempo libero e la cultura. I giovani imperiesi, se vogliono svagarsi, spesso sono costretti a uscire dalla città. L’offerta di intrattenimento è limitata, i locali, soprattutto discoteche, scarseggiano e sul fronte culturale non va meglio: gli spettacoli teatrali incominciano a muovere i primi passi, quasi nessun club di cultura e poco altro.

Cultura e socialità non sono dettagli marginali: sono la linfa vitale di una comunità che vuole crescere, perché senza luoghi di incontro, senza idee e senza stimoli, una città resta ferma.

Le responsabilità politiche. Di fronte a tutto questo, qualcuno accusa le minoranze di non essere propositive. È un refrain che si ripete, ma a ben vedere le domande andrebbero rovesciate: quante proposte delle minoranze sono state mai accettate? Cosa hanno fatto e cosa stanno facendo coloro che amministrano per invertire questa rotta? Dove sono i progetti concreti per il lavoro, per i giovani, per la cultura? È troppo facile puntare il dito senza assumersi responsabilità. E c’è un altro punto che non va dimenticato: molti cittadini che oggi criticano, non hanno nemmeno partecipato al voto.

Ma la democrazia funziona così: i cattivi politici non si auto eleggono, vengono scelti – o lasciati eleggere – dall’astensione dei bravi cittadini che rinunciano ad esprimersi. Apparire o essere? Alla fine la vera domanda è semplice: Imperia è davvero migliorata o ci si accontenta di un semplice confronto con il passato? Accontentarsi significa sopravvivere. Pretendere di più significa crescere“.

Perché, in politica come nella vita, è vero che chi si accontenta gode. Ma chi non si accontenta, molto spesso, gode di più.

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