L’appalto da oltre 2 milioni di euro della Provincia per il trasporto dei rifiuti in discarica, pubblicato dal nostro giornale, ha scatenato polemiche sui social e riacceso il dibattito sul biodigestore. A fare chiarezza è il vicesindaco di Imperia Giuseppe Fossati, che in una nota stampa risponde punto per punto alle critiche e rivendica i risultati ottenuti dall’amministrazione Scajola.
Ha destato un certo clamore, con l’inevitabile coda di polemiche, anzitutto sui social, la notizia che la Provincia di Imperia abbia concluso un appalto di oltre 2 milioni di euro per il trasporto in discarica dei rifiuti dei comuni imperiesi.
Si è anche chiesto, da parte di alcuni ed in modo polemico, che fine abbia fatto il biodigestore.
E’ una materia certamente complessa, ma credo sia opportuno cercare di dare un chiarimento che faccia comprendere come la Provincia ed i Comuni, negli ultimi anni, stiano operando per ridurre i costi legati allo smaltimento dei rifiuti. Credo con risultati apprezzabili.
Anzitutto è bene evidenziare un dato: in discarica va solo il rifiuto indifferenziato, con costi:
- di primo trattamento (presso Collette Ozotto);
- di trasporto (da Collette Ozotto alle discariche fuori provincia idonee), ossia quello a cui si riferisce l’appalto in questione;
- di conferimento nelle discariche.
Il costo totale, per il complesso dei Comuni della Provincia di Imperia, ovviamente, è molto più dei due milioni di cui oggi si parla, che riguardano solo il trasporto.
I Comuni e, quindi, i cittadini, come detto, pagano infatti tre voci: primo trattamento, trasporto, conferimento.
Quanto pagano? In base al rifiuto indifferenziato conferito, ovviamente.
Il rifiuto differenziato, invece, in linea di principio e senza scendere troppo nelle singole casistiche, non comporta costi, ovvero comporta costi molto inferiori rispetto all’indifferenziato, per i Comuni ed i cittadini, anzitutto perché non va in discarica.
Ne deriva che, più differenzio, meno riempio le discariche, meno pago per riempire tali discariche.
Un dato, che credo renda l’idea: nel 2018, con il 35% di raccolta differenziata ereditata dalla precedente amministrazione guidata dalle forze politiche di sinistra, che oggi paradossalmente spesso dispensano consigli e lezioni, il Comune di Imperia spendeva, per il rifiuto indifferenziato, circa 2,5 milioni di euro e, aggiungo, pagava pesanti sanzioni, essendo ben al di sotto del limite di legge del 65%.
Oggi, il Comune di Imperia, con la raccolta differenziata stabilmente intorno al 68%, paga circa 1,3 milioni, nonostante il dover conferire fuori provincia dal 2022 abbia fatto impennare i costi.
Credo non ci sia molto da aggiungere.
Quanto al biodigestore, con riferimento all’indifferenziato, è appena il caso di evidenziare come vada nel solco di tale corretta politica dei rifiuti: l’indifferenziato verrà trattato, in modo da conferire nella discarica di servizio in provincia una misura molto minore di rifiuti, con minori costi.
Che fine ha fatto il biodigestore? Credo sia noto: i lavori sono finalmente appaltati, dopo lustre di immobilismo, e si prevede sarà operativo nel 2027. Direi una buona notizia per tutti. O no?






